Tokyo2020: Quanto fa paura Paola Egonu? Votate tra il Ct serbo Terzic e il giornalista Adinolfi…

MODENA – Quanto fa paura la nostra Paola Egonu? Tanto, per tutto, per la sua forza in campo ma anche per le spalle larghe che ha fuori dal campo, per la sua unicità.

Così se a livello agonistico il ct della Serbia Zoran Terzic cerca di alimentare il fuoco della sfida, probabilmente per mettere tensioni e nervosismo nell’opposto azzurro con dichiarazioni rilasciate in una intervista in Serbia in cui pone in secondo piano Egonu rispetto a Boskovic per la discontinuità della prima (avrebbe mai potuto dire il contrario essendo tecnico della schiacciatrice serba?), su Twitter il giornalista Mario Adinolfi, che probabilmente non sanno distinguere un bagher da un muro e che solitamente opera in tutt’altro settore, non ha perso l’occasione per dissertare e fare politica/polemica sulla scelta dell’opposta azzurra come portabandiera del CIO.

LE DICHIARAZIONI
Terzic nell’intervista rilasciata al portale serbo Mozzartsport  ha detto:  “Insieme a Tijana, Egonu è il miglior opposto al mondo. Quando Egonu gioca al suo livello più alto, è più potente di Tijana. Colpisce ogni palla sopra il muro ed è difficile da fermare. Ma non sarà mai una giocatrice come Tijana Boskovic, perché non ha tutto. Ha fisico, approccio psicologico, ma alcune cose non le ha e questo non le permette di essere sempre continua. Ha discontinuità e questo non le permetterà mai di giocare ogni competizione ai massimi livelli. Con Tijana gli sbalzi di prestazione sono minimi ed è proprio per questo che è la migliore al mondo. Molto semplice.

Adinolfi, giornalista, scrittore, direttore de La Croce (il suo ultimo libro è Il Grido dei Penultimi) su twitter ha scritto: “Paola Egonu diventa portabandiera olimpica perché incarna un cliché e non per meriti sportivi, ci sono almeno 30 atleti nella delegazione italiana con un curriculum più valido della Egonu, ma con la colpa di essere bianchi o eterosessuali. Egonu è un triste inno al conformismo”.

Chi ha più paura di Paola Egonu?

 

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