TRENTO – Dopo una battaglia durata cinque set, Fabio Soli si gode la vittoria della sua Rana Verona sul campo dell’Itas Trentino, un successo costruito con carattere e lucidità dopo un avvio in apnea.
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Alla domanda ironica se per seguire la sua squadra serva una visita medico-sportiva con certificazione cardiologica, l’allenatore risponde con il sorriso: “Per attività agonistica, di alto livello, a rischio di salute, sia mentale che fisica” – scherza – “ma è un’analisi lucida della partita, basata sui numeri e su tutto quello che stiamo vivendo in questa prima parte di campionato. Siamo dei matti scatenati, più lo siamo e più ci divertiamo.”
Poi la riflessione si fa tecnica: “Ci siamo liberati da un po’ di tensione e paura dopo i primi due set, in cui Trento ci ha messo un’enorme pressione. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: o andiamo a casa in un’ora e dieci, o combattiamo. Nel terzo set Trento ha rallentato un po’, ma nei primi due era stata pallavolisticamente furibonda: non avevamo visto palla. Da lì in avanti è cominciata a entrare la battuta e l’attacco, le nostre armi migliori, e anche grazie al servizio abbiamo difeso meglio e trovato ritmo.”
Soli rivendica lo spirito del gruppo, protagonista di una rimonta energica: “Si è visto quello che siamo: i primi due set, ma anche gli altri tre. Siamo una squadra con alternative, che sa reagire e cambiare volto. Vedere uscire il capitano, poi rientrare e fare la differenza nel quarto e nel quinto, o Keita che esce e rientra con un’energia incredibile: questo è ciò che ci rappresenta. È la cosa che ci fa rendere al meglio, tecnicamente e come gruppo.”
Il tecnico si riconosce nello spirito definito dal preparatore come “underdog”: “Sì, quello sicuro. Io mi immergo completamente in questa squadra, cerco di trasmettere ciò che serve per ambire sempre a qualcosa in più. Alcuni ragazzi sono eccentrici, altri mi aiutano a dare un po’ d’inquadratura a questa eccentricità, che però non deve mai mancare. Ci divertiamo quando condividiamo l’energia. Siamo un mix strano, ma che si sta trovando bene insieme, e nel finale si è visto: era l’unico modo per competere con una grandissima Trento.”
Infine, Soli si concede un momento di emozione per l’accoglienza ricevuta al PalaTrento, dove ha lavorato per due stagioni: “Mi piace lavorare col cuore, e quello che ho fatto qui credo sia stato importante. Ho lasciato il cuore a Trento, ora lo metto tutto per Verona. È bello tornare qui e sentire l’abbraccio del pubblico. Ringrazio anche i nostri tifosi, perché farsi sentire non era semplice, ma ci sono riusciti per tutta la partita, anche nei momenti peggiori. Se lo sento io, che in campo guardo solo la palla, vuol dire che si sono davvero fatti sentire.”











