PERUGIA – "No clubs, no volley". È questo il messaggio con cui Gino Sirci ha aperto una strada di confronto contro la proposta di calendario internazionale FIVB 2028-2032, una bozza che, secondo quanto illustrato dal presidente di Perugia, prevederebbe l'interruzione dei campionati di club nel cuore della stagione per lasciare spazio all'attività delle Nazionali.
Una conferenza stampa straordinaria, con al fianco Simone Giannelli, Kamil Semeniuk, Oleh Plotnytskyi e Angelo Lorenzetti, per contestare un'ipotesi che Sirci considera potenzialmente devastante per l'equilibrio economico e sportivo della pallavolo di club.
Sirci: "Sette settimane nel cuore della stagione"
Il punto centrale della protesta riguarda una possibile interruzione di circa sette settimane tra dicembre e gennaio, destinata all'attività internazionale.
"I club verrebbero fortemente penalizzati dall'attività delle Nazionali. Capisco che le Nazionali siano importanti e rappresentino la nostra identità, ma i club sono altrettanto importanti".
Secondo Sirci, togliere ai campionati il periodo invernale significherebbe colpirli proprio nella fase più favorevole dal punto di vista di pubblico, televisioni e sponsor (che è quello che hanno "capito" Volleyball World e la FIVB, non insensibili al business). "Avremo meno spettatori, meno sponsor, meno denaro e un indebolimento progressivo dei club. Sarebbe una lenta ma inesorabile riduzione della loro importanza".
Il presidente umbro insiste sul ruolo strutturale delle società: "Sono i club che trovano i giocatori, li formano, li portano al professionismo, pagano stipendi, tasse, trasferimenti e tutti i costi della stagione. La scelta per le Nazionali deve avvenire alla fine del campionato, non a metà strada".
"Noi paghiamo il conto"
Sirci mette poi il tema economico al centro della propria opposizione. "I club faticano ad arrivare al pareggio. Noi paghiamo gli stipendi, le tasse, i trasferimenti, gli spostamenti, l'abbigliamento, i pasti e i premi. Perché penalizzare chi paga il conto?".
La richiesta è netta: "Stop a questo nuovo calendario 2028-2032. È dannoso per i club, che sono il cuore della pallavolo mondiale".
E da qui nasce lo slogan lanciato durante la conferenza: #NoClubsNoVolley.
Giannelli: "Non possiamo essere costretti a scegliere tra club e Nazionale"
Simone Giannelli affronta la questione dal punto di vista dei giocatori. "I club garantiscono gli stipendi non soltanto a noi, ma a tutto il mondo che lavora intorno alla pallavolo. Non possono rimetterci per decisioni che non sono state condivise da tutti". Il capitano azzurro sottolinea soprattutto il carico fisico e mentale già esistente: "Si gioca troppo. Il Mondiale una volta era ogni quattro anni, adesso è ogni due, c'è la VNL ogni estate e aumentano continuamente le partite".
Il rischio, secondo Giannelli, è arrivare al punto in cui gli atleti siano obbligati a fare una scelta. "Io voglio sempre giocare per il club e per la Nazionale. È sbagliato che siano i giocatori a dover scegliere per cercare di allungare la propria carriera". Da qui la richiesta di un confronto comune: club, federazioni, giocatori e organismi internazionali seduti allo stesso tavolo.
Semeniuk: "Così diventa impossibile preparare una stagione"
Anche Kamil Semeniuk sottolinea la difficoltà di interrompere e ricominciare continuamente il lavoro tra club e Nazionale.
Il polacco ricorda come il calendario attuale consenta almeno una separazione abbastanza chiara tra le due stagioni: prima il club, poi la Nazionale, quindi un minimo periodo di recupero. Con la nuova proposta, invece, questo equilibrio verrebbe spezzato nel mezzo della stagione. "È già molto difficile preparare ogni competizione fisicamente e mentalmente. Con questo calendario sarebbe ancora più complicato. Per una squadra che gioca tutte le competizioni diventa quasi impossibile trovare il tempo per una vera preparazione". Il problema non sarebbe soltanto fisico: "Devi cambiare mentalmente più volte durante l'anno: club, Nazionale, ancora club e poi di nuovo Nazionale in estate".
Plotnytskyi: "Così diventa impossibile costruire una vera preparazione"
Oleh Plotnytskyi insiste soprattutto su un aspetto: il tempo necessario per preparare fisicamente una stagione lunga come quella di Perugia. "Per una stagione come la nostra, con tante partite, è molto importante avere il tempo per prepararsi. Quest'anno sono tornato dalla Nazionale e quel tempo non c'è stato. A volte devi spingere anche su te stesso per costruire la condizione che poi ti permette di stare bene durante tutta la stagione".
Secondo lo schiacciatore ucraino, il problema diventerebbe ancora più evidente con il nuovo calendario: "Con questa proposta diventa praticamente impossibile trovare un ritmo di allenamento. Non hai una settimana vera per lavorare, perché nel mezzo della stagione devi interrompere tutto e andare in Nazionale".
Plotnytskyi sottolinea anche l'impatto mentale dei continui cambi di contesto: "Adesso, per quanto sia già difficile, c'è comunque una sequenza abbastanza chiara: giochi con il club, poi vai in Nazionale e poi torni al club dopo un periodo di riposo. Con il nuovo calendario dovresti cambiare più volte durante l'anno, mentalmente e fisicamente".
Lorenzetti: "Il problema sarà mantenere sani i giocatori"
Angelo Lorenzetti porta il discorso sul terreno della responsabilità degli allenatori. "Per noi tecnici non sarà difficile trovare il modo di allenare o preparare una squadra. Il problema sarà riuscire a mantenere in salute le persone con cui lavoriamo".
Per Lorenzetti esiste prima di tutto un dovere professionale: "Prima ancora di farli giocare meglio dobbiamo evitare di essere costretti a mettere a rischio la salute dei ragazzi".
Lorenzetti: "Sono poco fiducioso che i potenti ascoltino"
Angelo Lorenzetti allarga poi il discorso oltre gli aspetti strettamente tecnici del calendario e affronta il tema dei rapporti di forza all'interno della pallavolo internazionale. Per il tecnico di Perugia, quando gli interessi delle parti sono così distanti non basta semplicemente invocare il dialogo: "Quando ci sono interessi contrastanti servirebbe un clima democratico. Questa democrazia nella pallavolo, e forse nello sport, non c'è fino in fondo, perché a decidere è una parte sola".
Da qui la necessità, secondo Lorenzetti, di non limitarsi alle parole: "Quando non c'è questa democrazia, chi sta sotto può parlare, ma deve anche fare delle azioni importanti, perché deve lottare. Questa giornata è un grido d'urgenza del presidente". Il tecnico distingue inoltre tra il mantenimento di un canale di comunicazione e l'esistenza di un vero negoziato: "Tenere aperto un canale diplomatico non significa necessariamente avere un negoziato. Un negoziato esiste quando entrambe le parti hanno bisogno di qualcosa dall'altra".
Ed è proprio qui che Lorenzetti vede il problema principale: "In questo momento non credo che sia questa la situazione della pallavolo. Non bisogna partire dal presupposto che chi ha più potere ascolti automaticamente". Poi la frase più netta: "Ho passato i 62 anni e sono poco fiducioso che i potenti ascoltino, perché normalmente vanno verso i propri interessi quando hanno la forza per farlo".
Per questo, secondo Lorenzetti, potrebbero servire iniziative più incisive del semplice confronto istituzionale: "Per farsi ascoltare bisogna utilizzare delle mosse che, tra virgolette, possono essere anche 'violente', restando naturalmente nell'ambito dello sport: iniziative forti come ne abbiamo già viste in altri sport".
Una strategia che potrebbe passare anche dalla ricerca di interlocutori differenti all'interno dello stesso sistema internazionale: "Non esiste soltanto la Federazione internazionale. Ci sono la CEV e le Federazioni nazionali. Se stanno tutti dalla stessa parte i club hanno poche possibilità; se invece iniziano a esserci posizioni differenti, allora può aprirsi qualche spiraglio".
Sirci: "Con noi anche altri club europei e la Fipav"
Il presidente di Perugia ha spiegato di avere raccolto adesioni anche fuori dall'Italia. "Abbiamo scritto ai club europei per conoscere la loro opinione e molti ci hanno risposto dicendo di essere d'accordo con noi. E' con noi anche la Federazione Italiana che è in disaccordo con questo nuovo calendario del 28-32".
Sirci ha inoltre ricordato le posizioni contrarie già espresse dalle Leghe italiane maschile e femminile. Il concetto rimane quello della sostenibilità: "Togliere ai club due mesi della loro stagione migliore significa togliere valore economico, prestigio e pubblico a chi mantiene quotidianamente il movimento".
Il nodo Volleyball World
Durante la conferenza è stato sollevato il tema dei rapporti stretti tra le Leghe nazionali e Volleyball World, partner commerciale della FIVB. Sirci distingue i due piani: "Collaboriamo con Volleyball World perché trasmette i nostri diritti e ci riconosce del denaro. Questo non significa che dobbiamo essere d'accordo su tutto". E aggiunge: "I rapporti sono buoni, ma su questo calendario servono chiarimenti. Non si possono dettare regole senza mettersi nei panni di chi poi deve subirne gli effetti".
Giannelli: "Anche i giocatori devono unirsi"
Nel finale Giannelli torna sul tema della rappresentanza degli atleti. "Anche noi dobbiamo fare la nostra parte e non stare zitti. Ma per avere forza dobbiamo essere uniti, non soltanto come giocatori italiani: servono i giocatori di tutto il mondo".
Sirci: "Molti giocatori potrebbero dire no"
Sirci arriva infine al punto più duro: cosa accadrebbe se la riforma venisse approvata? "Potrei trovarmi in difficoltà ad autorizzare i giocatori ad andare nelle rispettive Nazionali".
Secondo il presidente, il rischio è trasferire il conflitto direttamente sugli atleti: "Non è giusto mettere i giocatori nella condizione di dover scegliere". E alla domanda sulla possibilità che siano proprio gli atleti a rifiutare le convocazioni, Sirci risponde: "Forse dovranno dire di no. Non siamo computer, siamo esseri umani. Se questo calendario verrà confermato penso che molti giocatori potrebbero non andare, come è già successo in altri sport".
La decisione definitiva sul progetto, secondo quanto riferito nella conferenza, è attesa intorno alla metà di novembre. Perugia intanto ha scelto di muoversi pubblicamente, lanciando un messaggio destinato ad andare oltre i confini italiani: #Noclubsnovolley.
Aspettando un gesto rivoluzionario, Sirci chiude con un "Aspettiamo gli eventi della FIVB".











