LAGONEGRO - La partenza a punteggio pieno della Rinascita Volley Lagonegro non cambia le priorità di Nicola Carlomagno. Il presidente ripercorre l’estate della ricostruzione, spiega la fiducia in Waldo Kantor e guarda ai prossimi anni tenendo insieme sostenibilità e ambizioni. Il primo traguardo resta la salvezza; il desiderio più forte, invece, è riportare la Serie A nella propria città.
Tre vittorie, ma la salvezza resta il primo obiettivo
I successi con Brescia, Reggio Emilia e Ravenna hanno portato nove punti in tre gare. La domenica di pausa del 1° novembre, dopo l’anticipo disputato a Ravenna, diventa l’occasione per un bilancio che il presidente affida ai canali ufficiali del club:
"Dopo una partita c’è grande gioia, felicità, emozione. Poi arriva la razionalità del giorno dopo, quando si torna a ragionare con lucidità. Siamo felici per quello che i ragazzi stanno facendo, ma dobbiamo restare con i piedi per terra. Il cammino sarà lungo e difficile e il primo obiettivo resta la salvezza. La Serie A2 è un campionato sempre più competitivo, il livello continua ad alzarsi e per una società piccola come la nostra diventa sempre più impegnativo sostenere i costi di questa categoria".
Alla vittoria sul campo di Brescia, vincitrice della Supercoppa di A2, sono seguite quella casalinga con Reggio Emilia e la rimonta a Ravenna. Proprio sulla reazione dei biancorossi nell’ultima trasferta Carlomagno si sofferma:
"Ravenna ha una storia straordinaria, è una scuola di pallavolo che ha conosciuto la SuperLega e vinto scudetti. I nostri ragazzi sono stati bravi a non mollare mai, anche quando eravamo sotto nel punteggio, e a ribaltare la situazione. Vincere su quel campo è una soddisfazione importante".
La rivoluzione estiva e il punto fermo Kantor
Il sesto posto della stagione precedente e le qualificazioni alla Coppa Italia e ai playoff promozione non hanno evitato un rinnovamento profondo: dieci giocatori cambiati su tredici. Il presidente ne chiarisce le ragioni e il limite entro il quale la società intende muoversi:
"Non sempre i cambiamenti dipendono dalle nostre decisioni. Ci sono ragazzi che, dopo un percorso, scelgono di andare via. Altre volte incidono gli aspetti economici oppure il desiderio di vivere in realtà diverse. Noi abbiamo un budget e non andiamo oltre, perché la politica societaria deve restare quella di una società sana, che conosce le proprie possibilità. Sono undici anni che facciamo Serie A e credo siano tanti per una realtà piccola come Lagonegro".
Il lavoro del direttore sportivo Nicola Tortorella ha puntato su giovani, atleti in cerca di rilancio e giocatori convinti del progetto. La conferma dell’allenatore argentino è stata la prima scelta:
"È stato il punto di partenza più importante. Considero Waldo uno dei migliori allenatori in Italia e nel mondo. Siamo stati bravi a confermarlo subito e mi auguro che possa restare con noi ancora a lungo. La costruzione di una squadra comincia sempre da una guida tecnica importante".
Accanto a riferimenti come Nicola Fortunato, Stefano Armenante e Gabriele Tognoni, il nuovo gruppo ha ancora margini di crescita. Per Carlomagno l’arrivo del giovane greco Stavros Mouchlias dalla Lube Civitanova rappresenta anche un riconoscimento del lavoro del club e di Kantor.
Fondata nel 1978, la Rinascita conta undici stagioni in Serie A, nove in A2 e due in A3. Il presidente rivendica il percorso compiuto: "Siamo passati dall’essere una piccola Cenerentola a una società rispettata e apprezzata. Ci siamo arrivati con serietà, programmazione e impegno. Abbiamo commesso errori, li abbiamo pagati, ma abbiamo continuato a costruire anno dopo anno".
Il vivaio e il palazzetto che manca
Nel settore giovanile Carlomagno sottolinea l’impegno dei responsabili Roberto Simone e Domenico Bruno. Il capitano Fortunato, cresciuto nel vivaio lagonegrese, è il riferimento per chi prova a seguirne il cammino; tra i ragazzi sui quali la società ripone fiducia c’è Vincenzo Simone. La carenza di impianti rimane però un ostacolo:
"Paghiamo un dazio altissimo perché non abbiamo un palazzetto o una palestra di buon livello nella quale far allenare i nostri giovani. Eppure il vivaio biancorosso continua a lavorare e a ottenere risultati. Non dobbiamo dimenticare che svolge anche una funzione sociale fondamentale: avvicinare i bambini allo sport significa offrire loro un ambiente sano nel quale crescere".
Il cinquantenario del 2028 porta il discorso sul ritorno della prima squadra a Lagonegro. Il presidente lo mette davanti agli altri sogni: "Il primo sogno è tornare a Lagonegro, disputare finalmente i campionati a casa nostra e consentire ai lagonegresi e alle persone del circondario di assistere alle partite di Serie A".
Da qui anche la critica alla politica locale, che, nella valutazione di Carlomagno, non ha colto negli anni il valore sportivo e la visibilità nazionale offerti dalla società al territorio.
La Coppa Italia e le ambizioni future
Alla prospettiva della SuperLega Carlomagno affianca un’ambizione diversa, legata ancora una volta alla possibilità di avere un impianto in città:
"Ho un piccolo desiderio, che forse non si avvererà mai, ma i desideri vanno sempre coltivati. Non è quello della SuperLega: mi piacerebbe disputare una finale di Coppa Italia e magari vincerla. Anche una Final Four sarebbe straordinaria. Vorrei poterla organizzare proprio a Lagonegro, se un giorno avremo finalmente un palazzetto".
La massima serie non è esclusa, ma resta una prospettiva condizionata alla crescita del gruppo e alla possibilità di conservarne l’ossatura nelle prossime stagioni. A definire l’identità del progetto, per il presidente, rimangono soprattutto i rapporti personali:
"Waldo ci riconosce una qualità che considero il nostro vero valore aggiunto: l’aspetto umano. È fondamentale nella vita, nelle amicizie, nello sport. Qui a Lagonegro è qualcosa di tangibile, si vive, si tocca, si sente. Non è una frase detta per circostanza, è davvero così".
Il prossimo impegno sarà domenica 8 novembre contro l’Union Napoli: un’altra verifica per una squadra che ha iniziato bene, senza che il presidente intenda perdere di vista equilibrio economico e lavoro quotidiano.











