LOSANNA - Non ha perso tempo la FIVB. A meno di ventiquattro ore dall'apertura del CIO, che ha concesso in via provvisoria il via libera al ritorno della Russia nel sistema dello sport internazionale, la Federazione mondiale di pallavolo ha nuovamente reso visibili le nazionali russe nel ranking mondiale.
Una decisione che arriva mentre il conflitto in Ucraina è ancora in corso e i bombardamenti continuano quotidianamente, senza che, sotto il profilo geopolitico, appaiano evidenti cambiamenti rispetto alle motivazioni che nel 2022 avevano portato all'esclusione della Russia da tutte le competizioni internazionali.
Come già evidenziato, il congelamento del ranking deciso dalla FIVB ha consentito alla Russia di conservare integralmente il proprio punteggio. Di conseguenza, il ritorno nel ranking non comporta alcuna penalizzazione per i quattro anni di inattività internazionale.
Al momento la nazionale russa non partecipa alla Volleyball Nations League e non sarà presente ai Campionati Europei. Salvo nuove decisioni, il rientro in campo potrebbe avvenire soltanto nelle competizioni e nei percorsi di qualificazione previsti per il 2027.
Nel frattempo, però, il particolare meccanismo del ranking FIVB produce un effetto singolare. Mentre le altre nazionali si scambiano punti durante la VNL, la Russia mantiene intatto il proprio bottino e continua a beneficiare delle variazioni delle avversarie. In teoria, qualora le squadre che la precedono dovessero perdere terreno, potrebbe persino ritrovarsi in vetta al ranking mondiale maschile senza aver disputato una sola partita.

Una situazione destinata a far discutere e che riapre il dibattito sull'opportunità di mantenere congelato il ranking di una federazione rimasta fuori dall'attività internazionale per quattro stagioni.
Per qualcuno, l'impressione è che anche nello sport della pallavolo non manchino decisioni capaci di alimentare polemiche, un po' come accade nel calcio con la gestione della FIFA... Ognuno ha il suo Infantino.
Resta ora da capire quale sarà la posizione della CEV. Sebbene il primo segnale sia arrivato dal CIO e la FIVB abbia già reinserito la Russia nel ranking mondiale, l'eventuale ritorno alle competizioni europee dipenderà anche dalle decisioni che saranno assunte all'interno della Confederazione Europea.
Il tema potrebbe emergere già nelle prossime settimane e, in particolare, in occasione dei prossimi appuntamenti istituzionali. Non è infatti scontato che tutti i Paesi membri condividano una riapertura nei confronti della Russia.
Tra le federazioni che hanno sostenuto l'elezione di Roko Sikirić figurano infatti anche nazioni che, fin dall'inizio del conflitto, hanno mantenuto una posizione particolarmente rigida nei confronti della partecipazione degli atleti e delle squadre russe alle competizioni internazionali. Tra queste vengono spesso citate la Polonia e i Paesi baltici, ma non solo, tradizionalmente contrari a un ritorno della Russia prima della conclusione del conflitto.
La domanda, quindi, resta aperta: la CEV seguirà l'indirizzo tracciato dal CIO e dalla FIVB oppure sceglierà una linea più prudente, rinviando o limitando il ritorno della Russia nelle competizioni europee? Saranno le prossime decisioni degli organismi continentali a chiarire se il percorso verso la piena riammissione sarà immediato oppure incontrerà ulteriori ostacoli.











