Turchia: Guidetti “La mia scelta? Contano solo famiglia e il meglio per la mia professione”

L'allenatore modenese racconta il perché della decisione di lasciare l'Olanda quarta a Rio2016. Terrorismo e le tensioni in Turchia: "Nella mia vita contano affetti e lavoro, non mi faccio condizionare da altro"

Giovanni Guidetti firma per la panchina della Nazionale di Turchia

ISTANBUL – Un cambiamento radicale e inatteso, ma che ha una motivazione che non lascia spazio a repliche. Da ieri, con firma in diretta, Giovanni Guidetti è il nuovo allenatore della selezione turca femminile, dopo gli anni di successi al Vakifbank di cui manterrà la panchina. Raggiunto telefonicamente a Istanbul, Guidetti ha spiegato nel dettaglio i perché della sua decisione, lo scenario del volley turco e le sue prospettive sul Bosforo, in una escalation di terrore che sembra non doversi mai arrestare.

Guidetti, prima di tutto: perchè ha abbandonato un progetto reso vincente da lei come quello dell’Olanda?  “Voglio stare vicino alla mia famiglia, a mia moglie e mia figlia soprattutto. Poterli vedere dodici mesi all’anno e non sei fa tutta la differenza del mondo. Quando è arrivata l’offerta dalla federazione turca, e vista la mia condizione di neo-papà, non ho potuto rifiutare”.

Con le orange poteva terminare il lavoro iniziato a Rio fino a Tokyo 2020…  “Certo. E infatti so quello che lascio, una nazionale forte con la quale mi trovavo benissimo e con la quale avevo intrapreso un cammino entusiasmante. La decisione non è stata semplice”.

Sa anche quello che trova…  Sì, e soprattutto conosco le mie priorità, personali e professionali”.

Quanto sarà diverso il lavoro, rispetto ai Paesi Bassi?  “Là avevo praticamente soltanto dodici giocatrici, ma di livello altissimo e con una fisicità prepotente. Dovevo farle crescere, non selezionarle perché non avevo fonti da cui attingere. Qui in Turchia il movimento è molto più sviluppato e il bacino di scelta è decisamente più ampio. Le doti fisiche, però, minori. Inoltre c’è da costruire quel cammino che con l’Olanda era stato foriero di successi, fino a portarci ai piedi del podio olimpico”.

La Turchia di oggi è più forte dell’Olanda di allora? Il ranking della Turchia è leggermente migliore rispetto a quello dell’Olanda che presi in mano due anni fa, ma c’è da lavorare. Ho la fortuna di conoscere già molto bene l’ambiente e tante delle giocatrici che andrò a visionare prima e ad allenare poi”.

Infine uno sguardo sulla cronaca, terribile. Non pensa mai di tornare in Italia, o di trasferirsi ad allenare in un paese apparentemente più sicuro? Nelle mie scelte contano soltanto la famiglia e quello che è meglio per la mia professione. Non posso farmi condizionare da eventi che con la pallavolo e i miei affetti personali non c’entrano nulla. Altrimenti non viviamo più. E vincono loro, quelli che seminano terrore”.

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