LUBIANA – Dalla trentesima posizione del ranking mondiale alla Volleyball Nations League in poco più di due anni. La Slovenia femminile entra nella VNL 2027 e dietro a un risultato storico per un Paese di appena due milioni di abitanti c'è anche una forte impronta italiana: quella di Alessandro Orefice, tecnico che dal maggio 2024 ha preso in mano una Nazionale allora lontana dall'élite internazionale e l'ha accompagnata, passo dopo passo, fino alla porta principale del volley mondiale.
Una qualificazione arrivata quasi prima del previsto. La Slovenia aveva costruito gran parte della propria scalata attraverso una straordinaria European League, chiusa con la medaglia d'argento dopo un percorso nel quale ogni partita, ogni set e praticamente ogni pallone avevano un peso specifico enorme per il ranking FIVB.
"È stato incredibile. Avevamo già ottenuto un risultato storico arrivando alla finale di European League. Prima avevamo conquistato otto vittorie per 3-0 e con questo sistema di ranking è un inferno, perché sai che devi continuare a spingere e cercare di vincere sempre con il risultato più netto possibile" - racconta Orefice.
Poi la finale persa contro la Svezia e una classifica mondiale diventata improvvisamente ancora più complicata. "Eravamo riusciti ad arrivare fino al sedicesimo posto durante il nostro percorso, poi abbiamo perso qualche posizione dopo la finale. Quando è stata reinserita anche la Russia siamo scesi ancora. È stato difficile da accettare perché le ragazze avevano fatto un lavoro enorme."
Ma alla fine quel lavoro è stato premiato con l'ammissione alla VNL 2027.
Dal numero 30 del ranking all'élite mondiale
Per capire la dimensione dell'impresa bisogna tornare al punto di partenza. "Quando ho preso la squadra, nel maggio 2024, eravamo trentesimi nel ranking mondiale e avevo nove giocatrici in palestra. Di quelle che oggi fanno parte stabilmente del gruppo ne avevo soltanto tre, mentre le altre erano ragazze molto giovani, alcune provenienti dall'Under 18."
Da lì è iniziata la costruzione. Prima la ricostruzione del gruppo, poi le qualificazioni mondiali, il Mondiale, quindi la European League e infine la VNL.
"È stato un progetto incredibile. Al Mondiale siamo riusciti a superare la pool e abbiamo giocato una grande partita contro la Turchia. Quest'anno siamo arrivati alla finale di European League e adesso è arrivata questa ciliegina sulla torta."
Anche il momento nel quale la squadra ha ricevuto la notizia resterà nella memoria del gruppo. "Sapevamo che una decisione sarebbe arrivata durante la settimana, ma non pensavamo proprio quel giorno. La Federazione ci ha convocati in hotel con alcune giocatrici e alcuni membri dello staff. Erano quasi le undici e io stavo studiando la Germania. Quando ce l'hanno comunicato è stato incredibile."
Una Slovenia da due milioni di abitanti tra le grandi del mondo
La portata del risultato aumenta considerando le dimensioni del Paese.
"Con questa qualificazione credo che saremo la nazione con meno abitanti tra tutte quelle presenti nella VNL 2027. Siamo circa due milioni. Se guardiamo alle nazioni che parteciperanno, penso che nessuna abbia una popolazione inferiore alla nostra."
E il momento del movimento sloveno è particolarmente significativo perché pochi giorni prima anche la Nazionale maschile di Fabio Soli aveva scritto una pagina di storia conquistando il bronzo in VNL.
"Per la Slovenia è stato ancora più bello perché due giorni prima i ragazzi avevano conquistato la loro prima medaglia in VNL. Noi arrivavamo dall'argento in European League e poi è arrivata questa qualificazione. È un momento bellissimo per tutto il movimento."
"Pensavano alla VNL tra un anno, invece siamo arrivati prima"
La stessa Federazione slovena, racconta Orefice, aveva immaginato un percorso più lungo. "Secondo me pensavano che potessimo arrivare alla VNL il prossimo anno. Invece abbiamo accelerato tantissimo. Abbiamo fatto un grande lavoro e siamo entrati prima del previsto in questa storia bellissima."
Una dinamica che Orefice conosce bene. Anche nelle precedenti esperienze, dall'Estonia alla Francia, il tecnico italiano ha lavorato sulla costruzione di progetti destinati a crescere nel tempo.
"Mi è sempre piaciuto lavorare sui progetti. Anche a Parigi eravamo partiti da una squadra che era undicesima e siamo arrivati a giocare tre finali e vincere due campionati. Si costruisce piano piano. Qui, però, alla fine è successo tutto molto velocemente."
"Trust in the process"
La frase che Orefice utilizza per raccontare questi due anni è semplice: "Trust in the process". "Bisogna credere nel processo. Il processo è lungo e non puoi fermarti alla prima difficoltà, al primo no di una giocatrice, alla prima sconfitta oppure a una settimana nella quale arrivano gli infortuni. Bisogna continuare a cercare soluzioni e credere nel percorso."
Una filosofia resa possibile anche dalla fiducia ricevuta dalla Federazione slovena. "Per un allenatore è una grande soddisfazione poter lavorare con una Federazione o con un club che ti dà fiducia dall'inizio e provare poi a ripagarla attraverso i risultati. I momenti difficili ci sono stati anche per noi, ma abbiamo continuato a lavorare."
Orefice: "Senza il mio staff questa qualificazione non sarebbe stata possibile"
Ed è proprio parlando del percorso che Orefice tiene ad aggiungere un elemento per lui fondamentale: il lavoro dello staff, spesso invisibile all'esterno ma determinante nella costruzione dei risultati. Il gruppo di lavoro che accompagna il tecnico è composto quasi interamente da italiani, oltre a un componente sloveno e uno turco, ed è rimasto sostanzialmente lo stesso durante il ciclo della Nazionale.
"Per me dare valore allo staff è fondamentale. Sono ragazzi che lavorano dietro le quinte, ma rappresentano ingranaggi indispensabili di un motore che deve funzionare alla massima velocità e per tanto tempo. Con la loro passione, competenza e professionalità mi aiutano quotidianamente nella gestione della squadra."
Una continuità che Orefice considera uno dei segreti del progetto. "Questo staff lavora con me da tre stagioni, mentre il fisioterapista è al mio fianco da cinque, dall'Estonia alla Slovenia. La sinergia che si è creata procede parallelamente alla nostra ambizione. Mi permette di delegare e, soprattutto, di sapere che possiamo lavorare con grande qualità su ogni singolo aspetto."
Il riconoscimento è netto. "Questa qualificazione non sarebbe stata possibile senza il loro lavoro e il loro aiuto. Nei momenti difficili siamo sempre riusciti a dare qualcosa in più anche grazie alla forza dello staff."
Parte di questo gruppo aveva già accompagnato Orefice nell'esperienza francese e alcuni componenti continueranno a lavorare con lui anche nella prossima avventura di club a Firenze.
Il problema di un Paese piccolo: "In Nazionale troppo presto"
Costruire una selezione competitiva in un Paese di due milioni di abitanti presenta però difficoltà particolari. "Quando il bacino è così piccolo, alcune ragazze arrivano in Nazionale molto presto, magari a quindici o sedici anni, semplicemente perché non hai abbastanza giocatrici. Questo può creare aspettative: se sei già in Nazionale a sedici anni, a venti puoi chiederti perché non giochi titolare."
Per questo il lavoro iniziale di Orefice non è stato soltanto tecnico. "Nel primo anno ho fatto quasi più riunioni che allenamenti. Dovevamo costruire fiducia, identità e voglia di lavorare per la maglia e per la Nazionale. È stato un percorso lungo."
European League giocata con il ranking in testa
La scalata alla VNL ha avuto anche una particolarità: la necessità di inseguire continuamente punti nel ranking mondiale.
"Avevamo dichiarato fin dall'inizio che l'obiettivo era arrivare alla finale di European League e per riuscirci dovevamo dare tutto immediatamente. Anche contro avversarie sulla carta inferiori non potevamo rilassarci. Un 3-2 invece di un 3-0 poteva cambiare completamente il nostro ranking."
Una situazione che ha inevitabilmente condizionato anche le rotazioni. "Abbiamo fatto pochi cambi proprio perché non potevamo permetterci di perdere set. È stato contemporaneamente l'aspetto positivo e quello complicato di questo percorso."
In appena 26 mesi, però, il risultato racconta la bontà della scelta: dalla trentesima posizione mondiale la Slovenia è arrivata fino a toccare la sedicesima, prima di assestarsi al diciannovesimo posto dopo il reinserimento della Russia.
E soprattutto ha conquistato il posto nella VNL 2027.
Adesso l'Europeo: "Questa qualificazione deve essere un boost"
Il rischio, dopo un risultato così importante, è sentirsi appagati. Orefice vuole esattamente il contrario. "Dobbiamo essere molto bravi a utilizzare questa qualificazione come un boost. La macchina sta andando forte e questa notizia deve darci ancora più spinta. Non soltanto dal punto di vista motivazionale: deve portarci a entrare in palestra cercando qualcosa in più."
Per il tecnico questo significa mantenere gli standard anche lontano dal campo. "In Nazionale per me le regole e le piccole cose sono fondamentali: organizzazione, comunicazione, comportamento quotidiano. Non possiamo pensare che, siccome abbiamo raggiunto un risultato storico, adesso possiamo rilassarci."
La Slovenia si prepara infatti all'Europeo con aspettative completamente differenti rispetto a quelle di due anni fa.
Dall'ombra della Nazionale maschile a una nuova identità
Per anni il movimento femminile sloveno ha vissuto inevitabilmente all'ombra dei risultati ottenuti dagli uomini. "Quando sono arrivato questa differenza si sentiva molto. La Nazionale maschile era ad altissimo livello, mentre quella femminile era molto più indietro. Era qualcosa che si percepiva soprattutto nell'ambiente."
Il riferimento più evidente era il pubblico. "In un Paese di due milioni di abitanti vedevi i ragazzi giocare a Lubiana con il palazzetto pieno, mentre alle partite femminili magari c'erano cinquanta o cento persone."
Oggi la situazione sta progressivamente cambiando. "Si sta creando sempre più omogeneità nel movimento. Maschile e femminile lavorano nello stesso ambiente, spesso siamo nello stesso hotel, c'è comunicazione tra atleti e staff. La Federazione ci ha sempre garantito ottime condizioni e oggi sentiamo una spinta importante su entrambi i fronti."
Adesso arriverà anche il palcoscenico che fino a pochi mesi fa sembrava ancora lontano: la Volleyball Nations League. Per una Slovenia partita dal trentesimo posto mondiale, con nove giocatrici in palestra e un progetto da ricostruire, l'ingresso nella VNL 2027 rappresenta molto più di una semplice qualificazione. È il punto di arrivo di una scalata rapidissima e, allo stesso tempo, l'inizio di una nuova dimensione internazionale.
Come la definisce Orefice: trust in the process.











