Finale 1° posto
PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO - SAVINO DEL BENE SCANDICCI 3-0 (31-29 26-24 27-25)
PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO: Zhu 13, Chirichella 7, Wolosz 3, Braga Guimaraes 22, Fahr 6, Haak 20, De Gennaro (L), Sillah, Lubian, Daalderop, Ewert, Adigwe, Scognamillo, Munarini (L). All. Santarelli. SAVINO DEL BENE SCANDICCI: Ognjenovic 1, Skinner 17, Nwakalor 2, Antropova 16, Bosetti 8, Weitzel 8, Castillo (L), Ruddins 5, Graziani 1, Mancini, Bechis, Ribechi, Traballi (L), Franklin. All. Gaspari.
ARBITRI: Curto, Papadopol.
NOTE - Spettatori: 12853, Durata set: 34', 30', 30'; Tot: 94'.
Top scorers: Braga Guimaraes G. (22) Haak I. (20) Skinner A. (17)
Top servers: Antropova E. (3) Nwakalor L. (1) Bosetti C. (1)
Top blockers: Braga Guimaraes G. (3) Haak I. (3) Chirichella C. (3)

TORINO – La Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano vince 3-0 la finale di Coppa Italia Frecciarossa e si rimette al centro del racconto stagionale dopo le sconfitte in Supercoppa e al Mondiale per Club, passaggi che per la storia recente delle pantere erano sembrati quasi un’eccezione. È un 3-0 netto nel risultato ma tiratissimo nello sviluppo: tutti e tre i set si chiudono ai vantaggi, dentro una sfida di tensione continua e cambi di inerzia, con Conegliano capace di uscire dalle difficoltà nei momenti che contano.
Dall’altra parte, la Savino Del Bene Scandicci vive la prima finale di Coppa Italia e ci arriva con ambizione e coraggio, ma stavolta non trova in Ekaterina Antropova il terminale offensivo al massimo della condizione nelle fasi decisive. Conegliano, invece, si presenta con un equilibrio ritrovato anche nella settimana delle conferme, e dentro la partita costruisce una prova complessiva solida: se il successo è corale, il segno più lo lascia Gabi Guimarães, riferimento costante e candidata naturale al premio di MVP della finale.
Conegliano torna così al successo e rientra pienamente tra le squadre che si presenteranno “al banchetto” al grande tavolo della stagione. Scandicci esce comunque con un passo in più nel suo percorso: la storia, spesso, insegna che per vincere queste finali serve anche attraversarle prima.

Numeri - Conegliano si prende la Coppa Italia con un 3-0 costruito soprattutto sulla solidità nei fondamentali chiave. Le pantere chiudono con 12 muri, un attacco al 46% con 37% di efficienza, e numeri importanti in ricezione: 39% perfetta e 61% positiva. Il dato che salta all’occhio è però anche quello del servizio: 0 ace e 10 battute sbagliate, con un totale di 20 errori punto concessi a Scandicci.
Scandicci, invece, lavora bene in seconda linea ma non riesce a trasformare quella qualità in continuità offensiva: solo 4 muri, 40% di attacco e una ricezione molto alta (76% positiva, 63% perfetta). Al servizio le toscane fanno meglio, con 5 ace e appena 7 errori, e nel computo complessivo concedono meno punti gratuiti (13 errori punto, contro i 20 di Conegliano). Ma non basta, perché nei momenti di contrattacco Conegliano è più incisiva: 45% a punto (28 contrattacchi trasformati, contro il 31% di Scandicci). Anche sulle situazioni di attacco dopo ricezione positiva i numeri premiano Conegliano (57% contro 52%), mentre in attacco dopo ricezione negativa è Scandicci a fare meglio (31% contro 23%).
A livello individuale spiccano i 22 punti di Gabi (55% in attacco e 20 palloni gestiti in ricezione) e i 20 di Haak (44%). In ricezione bene anche Zhu, con 60% positiva su 28 palloni. Per Scandicci pesa soprattutto la serata complicata di Antropova: 32% in attacco (12 su 37), 5 muri subiti, 3 errori ed efficienza al 10%. I numeri dicono che la top scorer è Skinner con 17 (44%), seguita da Antropova con 16, ma in una finale chiusa in tre set tutti ai vantaggi non basta per reggere l’urto dei terminali di Conegliano.
Sestetti - Squadre con i sestetti tradizionali. Imoco con Wolosz in regia, Haak opposto, Zhu e Gabi schiacciatrici, Fahr e Chirichella al centro, De Gennaro libero. Gaspari schiera Scandicci con Ognienović in regia, Antropova opposta, A. Skinner e Bosett in posto 4, Nwakalor e Weitzel centrali, Castillo libero.
La partita Nel primo set Conegliano scappa 4-0, poi cala in cambio palla e Scandicci rientra fino al sorpasso (10-11) con Antropova. La pressione al servizio delle toscane fa male in ricezione e porta al +3 (13-16), ma le pantere resistono, annullano tre set ball e la spuntano ai vantaggi 31-29 con il muro a due di Gabi e Fahr su Antropova.
Nel secondo Scandicci parte 6-2 con Bosetti, Conegliano pareggia 6-6 e insegue quando le toscane vanno 10-12. Scandicci arriva anche sul 20-23, ma Conegliano rimonta fino al 24-23 e chiude 24-26 approfittando dell’errore in contrattacco di Antropova.

Il terzo resta equilibrato: Scandicci trova il primo break con un ace di Antropova (3-5), Conegliano risponde con muro-difesa fino al 12-10. Gaspari cambia con Bechis e Ruddins (non il classico doppio cambio perché le due resteranno in campo fino ai vantaggi finali), ma Conegliano allunga 21-19 e si va ai vantaggi. Scandicci ha deu set ball sul 23-24 e 24-25, annullati (da Zhu), poi Conegliano sorpassa 26-25, e la chiude al primo match ball con il muro di Chirichella su Bosetti: 27-25 e 3-0.












