MODENA – La riforma del calendario internazionale proposta dalla FIVB continua a far discutere e la reazione dei club italiani si fa sempre più dura. Dopo la nota congiunta di Lega Pallavolo Serie A e Lega Volley Femminile, arriva anche la presa di posizione di Gino Sirci, presidente della Sir Susa Scai Perugia, campione d’Italia, d’Europa e del mondo in carica.
Intervistato da Davide Romani, Sirci ha attaccato frontalmente il progetto del presidente FIVB Fabio Azevedo, che dal 2028/29 vorrebbe fermare i campionati nei mesi di dicembre e gennaio per collocare le attività delle nazionali, compresi i Mondiali.
"Questi dirigenti con gli eventi delle nazionali vogliono cambiare tutto piazzando i Mondiali a dicembre e gennaio. Prendono decisioni solo per i loro interessi e non per il bene dell’intero movimento. I padri del movimento pallavolistico tradiscono i loro figli, i club, che poi sono la base. Questa riforma è la rovina del volley".
Sirci paragona la gestione della pallavolo internazionale a quella del calcio mondiale: "La gestione della pallavolo mi sembra in stile Infantino. Noi siamo quelli che tirano fuori i soldi, finanziamo il movimento e ci buttiamo tempo e anima. In questo momento abbiamo un equilibrio buono: i nostri giocatori, finanziati e arricchiti grazie ai nostri ingaggi, vanno a dare spettacolo in Italia, in Europa e poi nel mondo. Ora il signor Azevedo vuole interrompere il campionato a dicembre, prima di Natale e fino alla fine di gennaio, per giocare il campionato del mondo".
Secondo il presidente di Perugia, il nodo sarebbe soprattutto commerciale: "Vuole vendere meglio il pacchetto tv di questi eventi. Vuole portarli in Paesi dove la pallavolo non è popolare rispetto a nazioni come Italia, Polonia e Giappone. Sono sicuro però che ci sarà la rivolta dei tifosi, che in quei mesi sono abituati a seguire il campionato nei palasport".
Sirci contesta anche l’ipotesi di spostare il cuore della stagione dei club verso la primavera inoltrata e l’estate: "A giugno avremo lo stesso seguito di pubblico nei palazzetti, alcuni senza aria condizionata? La gente andrà al mare, non andrà di certo nei palasport. Vogliono stravolgere la realtà del campionato più importante del mondo, la SuperLega italiana".
Tra le possibili contromisure, Sirci cita anche il mancato pagamento degli stipendi nei mesi di stop e un’azione legale per i danni subiti dal club: "A dicembre e gennaio non pagheremo i giocatori. Dopo di che mi rivolgerò a un legale per rivalermi sui danni economici portati al club: incassi, sponsor. E che dire dei possibili infortuni a stagione in corso con la maglia delle nazionali? Li subirebbero i club".
E aggiunge: "Mi dispiace, ma non pagherò nemmeno i giocatori non convocati in nazionale. Con una mancata visibilità in quei mesi rischiamo inoltre di perdere sponsor. Per i club è un danno economico importante. Sono pronto a valutare la possibilità di non partecipare al campionato. Perugia investe 8 milioni di euro a stagione, ma se questo è il trattamento possiamo anche farci da parte".
Il riferimento è al planning internazionale che dovrebbe entrare in vigore dal 2028/29: campionati nazionali da settembre a novembre, Mondiale femminile a dicembre, Mondiale maschile a gennaio, ripresa delle competizioni di club da febbraio a giugno e Volleyball Nations League tra luglio e agosto.
Uno scenario che, secondo Sirci, rischia di rompere l’equilibrio del sistema: "I club portano avanti progetti, fanno mercato, costruiscono squadre, cercano di fidelizzare i tifosi con iniziative extra campo. Poi arrivano i dirigenti internazionali e ci portano via per due mesi i nostri migliori giocatori, da Giannelli a Reggers, da Sanguinetti a Semeniuk e Plotnytskyi. Con questa condotta si rischia di perdere negli anni una buona fetta di tifosi che non capirebbe queste scelte assurde".











