MODENA - Tubertini sceglie la continuità dopo la sconfitta di Modena contro Trento. La soluzione alternativa già sperimentata nell'ultimo torneo Meijs opposto e Mujanovic in posto 4 in diagonale con Porro, resta disponibile, ma il tecnico ritiene necessario insistere sull’attuale struttura della squadra, concentrando il lavoro soprattutto sul cambio palla e concedendo tempo ai giocatori che devono ritrovare la condizione.
Sulle scelte di formazione: "È una cosa che abbiamo già visto nell'ultimo torneo, quindi qualche dato ce l’abbiamo ed era un’opzione che avevamo in testa. Però nel primo set, pur con Thomas che aveva faticato un po’ in attacco, siamo rimasti lì a giocare. Non ha senso cambiare adesso la struttura della squadra. Penso che la strada da percorrere debba essere una, altrimenti si rischia di fare confusione".
Nel valutare le alternative, Tubertini richiama anche la condizione dei singoli: Jaeschke ha bisogno di più tempo per ricondizionarsi, mentre su Russo il giudizio è positivo: "È tornato bene, sta bene e si sta allenando quasi a regime pieno. Sono contento".
Sul valore di Trento: "Penso che sia una squadra più strutturata di Modena, non soltanto in questo momento. La loro vittoria non è una sorpresa. Dispiace perché davanti al pubblico di casa speravamo di allungare la partita, di conquistare uno o due set. Ci siamo stati vicini per due parziali, poi è emerso un po’ più di valore dall’altra parte".
Il confronto tecnico parte dal cambio palla, nel quale Modena cerca ancora riferimenti stabili: "Noi fatichiamo ad avere una struttura chiara nel side out, loro invece vanno a occhi chiusi. È sicuramente la componente sulla quale dobbiamo mettere più attenzione".
Anche nella fase break, secondo Tubertini, resta una distanza da colmare. La battuta deve riuscire ad allontanare il palleggiatore avversario dalla rete; quando questo è accaduto, però, Modena non ha raccolto abbastanza nel lavoro successivo: "Le posizioni a muro erano buone, quelle di difesa erano buone. La palla l’abbiamo toccata sempre, ma mai difesa, e questo fa la differenza. C’è un divario abbastanza ampio nel gioco della fase break: dovremo rivederlo insieme e capire dove crescere".
Sull’equilibrio tra ricezione e attacco, il tecnico riconosce i limiti attuali delle diverse soluzioni: "In questo momento è così, lo sapevamo. Ci siamo detti di starci con le caratteristiche che possiamo mettere in campo: da una parte più equilibrio in ricezione, dall’altra in attacco. Nei primi due set sono mancati un paio di punti; nel terzo loro sono scappati via e la partita è finita".
Verso il prossimo impegno con Piacenza, Tubertini ribadisce la fiducia nel gruppo: "Sono ragazzi che hanno le spalle larghe, sanno quali partite devono affrontare. Sono tutti ambiziosi e vogliono stare in alto, ma il percorso è lungo. Bisogna capire dove concentrare il lavoro e affrontare tutte le partite con fiducia".
Il ritorno al PalaPanini lascia infine emozione e rammarico: "È stato bello assaporare questa emozione e sentire il pubblico. Dentro di me ho provato anche dispiacere, perché avevo un grande desiderio di regalargli un punto. Nel primo set ho sentito quella frizzantezza tipica del PalaPanini, quando si accendono la squadra e il pubblico. Un po’ di sfortuna l’abbiamo avuta, ma loro hanno fatto due belle cose nel finale: sono una grande squadra. Andiamo avanti, lavoriamo e non demoralizziamoci".











