News FIPAV | 23 febbraio 2026, 19:00

Fipav Lazio: Vittorio Sacripanti candidato alla presidenza

Redazione Volleyball.it

Il personaggio giusto per ridare slancio e portare il sorriso ad uno dei principali comitati territoriali nazionali

De Giorgi e Sacripanti campioni del Mondo a Katowice

De Giorgi e Sacripanti campioni del Mondo a Katowice

ROMA - Finalmente una svolta per il Comitato regionale Fipav Lazio, che da mesi vive una fase commissariale affidata al vicepresidente federale Elio Sità. Nelle ultime ore, infatti, è stato individuato un candidato nobile alla presidenza: Vittorio Sacripanti.

Figura di lunga esperienza nel panorama della pallavolo italiana, Sacripanti ha ricoperto nel tempo ruoli diversi, sia nei club sia in ambito federale: dirigente, accompagnatore, team manager, direttore sportivo delle nazionali e dirigente in società di Superlega. Un profilo che arriva dopo un periodo definito “travagliato” per il Comitato e che, nelle intenzioni, può rappresentare un punto di riferimento per le società del territorio.

Di seguito, la lettera con cui Vittorio Sacripanti si rivolge alle società della regione Lazio.

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Cara pallavolo mi candido alla Presidenza del Comitato Regionale Lazio per restituirti tutta la vita che mi hai donato.

Cara pallavolo,

ti ho incontrata più di cinquant’anni fa, quando ero un ragazzo, generoso e combattivo, pieno di entusiasmo e con ancora poche certezze.

Non sapevo dove mi avresti portato, ma poco dopo sei diventata, semplicemente, il mio modo di stare al mondo.

Sono cresciuto con te e mi sei sempre stata accanto. Mentre ti scrivo sorrido pensando che molte delle ragazze e dei ragazzi di allora sono oggi tra le mie amicizie più care. Mio fratello ha camminato con me lungo questo percorso, da atleta, arbitro e dirigente, sempre sulla stessa strada fatta di confronto e condivisione. E proprio grazie a te ho incontrato anche mia moglie, nei vecchi uffici del Comitato Provinciale di Roma, dando vita ad una famiglia che porta dentro i valori dello sport: sacrificio, rispetto, educazione.

Prima delle partite, prima dei campionati, prima dei risultati, tu sei sempre stata soprattutto questo: un luogo sicuro dove nascono legami veri.

Mi hai accompagnato in ogni stagione della vita, in quelle luminose e in quelle difficili. Mi hai insegnato che si perde più di quanto si vinca, ma che proprio nelle sconfitte si costruisce il carattere. Mi hai insegnato che la vittoria non è un episodio, ma la conseguenza di metodo, equilibrio e coraggio.

Ho vissuto campi all’aperto e palazzetti gremiti, silenzi dopo le sconfitte e abbracci dopo le vittorie. E ogni volta ho capito che il risultato non era il centro della storia. Il centro erano gli occhi delle persone che affrontavano la strada insieme a me.

In questi anni ho provato a far crescere prima donne e uomini, poi le squadre e solo dopo gli organici, cercando di accompagnare società e progetti con responsabilità e presenza. Ho creduto nei giovani, nella programmazione e, soprattutto, nella forza delle comunità sportive.

Grazie a te ho avuto l’onore di indossare la maglia azzurra, uno dei momenti più emozionanti della mia vita. Non per le medaglie o per un prestigio personale, ma per la responsabilità di rappresentare un movimento intero. In quel momento ho sentito ancora più chiaramente che tu, cara pallavolo, non sei fatta di vertici, ma di persone appassionate e generose.

Mi hai dato molto: emozioni, relazioni autentiche, opportunità. In cambio ho cercato di offrirti competenza, lealtà e presenza, senza mai tirarmi indietro quando c’era da assumersi una responsabilità.

Oggi, nel candidarmi alla Presidenza del Comitato Regionale Lazio, lo faccio con gratitudine e con un desiderio profondo: restituire.

Restituire ascolto alle società che ogni giorno tengono vive le palestre.
Restituire attenzione a chi lavora lontano dai riflettori.
Restituire fiducia a chi crede che lo sport sia educazione, relazione, crescita.

Conosco le difficoltà, ma conosco anche l’energia straordinaria che attraversa il nostro movimento quando si sente parte di qualcosa.

Per questo sogno una pallavolo in cui nessuno si senta spettatore, dove ogni allenatore, dirigente, atleta, genitore, arbitro e volontario possa sentirsi importante. Una pallavolo capace di includere e di far sentire tutti nella stessa squadra.

Una pallavolo di tutti, non di pochi.

Non prometto risultati annunciati, ma ascolto, lavoro, coerenza e presenza. Prometto rispetto per ogni storia che rende viva questa comunità.

Perché la pallavolo non è una parentesi della nostra vita. È una parte di ciò che siamo diventati e di ciò che continueremo ad essere.

E se oggi sono qui, è solo perché per tutta la vita tu mi hai insegnato che le cose più importanti si costruiscono insieme.

Con riconoscenza e responsabilità,

Vittorio Sacripanti