MODENA – I libri di Julio Velasco non sono una novità. Sono una storia che viene da lontano, da almeno 32 anni fa. E scavando negli archivi si scopre che tra i volumi regalati ieri alle giocatrici della Nazionale femminile e quelli consegnati agli azzurri nel novembre del 1994 ci sono coincidenze sorprendenti: quattro titoli sono esattamente gli stessi e diversi autori continuano a far parte della biblioteca ideale del tecnico argentino.
Nel 1994 l’Italia maschile era reduce dal secondo titolo mondiale consecutivo, conquistato ad Atene. Prima di un lungo viaggio verso il Giappone per disputare il Top Four 1994, Velasco si presentò alla partenza da Linate con 18 libri, tutti accompagnati da una dedica, da consegnare ai giocatori e ai componenti dello staff.
Velasco spiegò così l’iniziativa: “Ho voluto ringraziarli per la vittoria ai Mondiali, senza la pretesa, come qualcuno scherzosamente mi ha detto, di voler impartire lezioni di educazione o di cultura”. E alla domanda sul criterio utilizzato per scegliere i volumi rispose con la semplicità che caratterizzava l’idea: “Perché questi libri? Semplicemente perché mi sono piaciuti”.
Quattro libri, 32 anni dopo
Il confronto con i libri consegnati nel 2026 alle azzurre fa emergere subito quattro vere e proprie “doppiette”.
“Giobbe” di Joseph Roth nel 1994 era stato scelto per Michele Pippi. Trentadue anni dopo lo stesso libro è stato consegnato a Carlotta Cambi.
“Le mille e una notte” accompagnò Andrea Gardini nel viaggio del 1994; oggi Velasco lo ha scelto per Paola Egonu.
“Il libro della giungla” di Rudyard Kipling finì allora nelle mani di Ferdinando De Giorgi; nel 2026 la destinataria è Myriam Sylla.
Infine “La guerra della fine del mondo” di Mario Vargas Llosa: Aristo Isola nel 1994, Linda Nwakalor oggi.
Un dettaglio, quello relativo a De Giorgi, che aggiunge una curiosità nella curiosità: il destinatario di uno dei libri di Velasco nel 1994 è oggi il commissario tecnico della Nazionale maschile italiana.
Non solo gli stessi libri: ritornano anche gli autori
Il filo tra le due Nazionali diventa ancora più evidente allargando il confronto agli autori.
Nel 1994 Velasco aveva scelto Gabriel García Márquez con “Cent’anni di solitudine”, destinato ad Andrea Giretto. Nel 2026 lo scrittore colombiano torna con “L’amore ai tempi del colera”, regalato a Sarah Fahr.
C’è poi Julio Cortázar: “Bestiario” per Paolo Tofoli nel 1994, un’altra raccolta di racconti dello scrittore argentino tra le scelte per Ilaria Spirito nel 2026.
Ritorna anche Edgar Allan Poe. Trentadue anni fa Andrea Giani ricevette “Racconti del mistero”, mentre questa volta Anna Danesi ha ricevuto “Storie straordinarie”.
Ma l’autore che più di ogni altro sembra attraversare la biblioteca personale di Velasco è Mario Vargas Llosa.
Nel 1994 erano addirittura quattro le assegnazioni legate allo scrittore peruviano: “Pantaleón e le visitatrici” a Samuele Papi, “Conversazione nella cattedrale” ad Andrea Zorzi, “La zia Julia e lo scribacchino” a Lorenzo Bernardi e “La guerra della fine del mondo” al dirigente Aristo Isola.
Nel 2026 Vargas Llosa ritorna ancora: “La festa del caprone” è tra i libri scelti per Ilaria Spirito, mentre “La guerra della fine del mondo” passa idealmente dalle mani di Isola a quelle di Linda Nwakalor.
Da Pippi a Egonu, la biblioteca dell’Italia del 1994
Daniano Pippi: Giobbe, storia di un uomo semplice – Joseph Roth
Andrea Gardini: Le mille e una notte
Ferdinando De Giorgi: Il libro della giungla – Rudyard Kipling
Samuele Papi: Pantaleón e le visitatrici – Mario Vargas Llosa
Andrea Giretto: Cent’anni di solitudine – Gabriel García Márquez
Andrea Zorzi: Conversazione nella cattedrale – Mario Vargas Llosa
Paolo Tofoli: Bestiario – Julio Cortázar
Lorenzo Bernardi: La zia Julia e lo scribacchino – Mario Vargas Llosa
Luca Cantagalli: Mafalda – Quino
Marco Bracci: A sangue freddo – Truman Capote
Pasquale Gravina: Il muro – Jean-Paul Sartre
Andrea Giani: Racconti del mistero – Edgar Allan Poe
Staff
Aristo Isola: La guerra della fine del mondo – Mario Vargas Llosa
Angiolino Frigoni e Max Forlani: Mafalda – Quino
Era un’altra Italia, quella della Generazione dei Fenomeni, fresca del Mondiale vinto ad Atene e in partenza per il Giappone.
Un rito che racconta anche Velasco
Nel 2026 il gesto si è fatto ancora più strutturato: due libri per ciascuna delle 14 azzurre, 28 volumi consegnati al termine del collegiale di Cavalese prima della nuova fase di avvicinamento agli Europei.
Ma la sostanza sembra essere rimasta la stessa. I libri, per Velasco, non sono un premio tecnico né necessariamente un messaggio costruito appositamente sul destinatario. Già nel 1994 spiegava di averli scelti innanzitutto perché erano libri che erano piaciuti a lui.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante della storia. A distanza di 32 anni sono cambiate le generazioni, è cambiata la pallavolo, è cambiato il ruolo dello stesso Velasco, passato dalla Nazionale maschile a quella femminile. Ma alcuni libri sono rimasti sul suo scaffale.
Da Damiano Pippi a Carlotta Cambi, da Andrea Gardini a Paola Egonu, da Ferdinando De Giorgi a Myriam Sylla, da Aristo Isola a Linda Nwakalor.
Trentadue anni dopo, Velasco continua a portare i suoi libri nello spogliatoio dell’Italia.











