Rana Verona - Cucine Lube Civitanova 0-3 (25-27, 21-25, 17-25)
Rana Verona: Christenson 1, Mozic 10, Vitelli 1, Ferreira Souza 5, Keita 13, Cortesia 3, Zingel 2, Planinsic 0, D'Amico (L), Staforini (L), Sani 1, Bonisoli 0, Glatz 0, Nedeljkovic 4. N.E. All. Soli.
Cucine Lube Civitanova: Boninfante 1, Bottolo 10, Gargiulo 3, Loeppky 18, Nikolov 20, Tenorio 2, Balaso (L), Orduna 0, Bisotto (L), Kukartsev 0. N.E. D'Heer, Podrascanin, Duflos-Rossi. All. Medei.
ARBITRI: Carcione, Simbari.
NOTE - durata set: 29', 29', 26'; tot: 84'.
VERONA - La striscia record della Rana Verona si arresta a quota otto, e lo fa nel momento meno atteso, quasi con senso dell’umorismo, contro una Cucine Lube Civitanova (una delle poche a batterla in questo campionato) ferita, reduce da due sconfitte pesanti e soprattutto orfana del suo capitano e baluardo difensivo, Fabio Balaso. Assente per scelta tecnica (o altro?)
Eppure, senza il libero della Nazionale, la Lube sfodera una prestazione di carattere: solida, affamata, quasi rabbiosa. Verona viene espugnata con un secco 3-0 che non ammette repliche e riporta l’entusiasmo scaligero dentro confini più terreni.
NUMERI - Il duo Nikolov–Loeppky funziona, eccome. Si alternano con naturalezza, senza pestarsi i piedi e senza prendersi pause sindacali. A completare l’opera ci pensa Bottolo, che piazza ace e muri quando servono. Fondamentali anche i muri nella terza frazione: una serie che spiana la strada e trasforma il set in una formalità. Quando la ricezione scende quasi ai minimi storici (32% di positiva, 11% di perfetta), non si può pretendere che Christenson moltiplichi pani e pesci. Se poi ci si aggiunge la serata storta di Darlan — e va detto che Mozic e Keita non hanno fatto molto meglio — il conto viene da solo. La mancanza di Balaso, tra i marchigiani, pesa come un macigno, sia in ricezione sia in difesa: un’assenza che non si nasconde sotto il tappeto, neanche volendo.
SESTETTI - Soli schiera Christenson-Darlan in diagonale palleggiatore-opposto, al centro Cortesia e Vitelli e in posto4 Mozic-Keita, libero Staforini. Medei manda in campo Boninfante palleggiatore con Loeppky a completare la diagonale, Gargiulo e Tenorio come centrali, gli schiacciatori Bottolo e Nikolov, infine Bisotto libero.
LA PARTITA - Nel primo parziale l’equilibrio è così estremo che sembra deciso da una bilancia svizzera. Christenson gioca a scacchi, apre il campo, cambia ritmo, distribuisce illusioni; Boninfante invece va sul sicuro, quasi affettuoso, e si rifugia spesso da Nikolov come chi torna a casa quando fuori piove forte. Poi, a metà set, la Lube mette la freccia: tre punti di margine, favoriti anche da un’invasione veronese che sa di scivolone su una buccia di banana. Ma il vantaggio dura quanto una promessa elettorale. Keita accende la miccia, Verona si rianima e in un attimo è di nuovo parità: 22-22, tutto da rifare, tutto da temere. Nel finale però arriva Loeppky, che decide di essere protagonista: un ace secco, due attacchi punto e l’aria di chi ha appena capito come finisce la storia. Si arriva al set ball, il terzo, e mentre il regista guarda altrove, Bottolo — ignorato ma non domo — si prende la scena e stampa un muro su Mozic, 25-27.
Sebbene sia un match in cui le due squadre sembrano fare a turno a chi abbia più voglia di complicarsi la vita, nella seconda frazione sono i marchigiani a partire con il piede giusto. Boninfante allarga finalmente il menù: chiama in causa non solo Bottolo, ma anche Gargiulo. Christenson, dall’altra parte, si affida quasi esclusivamente a Keita, unica risposta sensata in mezzo al rumore di fondo. A metà set la Lube accenna un leggero sbandamento, ma Loeppky e l’onnipresente Nikolov rimettono la macchina in carreggiata e ristabiliscono il margine: 21-23. Nel finale Bottolo decide che è ora di chiuderla senza ulteriori discussioni: due ace consecutivi — l’ultimo sul libero Staforini, colto in flagrante — e il set va in archivio. 21-25.
La terza frazione è una Caporetto senza appello per la Rana Verona. Soli prova a rimescolare le carte come un illusionista disperato: dentro Nedeljkovic per Cortesia, D’Amico — rientrato post operazione all’ernia — per Staforini, Sani per Darlan, e nel corso anche Zingel per Vitelli. Più che un aggiustamento, una rifondazione: senza però i risultati sperati. Il problema è che dall’altra parte Civitanova decide di fare lo schiacciasassi. Loeppky non trascina i suoi: li prende proprio per mano e li porta dove vuole lui. Ace sul 4-9, altro ace sull’11-19, mentre Verona entra ufficialmente in bambola, quella grossa, con la carta stagnola in testa e lo sguardo nel vuoto. Il match si chiude in fretta, senza ulteriori formalità: attacco finale — manco a dirlo — di Loeppky. Sipario, 17-25.











