A2 Maschile | 02 luglio 2026, 19:35

Domotek Volley, Sergi: "Triplete impensabile, ora pensiamo alla Serie A2"

Redazione Volleyball.it

Il dirigente amaranto ripercorre la stagione storica e guarda al nuovo campionato, tra organizzazione e spirito di gruppo

Domotek Volley, Sergi: "Triplete impensabile, ora pensiamo alla Serie A2"

Domotek Volley, Sergi: "Triplete impensabile, ora pensiamo alla Serie A2"

Reggio Calabria - La Domotek Volley ha chiuso una stagione storica con un triplete composto da Supercoppa, Coppa Italia Del Monte e promozione in Serie A2.

Il dirigente Alessandro Sergi ha tracciato un bilancio dell’annata, definita "galattica", soffermandosi sui risultati raggiunti e sulle prospettive per il prossimo campionato.

Così Sergi: "Emozioni infinite, che mi porterò e che ci porteremo tutti insieme. Abbiamo centrato tutti gli obiettivi, ma i primi due erano impensabili. Specialmente la Coppa Italia è stata qualcosa di improvviso e speciale: perdere 2-0 e ribaltare la serie non è affatto facile. Sono sicuro che molti tifosi avranno cambiato canale, ma i ragazzi sono stati dentro fino alla fine. Questa è una grande prova di carattere".

Il dirigente ha poi sottolineato il peso del gruppo societario e del pubblico: "Siamo un bel gruppo – sottolinea – con Antonio Polimeni in primis, Marco Martino, Billy Gurnari, Cesare Pellegrino, Mirko Crucitti e non solo. Siamo tanti, e se non nomino qualcuno mi perdonino".

Un passaggio anche sulla tifoseria e sull’impianto di gioco: "Con un pubblico così è difficile non trovarsi bene. La Volleymania che si è creata è travolgente. Abbiamo un impianto straordinario come il Palacalafiore e speriamo di ritoccare quei numeri anche il prossimo anno".

Guardando alla Serie A2, Sergi ha spiegato che il salto sarà impegnativo: "La Serie A2 è un campionato molto fisico rispetto alla A3". Poi ha aggiunto: "Ci stiamo organizzando nel migliore dei modi. Siamo in sella e molto attivi".

Tra i momenti più significativi della stagione, il dirigente ha citato anche la trasferta al PalaBenvenuti, definendola "una sorta di guerra per tutti noi".