News FIPAV | 01 luglio 2026, 20:19

Giustizia sportiva, dal Senato parte la proposta del primo Osservatorio nazionale: "Serve una riforma indipendente". Intervento di Berruto

Redazione Volleyball.it

Al Senato della Repubblica presentato il progetto del Primo Osservatorio Nazionale sulla Giustizia Sportiva. Dal convegno promosso dal senatore Nicola Irto emerge la richiesta di una riforma dell'ordinamento sportivo fondata su indipendenza, trasparenza, tutela dei diritti e regole più democratiche per la governance delle federazioni

Giustizia sportiva, dal Senato parte la proposta del primo Osservatorio nazionale: "Serve una riforma indipendente". Intervento di Berruto

ROMA – Un confronto tra istituzioni, giuristi, dirigenti sportivi e rappresentanti del mondo associativo per riflettere sul futuro della giustizia sportiva italiana e avanzare proposte di riforma. Al Senato della Repubblica si è svolto il convegno "La Giustizia Sportiva recupererà la sua credibilità? Urge una riforma indipendente", promosso dal senatore Nicola Irto, nel corso del quale è stato presentato il progetto del Primo Osservatorio Nazionale sulla Giustizia Sportiva.

L'iniziativa nasce con l'obiettivo di creare un organismo indipendente dedicato al monitoraggio del funzionamento della giustizia sportiva, alla raccolta di segnalazioni, all'elaborazione di studi e alla formulazione di proposte normative, favorendo un confronto permanente tra istituzioni, giuristi, dirigenti, associazioni e operatori del settore. I promotori hanno precisato che l'Osservatorio non si pone in contrapposizione con il CONI, ma intende rappresentare uno strumento tecnico e propositivo a supporto dello sport italiano e della tutela della trasparenza e della legalità.

Al convegno hanno preso parte, oltre al senatore Irto, anche i senatori Stefano Patuanelli (foto sopra) e Manfredi Potenti, mentre l'onorevole Mauro Berruto ha illustrato alcune delle proposte già depositate in Parlamento per una riforma della governance sportiva. Tra queste figurano l'introduzione del voto elettronico nelle assemblee federali, il ripristino del limite dei tre mandati per i presidenti delle federazioni e una maggiore rappresentanza di donne e giovani negli organi direttivi. Berruto ha inoltre richiamato la proposta di un'indagine conoscitiva parlamentare sulla giustizia sportiva, sottolineando la necessità di garantire maggiore autonomia, imparzialità e tutela dei diritti.

Nel corso degli interventi è stata evidenziata l'esigenza di una revisione complessiva dell'attuale sistema della giustizia sportiva, affinché l'autonomia dell'ordinamento sportivo sia pienamente conciliabile con i principi costituzionali del giusto processo, del diritto di difesa e della terzietà del giudice. Tra le proposte emerse figurano regole più rigorose sulle incompatibilità degli organi di giustizia, maggiore trasparenza, controlli più efficaci, tempi certi nei procedimenti disciplinari e la realizzazione di un Codice dello Sport unitario, capace di superare l'attuale frammentazione normativa tra le diverse federazioni.

Durante il dibattito sono stati inoltre richiamati alcuni casi giudiziari riguardanti diverse federazioni sportive, citati dai relatori come esempi delle criticità che possono emergere quando vengono meno indipendenza, imparzialità e adeguate garanzie procedurali. Tra questi sono stati ricordati i casi FISE, TSN Milano-UITS e Federdanza, oggetto di procedimenti già approdati all'autorità giudiziaria ordinaria.



Tra gli interventi anche quello del presidente dell'Associazione Italiana Pallavolisti (AIP), Giorgio De Togni, che ha espresso il sostegno dell'associazione all'iniziativa, ribadendo l'importanza di rafforzare la tutela dei diritti degli atleti e di restituire piena credibilità al sistema della giustizia sportiva.

La giornata si è conclusa con l'impegno a proseguire il percorso di confronto attraverso il nuovo Osservatorio, con l'obiettivo dichiarato di contribuire alla costruzione di una giustizia sportiva più indipendente, trasparente e coerente con i principi costituzionali, rafforzando al tempo stesso la fiducia di atleti, tecnici, dirigenti e società sportive nelle istituzioni dello sport.