PARIGI - Antoine Brizard, nuovo capitano della Francia maschile, ha parlato a L'Équipe in un'intervista firmata da Guillaume Degoulet. Il tema sportivo è la VNL e il ruolo ereditato dopo l'era Toniutti, ma il passaggio più netto riguarda il possibile rientro della Russia nelle competizioni internazionali.
Brizard distingue tra la partecipazione di singoli atleti russi, senza bandiera, e il ritorno di una nazionale. Sul primo punto il palleggiatore francese si dice disposto a capire la linea del CIO; sul secondo, invece, la sua posizione è molto più dura.
Il riferimento è alla decisione della FIVB di sbloccare il ranking internazionale russo, fermo dal 2022 dopo l'attacco all'Ucraina. Per Brizard l'ultimo ricordo sportivo della Russia resta la finale olimpica di Tokyo 2021, vinta dalla Francia 3-2. Da lì parte la sua critica: la scelta della federazione internazionale, spiega, gli sembra "abbastanza scandalosa".
Il capitano dei Bleus aggiunge di non comprendere l'ipotesi di rivedere una selezione russa già nella prossima Volleyball Nations League, oppure ai Mondiali in Polonia con l'obiettivo di inseguire la qualificazione olimpica. Il motivo, nella sua lettura, è semplice: "per me è incoerente, perché non è cambiato nulla".
Nell'intervista Brizard affronta anche la nuova responsabilità nella Francia: dice di essere orgoglioso della fascia, ma di non voler cambiare il proprio modo di stare nel gruppo. Il punto centrale, per lui, resta trasmettere ai più giovani l'eredità dei due ori olimpici e una cultura di lavoro fatta di attenzione, rispetto e quotidianità.
Da qui anche la frase scelta da L'Équipe per il titolo: "Non comportarci come bulldozer". Brizard la collega all'esperienza giapponese a Osaka, dove racconta di avere maturato una sensibilità ancora più forte verso il rispetto delle persone e degli ambienti attorno alla squadra.
Sul piano tecnico, il palleggiatore considera la Francia proiettata verso l'Europeo, senza inserirla tra le favorite principali: davanti, nella sua valutazione, ci sono oggi Polonia e Italia, mentre i Bleus si presentano come "super outsider" in un percorso che resta comunque aperto.










