TORINO – Sta bene, si gode l'Europeo in casa e guarda al quarto di finale contro la Finlandia con la consapevolezza di chi ha attraversato molto più di una semplice stagione sportiva. Gianluca Galassi racconta il momento dell'Italia, il rapporto con gli altri centrali azzurri e soprattutto il cambiamento personale vissuto negli ultimi anni.
Sulle sue condizioni: "Sto bene, molto bene. Sono felice di poter vivere queste emozioni insieme ai miei compagni".
L'Italia sta affrontando l'Europeo con tre centrali e un reparto degli schiacciatori allargato anche per accompagnare il recupero di Alessandro Michieletto: "Per noi centrali c'è un po' di lavoro extra. Per fortuna soprattutto a Firenze Truocchio è venuto a darci una mano. Adesso, entrando nella fase della competizione, il ritmo cambia. È stata una scelta dettata da diverse situazioni e quello che possiamo fare noi è farci trovare pronti quando veniamo chiamati in causa".
Sul ritmo particolare di una manifestazione come l'Europeo: "Quando sei in competizione vivi in un turbine di emozioni. Continui a pensare a quello che sarà, a quello che stai facendo e a come stanno andando le cose. Però siamo abituati: durante l'estate viviamo così tra VNL, Mondiali ed Europei".
Anche le giornate senza gara vengono utilizzate per sistemare i dettagli: "Facciamo pesi, lavoriamo con la palla e cerchiamo di allenare quello che magari non sta funzionando perfettamente durante le partite, per presentarci il più pronti possibile quando si torna in campo".
Galassi è diventato, quasi paradossalmente, il più esperto tra i tre centrali azzurri: "Cerco di aiutare gli altri due dove posso. Sono due centrali di altissimo livello, quindi a volte è difficile anche per me trovare qualcosa da dire. Però quando vedo una situazione nella quale posso dare una mano provo a farlo".
Su Giovanni Sanguinetti e Pardo Mati: "Stanno facendo vedere quello che avevano già mostrato durante il campionato e sono sbocciati. Non posso che essere felice per loro".
Le caratteristiche differenti del reparto rappresentano una risorsa: "Siamo intercambiabili, un po' come gli schiacciatori. Stiamo avendo tutti spazio e stiamo giocando a un livello molto alto. In questo Fefè è bravo a utilizzarci e alternarci a seconda di quello che serve".
Sul quarto di finale contro la Finlandia: "Non l'abbiamo ancora studiata nel dettaglio, però mi aspetto una partita tosta e difficile. Abbiamo visto cosa sono riusciti a fare al Mondiale, sappiamo di cosa sono capaci e conosciamo anche alcuni giocatori che hanno giocato in Italia".
Galassi richiama soprattutto il peso della partita: "È un quarto di finale e dobbiamo viverlo come tale, con tutte le difficoltà, ma anche con tutto quello che c'è di bello ed emozionante nel giocarlo in casa. Credo che siamo pronti per affrontarlo e fare bene".
Questo Europeo ha per lui un significato particolare: "Me lo sto godendo. Dopo aver risolto tutto avevo due pensieri: tornare a giocare con Piacenza e riuscire a vivere questo Europeo in casa. La cosa bella è che ho potuto giocare gran parte di queste partite a Modena, in un palazzetto per me importante. L'affetto delle persone è meraviglioso e sono grato e felice di quello che sto vivendo".
Poi il passaggio più personale, sul cambiamento maturato dopo la malattia: "Sicuramente ho iniziato a vedere la vita in maniera diversa. Un tumore ti cambia, ti fa guardare le cose con occhi differenti".
Galassi lega questo percorso anche alla paternità: "Non so se esista davvero un Galassi 1 e un Galassi 2 post malattia. Però la combinazione tra una cosa molto brutta, la malattia, e una cosa bellissima come avere un figlio ti stravolge il mondo. Cambia il modo in cui guardi le cose e il modo in cui vivi".
Anche le priorità quotidiane sono cambiate: "Magari un paio di anni fa mi sarei arrabbiato per certe cose che oggi lascio correre. È sicuramente un modo diverso di vivere la vita. Sono cambiato, non so se in meglio o in peggio: quello dovrebbero dirlo le persone che mi stanno vicino. Però il cambiamento c'è stato".








