VERONA - Francesco D’Amico lascia Verona dopo tre stagioni, ma nell’intervista pubblicata oggi da L’Arena torna anche su uno dei temi più delicati dell’ultima annata gialloblù: la gestione di Darlan e le dinamiche interne alla squadra nella parte decisiva della stagione.
Il nuovo libero di Padova, reduce anche dal bronzo conquistato con l’Italia ai Giochi del Mediterraneo, respinge innanzitutto qualsiasi tentativo di attribuire all’opposto brasiliano la responsabilità della semifinale scudetto persa contro la Lube Civitanova.
"Non è assolutamente colpa di nessuno, men che meno di Darlan", chiarisce D’Amico. L’ex Verona ricorda anzi quanto il brasiliano sia stato determinante nel corso della stagione: "È stato fondamentale per vincere la Coppa Italia. È stato un giocatore importante anche in Supercoppa, ha fatto un sacco di punti, quindi credo che se qualcuno abbia voluto dargli delle colpe dico che non è il caso".
È però nella parte finale della risposta che D’Amico introduce un elemento significativo sulla gestione del giocatore brasiliano. "Poi, vero, è un ragazzo che ha un atteggiamento un po’ così quando lo metti in panchina, ma forse andava gestito meglio, ecco".
Una frase che non mette in discussione il valore tecnico di Darlan né gli attribuisce la responsabilità del ko con Civitanova, ma lascia emergere la convinzione dell’ex libero che alcune situazioni avrebbero potuto essere amministrate diversamente.
D’Amico parla infatti più in generale di dinamiche interne che, secondo lui, non avrebbero aiutato il gruppo nel finale di stagione.
"Non è facile fare un anno intero tutti insieme. Purtroppo ci sono delle dinamiche che non fanno bene al gruppo e che poi fanno sì che magari qualche persona venga meno all’interno del campo e, già prima, durante gli allenamenti".
Alla domanda esplicita se il riferimento fosse proprio a Darlan, D’Amico precisa di no: "In realtà non pensavo assolutamente a Darlan. Dico solo che all’interno del gruppo si sono create alcune dinamiche che probabilmente non hanno aiutato".
Per spiegare la sconfitta nella semifinale playoff contro la Lube, il libero resta invece sul piano tecnico: Verona, a suo giudizio, non riuscì a esprimere il proprio livello al servizio, mentre Civitanova giocò complessivamente meglio.
Nella stessa intervista D’Amico affronta anche il proprio addio a Verona. Dopo l’infortunio alla schiena che lo aveva fermato durante la stagione e l’arrivo di Staforini, il libero racconta di essersi aspettato maggiore spazio una volta recuperato. "Penso di aver dimostrato tanto nei tre anni a Verona. Penso che mi sarei potuto meritare un po’ più di spazio", afferma, pur riconoscendo che le scelte spettavano allo staff tecnico.
D’Amico avrebbe anche valutato la permanenza a Verona, ma soltanto con la prospettiva di giocare titolare. Da qui la scelta di trasferirsi a Padova, dove inizierà una nuova fase della carriera dopo tre stagioni gialloblù.











