PAVLODAR - Due anni di squalifica dalle attività sotto l’egida federale per il tecnico Hamit Mirzabekov, dopo il colpo alla testa inferto a una giocatrice minorenne durante un torneo di pallavolo in Kazakistan. Il provvedimento della federazione nazionale riguarda l’allenatore dell’accademia di Shymkent, coinvolto nell’episodio avvenuto il 26 ottobre a Pavlodar.
Nel filmato circolato sui social il tecnico richiama a bordo campo la giocatrice con la maglia numero 9 e la colpisce alla testa. La giovane torna poi sul terreno di gioco e prosegue la partita. Non viene resa nota l’identità dell’atleta.
La decisione disciplinare non riguarda soltanto l’allenatore: richiami formali sono stati rivolti anche agli organizzatori del torneo e all’accademia di Shymkent che rappresentava. La competizione era organizzata da una lega privata esterna alla struttura federale.
Parallelamente, la polizia regionale ha avviato un’indagine e ascoltato le persone coinvolte. L’accertamento delle eventuali responsabilità penali resta distinto dalla sanzione sportiva.
Sull’accaduto è intervenuta anche la pallavolista kazaka Sabina Altynbekova, che ha condannato il gesto e chiesto controlli più rigorosi sugli allenatori e maggiori tutele contro gli abusi fisici e psicologici nello sport. "Non viviamo nell’Unione Sovietica", il suo commento.









