Internazionale | 15 settembre 2026, 11:02

Sudamericano: Gabi dopo l'oro e il pass per Los Angeles, "Il nostro sogno è la medaglia d'oro olimpica"

Redazione Volleyball.it

Gabi Guimarães racconta l'emozione del Brasile dopo la vittoria del Sudamericano e la qualificazione alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. La capitana dedica il successo anche alle compagne fermate dagli infortuni e indica la strada per il nuovo ciclo: "Non abbiamo le migliori in ogni ruolo, ma abbiamo un gruppo molto unito e forte".

Gabi stella del Brasile e dell'Imoco volley

Gabi stella del Brasile e dell'Imoco volley

RIO DE JANEIRO – Il Brasile vince il Campionato Sudamericano e conquista anche la qualificazione alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. Nel dopo gara Gabi Guimarães racconta l'emozione vissuta davanti al pubblico di casa, le difficoltà attraversate dalla squadra durante la stagione e quello che resta il grande obiettivo del nuovo ciclo: tornare sul gradino più alto del podio olimpico.

La video intervista (in portoghese) di Gabi

Durante l'inno ti abbiamo vista particolarmente emozionata. Cosa hai provato? "Credo sia stato un mix di sensazioni legate a quello che abbiamo vissuto quest'anno e, più in generale, durante questo ciclo. Non c'è emozione o gioia più grande che poter rappresentare la Nazionale in casa, salire sul gradino più alto del podio e ascoltare l'inno brasiliano. L'ultima volta era successo ancora al Sudamericano, ma questa volta mi ha toccato ancora di più".

Quanto pesa aver conquistato anche la qualificazione per Los Angeles 2028? "Il punto più alto per ogni atleta è riuscire a qualificarsi e giocare un'Olimpiade. Per noi poi c'è un sogno ancora più grande: conquistare una medaglia olimpica e soprattutto quella d'oro. È la nostra grande sfida in questo ciclo e per questo la qualificazione emoziona ancora di più".

Questo successo arriva dopo un anno non semplice per il Brasile. "Sono molto grata per tutto quello che abbiamo fatto durante il Sudamericano e durante l'anno. Abbiamo avuto tanti infortuni lungo il percorso e giocatrici importantissime non sono riuscite ad arrivare fino alla fine insieme a noi. Julia Kudiess, questa vittoria è anche per te. Rosamaria era qui con noi, ma non è riuscita a essere in campo come avrebbe voluto".

Quanto è stato importante il pubblico brasiliano? "Tantissimo. Ringrazio tutti quelli che sono venuti al palazzetto: praticamente tutte le partite sono state piene. Oggi la festa e il tifo hanno fatto davvero la differenza. Spero che riusciremo a continuare a regalare tante gioie ai brasiliani e a portare avanti l'eredità lasciata dalla generazione precedente".

La finale contro l'Argentina vi ha messo pressione soprattutto all'inizio. "È stato emozionante giocarla. Nel primo set si è visto un po' il nostro nervosismo, ci sono stati alcuni errori di comunicazione e la squadra era più tesa. Poi ci siamo sciolte durante la partita, ci siamo aiutate molto e abbiamo cercato soprattutto di togliere pressione alle più giovani, perché giocare una finale al Maracanãzinho non è semplice".

Ancora una volta anche chi è entrato dalla panchina è riuscito a incidere. "Sì, ancora una volta Julia è entrata e ha fatto la differenza nei momenti più critici. È esattamente quello di cui avremo bisogno durante il resto del ciclo".

Qual è allora la caratteristica principale di questo Brasile? "Lo ripetiamo spesso: non abbiamo necessariamente le migliori giocatrici in ogni singolo ruolo, ma abbiamo un gruppo molto coeso, molto forte, formato da persone che vogliono essere parte di questa Nazionale e vogliono riportare il Brasile sul gradino più alto del podio".

È questa la strada verso Los Angeles? "Credo che debba essere la nostra linea di lavoro: costruire questi valori, dare tutto per la Nazionale brasiliana e rappresentare il nostro Paese nel miglior modo possibile".