BELLUNO – Una maglia come simbolo di memoria, identità e legame con il territorio. Il Belluno Volley ha scelto di aderire al progetto promosso dall’Istituto comprensivo di Longarone e nato dal lavoro degli studenti della scuola secondaria di primo grado “Pietro Gonzaga”, finalizzato alla realizzazione di un museo didattico dedicato alla tragedia del Vajont.
L’iniziativa punta a trasmettere alle nuove generazioni il ricordo del disastro del 9 ottobre 1963 attraverso strumenti capaci di parlare anche ai più giovani, compreso il linguaggio dello sport.
Per contribuire al progetto, il club biancoblù ha donato la propria maglia ufficiale personalizzata con il numero 63, riferimento immediato all’anno della tragedia che colpì Longarone e i territori circostanti.
La consegna è avvenuta poco prima dell’inizio di gara 2 della finale playoff di Serie A3 Credem Banca contro la Domotek Reggio Calabria, disputata alla VHV Arena davanti al pubblico bellunese.
A consegnare simbolicamente la maglia è stato il sindaco di Longarone Roberto Padrin, che l’ha affidata al vicepresidente del Belluno Volley Andrea Gallina. Un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, che ha voluto unire sport e memoria collettiva.
Il museo didattico del Vajont nasce proprio con l’obiettivo di custodire e tramandare quella storia coinvolgendo scuole, associazioni e realtà del territorio. In questo percorso si inserisce anche il contributo del Belluno Volley, che ha scelto di sostenere un progetto capace di trasformare una maglia sportiva in un segno concreto di partecipazione e consapevolezza.











