MILANO - La lettura statistica di Milano - Vakifbank, gara di andata dei Quarti di finale di Champions che ha premiato la formazione turca in rimonta al tire break.
Sintesi tecnica della partita
Milano
Picco individuale più alto: Egonu
Dominio iniziale a muro (Danesi)
Attacco troppo concentrato su una sola soluzione
VakifBank
Tre terminali offensivi sopra i 19 punti
Ricezione più stabile
Crescita progressiva durante la partita
I più e meno di Milano
Paola Egonu
Più: Prestazione offensiva dominante: 38 punti, riferimento costante dell’attacco milanese, soprattutto nei primi due set quando Milano prende il controllo della partita.
Meno: Carico offensivo quasi totale sulle sue spalle: nel lungo periodo il VakifBank riesce a leggere meglio le traiettorie e Milano fatica a trovare alternative offensive.

Anna Danesi
Più: Migliore a muro della partita: 7 muri vincenti, fondamentale che permette a Milano di comandare nella prima parte del match.
Meno: In attacco il volume rimane più limitato (33%, 3 su 9) rispetto all’impatto a muro.
Hena Kurtagic
Più: Buon contributo nel muro (4 punti diretti) e presenza fisica al centro della rete.
Meno: Incidenza offensiva meno continua rispetto alle centrali del VakifBank.
Francesca Bosio
Più: Distribuzione efficace nei primi due set, quando Milano trova continuità con Egonu e le centrali.
Meno: Dal terzo set il gioco diventa più prevedibile e il muro turco riesce a leggere meglio la costruzione.
Rebecca Piva
Più: Buon rendimento in ricezione (oltre il 40% di perfetta), garantendo stabilità alla seconda linea.
Meno: Impatto offensivo meno incisivo rispetto alle bande del VakifBank.
Elena Pietrini
Più: Contributo equilibrato nei primi set e presenza importante in ricezione (per lei ben 43 palloni su 103 di squadra).
Meno: Percentuali offensive meno decisive nella fase centrale e finale della gara.

Eleonora Fersino
Più: Chiude con un ottimo dato statistico in ricezione (88% positiva), ma su un volume estremamente ridotto: solo 8 palloni su 103 complessivi di squadra.
Meno: Il Vakif la tiene volutamente fuori dalle traiettorie del servizio, scelta che riduce il suo coinvolgimento nel fondamentale e spiega la percentuale molto alta ma poco indicativa sul piano del peso reale nella partita.
Khalia Lanier
Più: Entra nel corso del terzo e quarto set al posto di Piva, dando subito maggiore incisività all’attacco di Milano. Chiude con 11 punti, frutto di 11 su 21 in attacco (52%) con un solo errore, numeri che le valgono anche la conferma in campo nel tie-break.
Più: Contribuisce anche in seconda linea con 11 ricezioni (45% positiva, 27% perfetta) e senza errori al servizio in 5 battute.
Meno: Inserimento efficace, ma non sufficiente da solo a cambiare l’inerzia offensiva della squadra nella fase finale della partita.
I più e meno del VakifBank
Marina Markova (foto)
Più: Prestazione straordinaria: 37 punti (54% in attacco), principale arma offensiva nella rimonta turca.
Più: Crescita progressiva nel match: dal terzo set diventa praticamente inarrestabile.
Meno: Nei primi due set fatica contro il muro di Milano.
Tijana Boskovic
Più: 20 punti e presenza costante nei momenti chiave della rimonta.
Più: Capacità di togliere pressione a Markova nei set decisivi.
Meno: Avvio di gara meno incisivo rispetto alla fase finale.
Cazaute
Più: 19 punti e grande equilibrio tra attacco e ricezione.
Più: Elemento di stabilità nella fase difensiva del VakifBank.
Meno: Minor peso nei momenti iniziali della partita.
Ayça Aykaç (libero)
Più: Migliore in ricezione del match (circa 43% perfetta, 71% positiva).
Più: Stabilità fondamentale per permettere al VakifBank di rientrare in partita.
Meno: Nessuna criticità evidente: partita molto solida.
Zehra Gunes
Più: Presenza importante a muro (2) e contributo nella fase di equilibrio difensivo.
Meno: Impatto offensivo meno rilevante rispetto alle attaccanti di palla alta.

Cansu Özbay (foto)
Più: Crescita evidente nella gestione del gioco con il passare dei set. Dal terzo parziale in avanti aumenta la varietà offensiva del VakifBank, coinvolgendo con maggiore continuità Markova, Boskovic e Cazaute. Questa distribuzione più ampia rende l’attacco turco meno leggibile per il muro di Milano.
Più: Buona gestione dei momenti decisivi nel quarto set e nel tie-break.
Meno: Nei primi due set il gioco del VakifBank è più prevedibile e fatica a trovare continuità.











