TORINO - Durante la semifinale Conegliano–Novara, sul punteggio di 23-20 del terzo set, l’allenatore di Novara Lorenzo Bernardi interrompe il gioco richiedendo un Video Check per un presunto tocco di rete da parte di Isabelle Haak.
Le immagini mostrano un contatto della mano dell’opposta di Conegliano con la rete mentre sta indietreggiando per posizionarsi in difesa.
Sul monitor compare la dicitura: “tocco di rete: NO”.
La decisione è corretta? Sì. Basta conoscere il regolamento che stabilisce che NON tutti i contatti con la rete di un giocatore sono fallosi, lo sono quando il contatto avviene “durante l’azione di giocare la palla”.
Guardando le immagini, è chiaro che l’opposta di Conegliano non stesse giocando la palla né stesse cercando di farlo e si trovasse in posizione 2, mentre l’attacco di Novara stava arrivando dalla zona opposta, la relativa 2 di Novara.
A chiarire ulteriormente la situazione interviene anche la casistica ufficiale, che descrive un episodio del tutto analogo a quello avvenuto in campo.
In quel caso, come in questo, il giocatore non è coinvolto nell’azione di gioco.
Anzi, l’episodio di Haak è ancora più evidente: a differenza dell’esempio riportato in casistica, la svedese non salta neppure a muro, ma si limita a spostarsi per assumere una posizione difensiva.
Per questo motivo la decisione arbitrale è corretta e merita un plauso: si tratta della perfetta applicazione di una norma poco frequente, ma descritta in modo chiaro dal regolamento.
Una decisione che ha portato il risultato sul 24-20, essendo stato negativo l'esito della chiamata del tecnico delle igorine che ha interrotto l'azione.

Ulterore plauso merita la coppia arbitrale che non ha mostrato i cartellini giallo e rosso insieme in una mano (espulsione) per l'eccessiva protesta del tecnico delle piemontesi che - propabilmente ignaro di questo aspetto del regolamento - oltre ad un atteggiamento sovrastante tenuto con il terzo arbitro Veronica Mioara Papadopol ha poi mandato più volte a "quel paese" gli stessi arbitri.
Probabilmente si è preferito rispondere con il buon senso alle proteste.












