FINALE 3° POSTO
ARGENTINA – BRASILE 3-2
(25-23, 20-25, 20-25, 25-17, 15-13) – il tabellino

TOKYO – Incredibile all’Ariake: il bronzo è dell’Argentina. Come un oro per coach Mendez, in lacrime alla fine, e i suoi certamente indicati tra le vittime sacrificali della vigilia in un girone nel quale non dovevano nemmeno passare. Invece dal match spareggio con gli Stati Uniti in poi l’Argentina ha fallito soltanto l’assalto alla Francia, prendendosi gli scalpi di USA, Italia e oggi Brasile.
Un Brasile che scende dal podio olimpico per la prima volta dal 2000. “Molti tifavano perché succedesse – ha commentato uno sconsolato Bruno alla fine – è normale quando stai in alto per così tanto tempo. Ora dovremo riflettere, io per primo”.

Un maestoso De Cecco, seguito da un Conte decisivo quando serviva e dai centrali Solé e Loser tra i migliori in campo (10 muri in due) hanno disposto in cinque set altalenanti di una Seleçao con le polveri bagnate. Leal ha trascorso in panchina più di metà match, fermo a un 4 su 14 in attacco non da lui, Wallace ha chiuso al 9% di efficienza un’Olimpiade che l’ha visto crollare nelle ultime due partite. Non bene nemmeno Bruno, tant’è che la scossa data da Fernando e Alan stava per girare il tie-break.
Finisce probabilmente qui la storia di questo Brasile, campione a Rio dopo due argenti sofferti: troppo anziano il nucleo di questa squadra per pensare di rivederlo anche a Parigi 2024 nella sua interezza.

Conte, 33 anni dopo papà!

I PIÙ – Stratosferica prestazione di De Cecco, ma anche match indovinato tatticamente da Mendez che piazza Loser a marcare Lucas a uomo e alla lunga il cambio di rotazione paga. Conte ha dimostrato ancora una volta al mondo quanto contino accanto alle doti tecniche e atletiche le doti caratteriali, Danani ha fatto il definitivo salto nell’olimpo del volley che conta. Lato Brasile il migliore è stato indiscutibilmente Douglas, ingiusto che l’ultima murata sia capitata a lui.

I MENO – Come detto Wallace e Bruno hanno reso sotto le aspettative in un match nel quale avrebbero dovuto far valere il peso della loro esperienza. Male anche Leal, per oltre due set e mezzo senza attacchi vincenti all’attivo, in difficoltà i centrali a muro.

Solé e De Cecco

LE FORMAZIONI – Brasile tipo con Bruno-Wallace, Lucarelli-Leal, Lucas-Mauricio e Thales libero, idem l’Argentina che gioca con De Cecco-Lima, Conte-Palacios (recuperato dall’infortunio alla caviglia), Loser-Solé e Danani libero.

LA PARTITA – Brasile subito in crisi, con Lucarelli e Leal in difficoltà: il primo a pagare è il neo acquisto di Modena dopo due attacchi non chiusi sul 9-13 Argentina, entra Douglas. L’Argentina controlla fino al 19-15, quando un contrattacco di Douglas e un errore di Conte danno il -1 al Brasile. La rimonta però non si completa, 22-24 Argentina che diventa 23-25 grazie a Conte. Renan riparte con Douglas, l’Argentina si siede leggermente e va sotto 7-5. Il Brasile guadagna anche un altro break di vantaggio, prende a sbagliare servizi ma trova in Douglas un faro nella notte per andarsi a prendere l’1-1 col 25-20. Nel terzo parte meglio l’Argentina, Bruno e soci pareggiano a quota 10 ma l’ace di Conte e il muro su Douglas dicono13-16. Rientra Leal ed è subito pareggio grazie a Lucarelli e sorpasso con l’ace proprio di Leal: 17-16 che diventa 19-17 con l’errore di Solé. Wallace vince il contrasto del 22-18, Leal continua a faticare in attacco (0 su 7) ma Lucarelli ormai è in palla e Wallace timbra un muraccio su Facundo per il 25-20 finale. Il 4-2 Brasile è il punto che serve a far sbloccare Leal ma è un Brasile ancora incerto quello che si fa superare da Lima 6-8. Dentro Fernando per Bruno e Lucarelli spara ancora out il -5. Brasile in completa balia dell’avversario su una P1 nella quale rientra Bruno, Renan prova a inserire Douglas ma non c’è verso: da 7-9 a 7-15, con Loser che legge alla perfezione i registi verdeoro. L’Argentina non si lascia sfuggire l’occasione di prendersi il tie-break e conduce senza paura fino al 17-25 finale con Leal di nuovo in panchina per Douglas.


Il tie-break è la parte più bella del match: Facundo ferma Wallace a uno e i verdeoro si incartano per lo 0-3 iniziale. Quando Wallace spara out il 3-7 i fantasmi di un’Olimpiade giù dal podio iniziano a pervadere i brasiliani. De Cecco mura Douglas per il 4-8, il computo dei muri sin qui dice 16 Argentina e 9 Brasile. Doppio cambio, dentro Fernando e Alan, fuori Wallace e Bruno ed è proprio il turno al servizio di Alan che riporta i verdeoro a -1 (9-10). Solé cambia e Facundo riporta subito i suoi a distanza (9-12). Douglas vince lo scambio lungo che poteva chiudere il match e poi Fernando mura Conte: dal possibile 9-13 all’11-12. L’ace terrificante di Lucarelli a 117 km/h segna il clamoroso pareggio a quota 12. L’Argentina arriva comunque per prima a match point con Conte sul 13-14 e il muro di Loser su Douglas chiude il discorso per il bronzo.