PERUGIA - Massimo Colaci sta per iniziare ufficialmente il suo nuovo percorso da dirigente della Sir Susa Scai Perugia. Fino al 30 giugno, però, resterà ancora formalmente un giocatore, e intanto ha già cominciato a prendere contatto con i nuovi compiti.
Colaci ha già avuto modo di confrontarsi con il direttore sportivo Goran Vujevic, con Andrea Piacentini per il settore giovanile e con il team manager Davide Candellaro.
Così Massimo Colaci: "Anche se fino al 30 giugno sono ancora un giocatore, pian piano inizio un po’ a pensare anche a quello che sarà. Ho avuto modo di fare qualche chiacchierata con il nostro Direttore Sportivo Goran, con Andrea Piacentini per quanto riguarda il settore giovanile, con il team manager Davide Candellaro perché saremo molto vicini… per iniziare a capire un po’ più nel dettaglio determinate dinamiche, i compiti che mi ha affidato il Presidente sono ben chiari e ben definiti, quindi sto iniziando a farmi un’idea generale per poi, col tempo, entrare più nello specifico!"
Il futuro direttore tecnico ricoprirà un ruolo che in passato era stato anche dell’attuale direttore sportivo Goran Vujevic: un incarico che unisce rappresentanza, coordinamento della programmazione e attenzione al mercato, oltre alla vicinanza al settore giovanile.
"E’ un nuovo lavoro, sicuramente dovrò fare un po’ di esperienza e dovrò imparare determinate cose, anche semplicemente ad interagire con i miei ex compagni di squadra in un altro modo. Avrò diversi compiti, dall’essere un po’ più vicino al settore giovanile, fare un po’ più attenzione al mercato italiano in generale, e dei ragazzi un po’ più giovani; avrò un ruolo anche di rappresentanza anche nel sostituire il Presidente in alcune occasioni, essere vicino a Goran stesso in alcune situazioni di mercato per la prima squadra, nella valutazione di varie situazioni, dei contratti in essere, di ciò che potrà essere in futuro, del mercato in generale - sottolinea Max - . Quello che vorrei fare è essere molto vicino ai ragazzi delle giovanili, e far sentire proprio la presenza della società, secondo me è importante per i ragazzi del nostro settore giovanile sentire la presenza della dirigenza della prima squadra perché può essere da stimolo e poi chiaramente ci saranno diverse cose durante l’anno da organizzare e da sistemare, in base anche alle situazioni che si creeranno."
Per il libero bianconero si tratta di una sfida stimolante, vissuta come un passaggio di prospettiva all’interno dello stesso ambiente.
Massimo Colaci prosegue: "A livello personale è una sfida stimolante perché comunque resto nello stesso ambiente, ma con una prospettiva diversa, anche per quanto riguarda le relazioni stesse cambia un po’ tutto. Perché quando hai condiviso per tanti anni lo spogliatoio con i giocatori, si sono creati anche dei legami di amicizia, questi legami restano, però il modo di relazionarsi deve per forza di cose essere diverso. Si mette un po’ da parte l’aspetto squisitamente tecnico, ma si va anche “dietro le quinte”, perché in una società come la nostra c’è tanto da fare dietro le quinte, c’è tanto lavoro e ci sono tante persone che lavorano per questa società. Si proverà a collaborare con tutti e questo è molto stimolante sinceramente. È una nuova sfida: a me le sfide sono sempre piaciute in campo e adesso non vedo l’ora di iniziare questa nuova sfida in altre vesti. Comunque ci sono degli obiettivi e questa è la cosa più importante."
Nei giorni scorsi Colaci è stato anche nel quartier generale dell’azienda del presidente Gino Sirci e ha visitato la sala dei trofei, dove ha ritrovato i 19 successi conquistati dal club nelle ultime nove stagioni, dalla Supercoppa vinta a Civitanova l’8 ottobre 2017 fino alla Champions League alzata a Torino il 17 maggio.
"Quando entri in quella stanza ti rendi effettivamente conto che i trofei iniziano a diventare tanti. Se pensiamo che questi 19 trofei sono arrivati negli ultimi nove anni, secondo me è veramente “tanta roba” perché ogni anno abbiamo portato a casa almeno un trofeo. Noi ci siamo sempre stati in questi anni e credo che sia la cosa più importante per una società: essere sempre lì. Entrare in quella stanza è stata una bella emozione perché li ho sentiti veramente miei".
"È chiaro che io da solo non avrei potuto fare nulla senza gli staff che abbiamo avuto, senza i ragazzi in campo, senza la società, il Presidente e tutti i dirigenti di questa società perché poi ognuno ha i propri meriti, ognuno ha messo del suo per la conquista di ogni singolo trofeo. È stato bello, emozionante. Ho anche pensato che quell’ultima coppa, la Champions League, è stato l’ultimo trofeo da giocatore vinto, ma ora spero di poter riiniziare una nuova carriera e magari poter portare a casa anche dei trofei da dirigente".
Il nuovo incarico da direttore tecnico inizierà ufficialmente a luglio e avrà durata triennale. Per la Sir Susa Scai Perugia, il prossimo sarà ancora un anno da giocare per tutti i trofei possibili. "Questo è un grande stimolo per tutto l’ambiente - chiude Colaci - . I trofei per i quali andremo a giocare quest’anno, ce li siamo guadagnati sul campo e ci sono stati i nostri dirigenti che hanno pensato poi a costruire la squadra per il futuro. Io ovviamente non ho avuto a che fare né con il mercato né con le decisioni perché il mio ruolo, fino a pochi giorni fa, era un altro. Sicuramente gli stimoli sono tanti perché chi quest’anno non ha vinto farà di tutto per provare a batterci come è giusto che sia. Ci sono tanti trofei da provare a conquistare e, come diciamo sempre, si parte per andare a conquistare. Quello che abbiamo vinto non ce lo toglie nessuno!".











