MODENA – Il Volley Modena torna al Palapanini. E per questa prima volta nell’impianto che vide la società lottare per finali scudetto e titoli internazionali, torna anche un nome che appartiene alla storia economica e sentimentale della città: Fini, il marchio della celebre industria alimentare modenese noto in tutto il mondo.
Un nome che evoca un’altra epoca, un’altra squadra, un altro tempo. Era il 1966 quando Fini comparve per la prima volta sulle maglie dell’allora Fari Virtus Modena, piccolo club che nel giro di pochi anni seppe scrivere una delle più romantiche pagine del volley femminile cittadino: quattro scudetti tra il 1962, anno della fondazione, e il 1973, anno dello scioglimento. Squadra allenata da Loredana Lugli, che portò Modena sul tetto d’Italia, costruendo la leggenda di una città che ha sempre respirato pallavolo.
Oggi quel marchio torna. Non come main sponsor, non come naming partner, ma come simbolo: un segno di continuità, un ponte ideale tra passato e presente, tra le radici e la nuova storia gialloblù. Il ritorno di Fini sulle maglie del Volley Modena coincide con un momento speciale: l’esordio casalingo in Serie A2 Tigotà, che riporta il club femminile a calcare il parquet del Palapanini a vent’anni dall’ultima volta.
Una domenica che sarà anche un abbraccio collettivo alla memoria di Barbara Siciliano, una delle giocatrici che hanno fatto la storia della pallavolo modenese negli anni ’90, scomparsa prematuramente lo scorso giugno a soli 52 anni.
Il ricordo di Barbara Siciliano
La giornata si aprirà alle 16, con l’apertura delle porte del Palapanini. Durante il riscaldamento della sfida tra Volley Modena e Valsabbina Millenium Brescia — gara valida per la seconda giornata del girone B — si terrà la cerimonia in ricordo della grande campionessa ligure, con la partecipazione delle amiche ed ex compagne guidate da Barbara Fontanesi, dello storico dirigente Ermanno Montanini e del marito Simone, in rappresentanza della famiglia.
Momento centrale sarà il ritiro della maglia numero 15 di Barbara Siciliano, accompagnato dalla proiezione delle sue immagini sul maxi schermo del Palapanini, tra ricordi di campo e momenti di vita.
Una giornata, dunque, tra passato e presente: nel segno della memoria, ma anche con lo sguardo rivolto avanti. L’obiettivo è crescere, consolidarsi e costruire un futuro sempre più solido per la pallavolo femminile modenese, che dopo anni di assenza ritrova la Serie A e il suo tempio naturale.
In questo intreccio di memoria, sport e identità, il ritorno del marchio Fini assume un valore simbolico ancora più forte. Un marchio storico che sceglie di esserci con misura ma con convinzione.
E che, proprio per questo, fa apparire oggi una grande occasione persa la mancata apertura del PalaPanini: per la città, che avrebbe potuto riabbracciare pienamente la sua tradizione pallavolistica, e per chi gestisce l'impianto, che ha rinunciato alla possibilità di valorizzare ancora di più il tempio della pallavolo modenese con la presenza del Volley Modena femminile ad alto livello.
Una storia tutta modenese: fatta di simboli che tornano, passioni che resistono e paradossi che lasciano l’amaro in bocca. Ma anche di una città che, ogni volta, sa ritrovarsi attorno al suo sport più vero.











