Comunichescion | 31 luglio 2026, 00:41

Calendario internazionale 2028: le leghe italiane alzano la voce, ma la FIVB sembra già aver scelto. Come sarà...

Luca Muzzioli

Lega Pallavolo Serie A e Lega Volley Femminile contestano l’ipotesi di un nuovo calendario internazionale dal 2028 con i Mondiali durante la stagione dei club. Tra VNL estiva, campionati spezzati e Mondiali biennali, cresce il timore che la FIVB privilegi sempre più i propri eventi a discapito dei campionati nazionali

Calendario internazionale 2028: le leghe italiane alzano la voce, ma la FIVB sembra già aver scelto. Come sarà...

La presa di posizione congiunta della Lega Pallavolo Serie A maschile e della Lega Volley Femminile arriva in un momento particolarmente delicato. Le due leghe hanno espresso la loro contrarietà all’ipotesi che il nuovo calendario internazionale, destinato a entrare in vigore dal 2028, preveda lo svolgimento dei Campionati del Mondo nei mesi di dicembre e gennaio, andando a interrompere la stagione dei campionati nazionali.

Una protesta che, secondo molti addetti ai lavori, rischia però di arrivare fuori tempo massimo. Proprio in questo fine settimana, infatti, a Ningbo, in Cina, sono riunite le commissioni della FIVB chiamate a definire il nuovo planning internazionale e già nelle prossime ore potrebbe arrivare una prima ufficializzazione.

Secondo indiscrezioni provenienti dalla Polonia, il nuovo calendario sarebbe ormai delineato: Volleyball Nations League concentrata tra luglio e agosto, campionati nazionali da settembre a dicembre, Mondiale femminile nel mese di dicembre, Mondiale maschile a gennaio e ripresa delle competizioni di club da febbraio fino a giugno.

Un’impostazione che cambierebbe radicalmente l’equilibrio della stagione e che preoccupa soprattutto le leghe più competitive. Il timore è che l’interruzione nel momento centrale dell’annata possa compromettere la regolarità dei campionati, penalizzando società, sponsor, televisioni e tifosi.

A rendere ancora più delicata la situazione c’è anche il fatto che i Campionati del Mondo sono ormai diventati biennali. Una scelta che, per molti osservatori, ha inevitabilmente ridotto l’esclusività e il prestigio della manifestazione rispetto a quando veniva disputata ogni quattro anni.

Il malcontento delle leghe si inserisce in un contesto più ampio, quello di un progressivo spostamento del baricentro della pallavolo internazionale verso gli eventi organizzati direttamente dalla FIVB

Negli ultimi anni anche il Mondiale per Club è tornato stabilmente nel calendario, pur restando una competizione che, salvo rare eccezioni, fatica a raggiungere un elevato livello tecnico e organizzativo, spesso disputata in sedi che non garantiscono particolare interesse o grande partecipazione di pubblico.

Alla base del problema c’è anche una realtà ormai evidente: i campionati nazionali realmente competitivi sono pochi. Italia e Polonia restano i punti di riferimento, con il Giappone in forte crescita e, a seguire, Brasile e, forse, Francia. Un numero troppo limitato di leghe economicamente solide per riuscire a incidere realmente sulle scelte della federazione internazionale.

La sensazione è che la strategia della FIVB, sostenuta dallo sviluppo commerciale di Volleyball World, privilegi sempre più la valorizzazione dei propri eventi internazionali rispetto alla tutela delle competizioni nazionali. Un indirizzo che continua a creare attriti con le leghe, chiamate a sostenere gran parte dell’attività durante la stagione (tra cui i contratti degli atleti) ma costrette, anno dopo anno, a ritagliarsi spazi sempre più ridotti in un calendario internazionale ormai saturo...

Che ne sarà dei nostri campionati? I club delle principali leghe  avranno la capacità di unirsi  e quella economica per opporsi a questo indirizzo dalla FIVB?