World League: Usa in semifinale. 3-1 alla Serbia

1965
Jaeschke "semina" al servizio, Sander "raccoglie" in posto 4: Usa in semifinale

Final Six: Pool K: 2° giornata (5 luglio)
Serbia – Usa 1-3 (22-25, 23-25, 25-19, 22-25) – il tabellino

CURITIBA – Nonostante le 5 sconfitte della prima fase e quella di ieri al tie-break contro la Francia i rinnovati Usa (non giocano la WL due pezzi da 90 come Anderson ed Holt) sono la seconda semifinalista della World League. Per raggiungere il traguardo è bastata la convincente vittoria odierna da 3 punti contro la Serbia campione in carica. Ora la formazione di Grbic dovrà battere da 3 punti la Francia per restare in corsa, mentre ai transalpini basteranno 2 set per la semifinale e servirà la vittoria (con qualunque punteggio) per vincere il girone (risultato che salvo sorprese sarebbe utile per evitare il Brasile in semifinale).

PIU’ E MENO – In una serata in cui Patch non ha brillato (4% di eff. in att. per il neoacquisto di Vibo) a trascinare gli Usa alla vittoria, oltre alla solita positiva regia di Christenson, sono stati gli schiacciatori Sander e Jaeschke decisivi sia in attacco che soprattutto al servizio visto che una grossa fetta dei break-point statunitensi è arrivata sui loro turni di battuta: il neoacquisto di Civitanova  ha chiuso con 22 punti (top scorer del match), il 62% di vinc. (52% di eff.) in att., 1 muro e 3 ace; il neoacquisto di Verona con 14 punti, il 54% di vinc. (38% di eff.) in att. ed 1 ace (su un totale di ben 20 servizi effettuati). Giornata no invece della coppia serba Ivovic (22% di eff. in att.) e Kovacevic (4% di eff. in att.) con la squadra di Grbic tenuta in corsa dall’alto rendimento dei centrali Lisinac e Podrascanin e dal buon ingresso dalla panchina di Atanasijevic.

LA PARTITA – Gli Usa confermano il sestetto sconfitto dalla Francia (ma dal 2° set c’è McDonnell al posto del deludente Jendryk) mentre Grbic ritrova in rosa dopo 2 week-end di assenza sia Atanasijevic che Petric che però partono dalla panchina.
Dopo mezzo set combattuto (11-11) gli Usa fanno il vuoto sul turno di battuta di Sander (11-16) ed allungano ulteriormente su quello di Smith. Sul 12-19 Grbic cambia la diagonale palleggiatore-opposto inserendo Buculjevic ed Atanasijevic per Jovovic e Luburic e con il buon impatto del perugino e 3 muri di Lisinac il set si riapre (20-21). Gli Usa però evitano l’aggancio ed alla prima palla set Smith capitalizza il mezzo punto in battuta di Sander: 22-25.
Torna Jovovic nel 2° set mentre resta come opposto Atanasijevic. Il set è combattutto sino al 17-17 poi la Serbia allunga con i muri Jovovic (18-17) e Lisinac (20-18), entrambi su Patch. Un errore in secondo tocco di Shoji offre ad Atanasijevic il 23-20 ed il set sembra chiuso, invece la coppia Jaesche-Sander ribalta tutto in pochi minuti nonostante i due time-out di Grbic: il veronese picchia duro in battuta (con anche l’ace diretto del 23-23), il giocatore della Lube completa l’opera in contrattacco realizzando il 23-22, il 23-24 ed anche il 23-25.
Nel 3° set c’è Clark (già entrato nel 2° set) al posto di Patch, ma il team di Speraw si prende una pausa e subisce per tutto il set la reazione serba che allunga 8-5 con un muro di Podrascanin, 13-8 sul contrattacco di Kovacevic e chiude 25-19 in scioltezza ancora con Podrascanin.
Torna l’equilibrio nel 4° set con la Serbia che comunque sembra fiutare il tie-break transitando sul +2 al secondo time-out tecnico: 16-14. Il turno di battuta di Jaeschke resta però un rebus irrisolto per il team di Grbic che incassa 3 contrattacchi consecutivi di Sander in rapida in sequenza per il 16-18. Un’azione da cineteca chiusa da Patch nega il pari alla Serbia (18-20), Christenson punge al servizio e Sander non sbaglia il colpo del ko: 18-21. L’ex-Pechino mette anche l’ace del 19-23. Podrascanin non ci sta e salva il secondo match-point con un ace su Sander: 22-24. Il mani e out di Jaeschke chiude i giochi: 22-25.

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