GROTTAZZOLINA - Un numero di maglia può diventare un segno d'identità, custodire un ricordo di famiglia o accompagnare un'intera carriera. Le scelte dei giocatori della Yuasa Battery Grottazzolina per la stagione 2026/27 raccontano storie molto diverse, tra continuità, affetti e scaramanzia.
Stankovic e quel 7 diventato un simbolo
Tra le conferme più riconoscibili c'è il numero 7 di Dragan Stankovic, ormai inseparabile dal centrale serbo e diventato una delle immagini della sua lunga carriera. Continuità anche per Oleg Antonov, che vestirà ancora il 2: da giovane preferiva il 12, lo stesso numero del padre Yaroslav, ma non sempre era disponibile. La scelta è così caduta sul 2, il numero pari per eccellenza.
Michele Fedrizzi conserverà il 13, mentre Matteo Cubito indosserà il 3, una cifra carica di significati personali: "Per me il 3 ha tantissimi significati: prima di tutto, se lo giri diventa una M di Marco; inoltre, come simbolo matematico di potenza diventa 'al Cubo'; e poi richiama la Trinacria, nome antico della Sicilia, la mia regione. Ci tengo tantissimo!".
Tradizione, famiglia e memoria
Il numero 4 scelto da Tommaso Guzzo appartiene alla storia della sua famiglia, essendo stato indossato sia dal padre sia dallo zio. A Grottazzolina, inoltre, richiama una figura particolarmente amata: Riccardo Vecchi, che lo ha portato per un decennio in Serie A.
Francesco Stella ha optato per il 31, giorno della sua nascita e versione rovesciata del 13 utilizzato dal padre e dai fratelli. Luca Rossato, trovando occupati i numeri preferiti, ha invece scelto l'8, il favorito di sua madre.
Dietro il 33 di Davide Luigi Russo c'è un ricordo speciale. Il suo numero del cuore è il 3, legato a una fotografia da bambino insieme al primo allenatore, oggi scomparso. Non essendo disponibile, ha scelto il 33, già indossato nella stagione dello storico triplete conquistato con Sorrento.
Numeri che accompagnano una carriera
Matteo Zamagni continuerà con l'1, diventato negli anni una sorta di codice identificativo, con anche una componente scaramantica. Filippo Mancini conferma l'11, scelto al debutto in Serie A con Ravenna perché 1 e 10 erano già occupati: da allora gli ha portato fortuna, fino alla recente chiamata in Nazionale B.
Nicola Mazzon resta fedele al 14, il primo numero ricevuto nel settore giovanile del Volley Treviso: "Lo porto avanti da sempre e, quando e dove posso, cerco di tenerlo con me". Il 10 di Tommaso Moretti rappresenta invece responsabilità e fiducia: "È uno stimolo a mettermi sempre al servizio del gruppo".
Stefano Michelini riparte dal 15, già fortunato nella passata stagione e scelto perché il suo preferito, il 5, non era disponibile. Proprio il 5 sarà ancora sulle spalle di Oreste Cavuto, che lo porta da sempre perché coincide con il giorno della sua nascita.
Dal prossimo ottobre queste cifre torneranno sul campo tra il PalaSavelli e il PalaGrotta. Non saranno soltanto numeri: ciascuno accompagnerà una storia personale dentro la nuova stagione della Yuasa Battery.











