Superlega | 16 ottobre 2026, 12:35

Superlega Credem Banca: Scudetto già a Perugia? Le rivali e le nostre scommesse

Luca Muzzioli

La Sir parte davanti dopo un mercato che ne ha rafforzato l’organico. Lube prima alternativa, Trento e Verona in seconda fila. Piacenza può cambiare le gerarchie, Modena cerca solidità e Milano apre un nuovo ciclo. Tra i giovani, attenzione a Manuel Zlatanov e Pardo Mati.

Superlega Credem Banca: Scudetto già a Perugia? Le rivali e le nostre scommesse

MODENA - È un campionato già scritto? Possiamo già consegnare lo scudetto a Perugia? La SuperLega 2026/27 comincia domani, sabato 17 ottobre, con Verona-Civitanova, e la domanda accompagna inevitabilmente la vigilia. I roster costruiti durante il volley mercato sembrano indicare una favorita precisa, soprattutto considerando quanto resti da verificare sulla condizione e sulla continuità di alcuni protagonisti delle inseguitrici. Ma una gerarchia di partenza non è ancora una classifica finale. 

Perugia davanti, Lube prima alternativa, Trento e Verona in seconda fila. Poi l’asse emiliano Piacenza-Modena, che potrebbe riservare più di una sorpresa, e Milano, chiamata a ricostruirsi senza rinunciare all’ambizione. Alle loro spalle, una corsa nella quale il confine tra playoff e lotta per la permanenza rischia di essere sottile.

Il pronostico non è ancora il campionato

I posti nei playoff sono otto e il ritorno dei playout rende particolarmente importante la parte finale della classifica: il girone per la permanenza coinvolgerà tre o quattro squadre, in base al distacco tra nona e dodicesima. Nelle nostre previsioni, quindi, cinque formazioni si contendono lo spazio alle spalle delle prime sette. Ma nessuna di quelle sette ha un posto prenotato.

Lo stesso vale per lo scudetto. Perugia merita il pronostico, non ancora la consegna del trofeo. Alla Lube il compito di confermarsi prima antagonista; a Trento e Verona quello di sciogliere i propri interrogativi; a Piacenza, Modena e Milano quello di dimostrare che le distanze della vigilia si possono accorciare.

Il mercato ha suggerito una classifica. Da domani comincia quella vera.

Perugia – Era la squadra da battere, il mercato l’ha rafforzata

La Sir Susa Scai era già il riferimento del campionato. Con Ferre Reggers opposto, Mathis Henno tra gli schiacciatori e Giovanni Sanguinetti al centro, la squadra di Angelo Lorenzetti ci sembra quella che ha compiuto il passo avanti più significativo sul mercato. Non una semplice conservazione del patrimonio, ma l’aggiunta di qualità e ulteriori margini di crescita. 

Il punto è proprio questo: mentre diverse concorrenti devono risolvere interrogativi importanti, Perugia può partire dalla forza di un sistema al quale sono state aggiunte nuove risorse. Naturalmente anche gli innesti migliori hanno bisogno di trovare intese, responsabilità ed equilibri, e per Reggers si apre una stagione che ne misurerà la capacità di essere protagonista in una squadra chiamata a vincere.

La nostra favorita resta quindi la Sir. Non per assegnarle anticipatamente il titolo, ma perché, guardando gli organici, è difficile collocare qualcun’altra davanti.

Civitanova – La prima alternativa passa dai fratelli Nikolov

Subito dietro mettiamo la Cucine Lube Civitanova, già finalista scudetto nella passata stagione e candidata credibile a tornare fino in fondo. Il rinnovamento ha interessato ruoli importanti: Marko Podrascanin è passato alla direzione sportiva, mentre Mattia Boninfante ha lasciato la regia per trasferirsi a San Pietroburgo. Cambiano quindi riferimenti tecnici e presenze nello spogliatoio.  La nuova coppia formata da Aleksandar e Simeon Nikolov è uno dei motivi più forti per seguire questa Lube. Due talenti già di altissimo livello, ma ancora con margini di crescita che rendono intrigante il loro incontro nella stessa squadra. Il salto di qualità collettivo passerà soprattutto dalla continuità con cui sapranno incidere.  Per tornare in finale non basteranno le serate spettacolari: servirà rendere abituale quel livello, limitando le oscillazioni e integrando i nuovi equilibri. La Lube ha le possibilità per ripetersi. Fare l’ultimo passo, eventualmente ancora contro Perugia, sarà però un’altra partita.

Trento – Una rosa più profonda, ma la salute resta centrale

L’Itas Trentino appartiene alla seconda fila delle nostre previsioni, non perché manchi il talento per stare davanti, ma perché la continuità fisica dei suoi protagonisti rimane il primo punto da verificare. La società ha arricchito la rosa, aumentando qualità e profondità delle alternative. L’arrivo di Adriano Xavier, insieme agli altri innesti, amplia le possibilità di Marcelo Mendez e rende l’organico più attrezzato per affrontare le diverse fasi della stagione. Il centro della valutazione resta però il duo Alessandro Michieletto-Daniele Lavia. Quanto riuscirà a giocare con continuità? Quanto potrà avvicinarsi al proprio livello migliore? Da queste risposte dipenderà una parte decisiva del campionato trentino.

C’è poi la curiosità di vedere come Adriano si inserirà nella SuperLega. Le alternative sono una risorsa preziosa, ma un Trento con i suoi due principali schiacciatori pienamente efficienti è una prospettiva diversa. È quella versione della squadra che aspettiamo di vedere.

Verona – Ambizioni alte, Buchegger alla prova di un calendario diverso

Rana Verona ha scelto la continuità, intervenendo su alcuni punti dell’organico. Tra le operazioni più significative mettiamo l’esperienza di Simone Anzani al centro e l’arrivo di Paul Buchegger, chiamato a raccogliere il posto lasciato da Darlan. Il tutto dentro una stagione che comprenderà anche l’esordio in Champions League.  Nel cambio di opposto Verona guadagna esperienza e rinuncia a una parte della freschezza anagrafica del brasiliano. Buchegger arriva da un’annata modenese di grande rendimento, probabilmente una delle migliori della sua carriera. Il dubbio non riguarda la sua serietà o la disponibilità al lavoro, ma la possibilità di ripetere quelle prestazioni dentro un calendario più fitto e con aspettative superiori.  Saremmo lieti di vederlo sciogliere questi interrogativi sul campo. Una cosa, però, è essere un riferimento in una determinata stagione; un’altra è sostenere lo stesso rendimento quando aumentano gli impegni, il livello delle avversarie e il peso delle partite. Resta poi Keita, il giocatore che più di tutti alza le possibilità di Verona. Da lui ci aspettiamo un passo ulteriore nella maturità e nella capacità di essere un riferimento stabile, non soltanto il terminale delle azioni più spettacolari. Il recente episodio di Vicenza Ovest ha aggiunto attenzione extracampo, ma le responsabilità del professionista devono prevalere su queste mancanze non giustificabili per la sola età. 

Piacenza – La squadra che può cambiare le gerarchie

La Gas Sales Bluenergy può essere la grande sorpresa del campionato. È la nostra scommessa più convinta: una squadra che unisce gioventù, talento e voglia di fare, con le possibilità per entrare tra le prime quattro. Le partenze di Efe Mandiraci e Robertlandy Simón hanno sottratto potenziale offensivo ed esperienza, ma Piacenza non si è fermata a rimpiangere ciò che perdeva. Ha scelto di rinnovarsi e affidare nuove responsabilità a un gruppo giovane.  Dentro questo progetto c’è Manuel Zlatanov, giovane sul quale vale la pena soffermarsi. Può essere una delle rivelazioni della SuperLega, purché gli venga consentito di giocare davvero: trovare spazio, attraversare anche qualche errore e imparare a gestire responsabilità crescenti. Il club ci punta, così come ha fatto con Bovolenta.  Attorno al capitano Gianluca Galassi, la squadra di Dante Boninfante ci sembra avere una direzione riconoscibile. Non chiediamo ai giovani di essere immediatamente perfetti: ci incuriosisce quanto possano migliorare insieme. Se questo percorso prenderà velocità, Piacenza potrà rendere meno comode le posizioni che oggi assegniamo alle favorite.

Modena – Il talento c’è, servono risposte su solidità e pressione

Accanto a Piacenza collochiamo Modena, in un asse tutto emiliano che promette interesse. I gialloblù arrivano però da una transizione che lascia qualche interrogativo. La separazione da Alberto Giuliani è stata ufficializzata a maggio, quando molte scelte di mercato erano già impostate; la partenza di Vlad Davyskiba, pur nota da tempo, ha dato nella ricerca del sostituto l’impressione di un problema affrontato con meno linearità di quanto ci si potesse aspettare. Questo non cancella il valore dell’organico. È molto interessante l’arrivo di Nik Mujanović, che si inserisce accanto a Amir Tizi-Oualou, Pardo Mati e Luca Porro. Roberto Russo, Sil Meijs e Thomas Jaeschke aggiungono qualità e soluzioni a una squadra che, sulla carta, ha parecchio da esprimere.  Molto girerà intorno a Luca Porro. È l’anno nel quale gli chiediamo un ulteriore salto: non soltanto punti o singole prestazioni importanti, ma solidità, continuità e capacità di tenere insieme i diversi momenti della partita. Su Jaeschke resta invece una domanda: quale contributo potrà garantire nell’arco dell’intera stagione, in termini di condizione e rendimento? È una delle verifiche che peseranno sugli equilibri della squadra.

L’altro tema è Lorenzo Tubertini e il rapporto tra un allenatore modenese e la panchina di Modena. Conoscere l’ambiente non rende automaticamente più semplice gestirne la pressione. Tubertini ha esperienza e qualche capello bianco in più: dovrà trasformare quella conoscenza in un vantaggio, senza farsene appesantire. Quanto a Mati, lo mettiamo accanto a Manuel Zlatanov tra i nomi sui quali puntare per una stagione di affermazione. Modena ha il materiale per sorprendere; il compito è dargli stabilità.

Milano – Un nuovo corso per non restare a metà strada

Nella stagione del decennale celebrato dal club, Milano affronta un cambiamento profondo: sono partiti Reggers e Fernando Kreling, conosciuto anche come Cachopa, mentre Guillermo Falasca ha raccolto la panchina lasciata da Roberto Piazza. Cambiano quindi allenatore e diagonale principale, due elementi centrali dell’identità di una squadra.  L’obiettivo, nella nostra lettura, deve essere ricompattarsi e provare a uscire dalla fascia intermedia, come Milano ha già saputo fare in altre stagioni. Prima, però, occorrerà capire quali equilibri troverà il nuovo corso. In regia il confronto è tra la prospettiva di Simone Porro e l’esperienza di Santi Orduna. Il compito di guidare l’attacco passerà invece da Basil Dermaux, altro belga chiamato a raccogliere l’eredità di Reggers. Per lui è un’occasione importante per conquistare una centralità diversa e dimostrare il proprio valore in SuperLega. Al centro è arrivata l’esperienza di Simón, con Davi Tenorio e Filippo Bartolucci tra le altre risorse del reparto. In attesa del rientro di Francesco Recine, le soluzioni in banda comprendono Tatsunori Otsuka, Georgi Tatarov, Tommaso Ichino e Seppe Rotty. Il capitano Damiano Catania rimane uno dei riferimenti sui quali costruire la tenuta della squadra.  
Milano ha diverse scommesse interessanti. La differenza la farà la capacità di farle funzionare insieme, evitando che il rinnovamento diventi un alibi permanente.

Cuneo – La candidata a fare un passo in più

Tra le squadre che collochiamo nella corsa all’ultimo spazio playoff, Cuneo è quella il cui lavoro ci convince maggiormente. L’arrivo di Poriya Khanzadeh e la possibilità di valorizzare ulteriormente il talento di Alexandre Strehlau offrono motivi concreti di interesse.  Non significa considerare acquisito un posto tra le prime otto. Significa riconoscere a Cuneo le possibilità per andare oltre una stagione costruita soltanto sulla difesa della categoria. Il passo in più sarà trasformare le qualità dell’organico in continuità, soprattutto nei confronti diretti.

Monza – Tra ambizione playoff e necessità di proteggersi

Per Monza immaginiamo una stagione nella quale sarà importante non perdere contatto con la corsa all’ottavo posto, per non guardarsi troppo alle spalle. La collochiamo tra le squadre che inseguono, ma senza considerare immutabile questa posizione: entrare nei playoff sarebbe il modo migliore per alzare il proprio bilancio ed evitare le incertezze della parte bassa.

Padova – Cercare punti oltre le previsioni

Padova parte nella stessa fascia, con la necessità di costruire il proprio campionato senza limitarsi agli scontri diretti. Per cambiare le aspettative servirà trovare punti anche dove il pronostico ne concede pochi. È una delle squadre che possono diventare una rivelazione, ma dovrà dimostrarlo attraverso un rendimento sufficientemente continuo. La diagonale iraniana crea una affascinante attesa.

Cisterna – Un percorso in salita, non un verdetto anticipato

Per Cisterna prevediamo un cammino impegnativo. La permanenza in categoria resta il primo riferimento della nostra valutazione, ma non assegniamo retrocessioni a ottobre. La possibilità di smentire le gerarchie dipenderà dalla capacità di costruire rapidamente un gioco competitivo e di conservarlo nei momenti di maggiore pressione. 

Prata di Pordenone – Misurare il salto senza rinunciare a sorprendere

La neopromossa Prata di Pordenone completa il gruppo delle inseguitrici. Il primo passaggio sarà misurarsi con la nuova categoria, senza confondere le difficoltà iniziali con un limite definitivo. La salvezza è il riferimento naturale, ma anche Prata avrà la possibilità di modificare sul campo la collocazione assegnata alla vigilia.

Superlega 2026/27: risultati, classifica e calendario