CIVITANOVA – Il general manager della Cucine Lube Civitanova, Giuseppe Cormio, ha commentato - in esclusiva a Volleyball.it. - nettamente, ma pacatamente, l’espulsione di Alek Nikolov e la conseguente squalifica per una giornata rimediata dopo il cartellino rosso ricevuto nel finale del match di Modena. L’episodio, avvenuto sul punteggio di 19-8 del quarto set, ha lasciato molta amarezza in casa Lube, anche per le modalità con cui è maturato.
"Facciamo una premessa," ha spiegato Cormio. "Sul 19-8 del quarto set, dopo un errore evidente dell’arbitro addetto al videocheck – testimoniato anche dalle immagini e dalla telecronaca dei giornalisti modenesi – la palla di Nikolov viene toccata dal muro emiliano, ma il punto viene incredibilmente assegnato a Modena. Alek protesta con un gesto di calma verso un avversario e si vede sventolare un cartellino rosso. Questo, sommato al precedente di Monza, comporta la squalifica automatica per una giornata. Una situazione a cui mi porgo esprimendo la mia solidarietà al nostro giocatore che per quello che ha fatto non meritava quella sanzione..."

A pesare, però, è soprattutto la scoperta che non è più possibile commutare la squalifica in multa, come avveniva fino alla scorsa stagione: "Non ne eravamo stati informati," ha proseguito il dirigente. "Solo ieri, dopo nostra richiesta, la Lega ci ha chiarito che la FIPAV ha eliminato questa possibilità dalla guida pratica. Ma non possiamo passare le giornate a controllare se una regola è stata cambiata: le società devono essere avvisate ufficialmente. E invece in precedenza non era arrivata alcuna comunicazione."
Cormio punta poi il dito contro la gestione arbitrale: "In una partita già chiusa, senza proteste né tensione, l’arbitro è riuscito a dare due cartellini allo stesso giocatore che non ha insultato nessuno. In certi momenti sembra che, tolta la possibilità di giudicare su rete, tocchi o doppie, alcuni arbitri cerchino visibilità mostrando cartellini. Ma il vero compito dell’arbitro è gestire il rapporto con i giocatori e con il clima di gara: qui è mancata totalmente l’empatia."

Infine, l’invito a una riflessione generale: "Non è un attacco personale, ma un problema di sistema. Chi gestisce gli arbitri e la Lega devono parlarne e migliorare la conduzione. È un tema che tutti gli addetti ai lavori conoscono, ma nessuno affronta apertamente. Episodi come questo, nati in un contesto sereno e con un punteggio già deciso, non devono più accadere. Ne paghiamo le conseguenze, ma spero che serva per aprire un dibattito costruttivo."











