Europei Femminili | 31 agosto 2026, 19:16

Europei Femminili: Antropova dopo la Bulgaria, "Se posso aiutare la squadra sono felice. Sto ancora imparando"

Redazione Volleyball.it

Ekaterina Antropova racconta la continua evoluzione nel nuovo ruolo di schiacciatrice dopo il 3-0 dell'Italia sulla Bulgaria negli ottavi di finale. L'azzurra parla del lavoro con Alessia Orro, del sacrificio richiesto dal cambio di ruolo e dei tanti aspetti ancora da migliorare: "Quando smetto di pensare troppo, gioco meglio".

Europei Femminili: Antropova dopo la Bulgaria, "Se posso aiutare la squadra sono felice. Sto ancora imparando"

BRNO (Reo.Ceca) – L'Italia supera la Bulgaria per 3-0 negli ottavi di finale degli Europei Femminili 2026 e conquista l'accesso ai quarti. Tra i temi che continuano ad accompagnare il cammino delle azzurre c'è l'adattamento di Ekaterina Antropova al ruolo di schiacciatrice, una soluzione adottata a ridosso della competizione e che sta trovando progressivamente nuovi equilibri.

Intervistata da Edi Dembinski nel dopo gara Rai, Antropova continua ad affrontare questa trasformazione con disponibilità e senza nascondere le difficoltà. "Come dico sempre, se riesco a fare qualcosa che dà una mano alla squadra sono veramente contenta. Negare che sia complicato non avrebbe senso, però anche oggi ho avuto la possibilità di provare più cose. Alcune mi sono riuscite, soprattutto diversi colpi in attacco. C'è ancora tantissimo da migliorare, ma credo che anche questa sia una crescita e alla fine tutto mi servirà".

"Una partita o un allenamento non determinano la giocatrice che sei"

Il percorso nel nuovo ruolo non procede inevitabilmente in maniera lineare. Antropova racconta anche il lavoro mentale necessario per gestire giornate migliori e peggiori. "Ci sono giornate un po' più buone e altre meno. Lavoro molto con la mental coach e una delle cose importanti è ricordarsi che una prestazione o un allenamento non determinano la giocatrice che sei".

Un principio che le permette di affrontare con maggiore serenità un cambiamento tecnico così significativo. Anche il tempo trascorso in campo con Alessia Orro sta contribuendo alla crescita. "Allenarmi e giocare con Alessia sicuramente aiuta. Questo tempo insieme e tutte queste partite ci stanno servendo. Poi ogni avversaria propone muri e sistemi difensivi differenti e quindi bisogna adattarsi continuamente".

L'intesa con Orro: "Funziona meglio quando smetto di pensare"

Il feeling con la palleggiatrice azzurra resta uno degli aspetti centrali del nuovo assetto offensivo. Antropova spiega che la qualità del proprio attacco da posto 4 dipende ancora da molte variabili. "Dipende da quello che riesco a fare, se arrivo in anticipo oppure no. Ci sono tante cose da considerare".

Ma la sensazione è che tutto funzioni meglio quando riesce a liberarsi dagli eccessivi pensieri tecnici. "Secondo me funziona meglio quando smetto di pensare troppo".

Antropova torna quindi al momento in cui le era stato chiesto di cambiare ruolo praticamente senza preparazione specifica. "Contro la Polonia mi era stato chiesto quella mattina di giocare in posto 4. Avevo pensato: è un mese e mezzo che non mi alleno in questo ruolo, quindi i presupposti sono ottimi... A quel punto quello che riesco a fare va bene".

Ora l'obiettivo è ritrovare quella stessa libertà mentale. "Sto cercando sempre di più quella dimensione nella quale non penso alle cose tecniche, ho la mente libera e provo semplicemente a fare. Se qualcosa riesce, benissimo. Ci tengo a fare del mio meglio e se riesco anche a crescere giorno dopo giorno sono soltanto contenta".

Contro la Bulgaria anche nuovi colpi in attacco

Il margine costruito dall'Italia durante la partita ha consentito ad Antropova di sperimentare alcune soluzioni offensive differenti. "Siamo state brave a mettere la Bulgaria sotto pressione e a fare molto bene le nostre cose. Il distacco mi ha permesso anche di provare alcuni colpi che normalmente utilizzo meno".

In particolare, Antropova ha cercato di ampliare le proprie direzioni d'attacco. "Ho provato a passare maggiormente in parallela e a cercare soluzioni diverse, senza affidarmi soltanto alla diagonale stretta, che resta sicuramente il mio colpo di sicurezza".

"È davvero un lavoro di squadra"

Antropova tiene però a condividere i meriti con le compagne, chiamate anch'esse a modificare alcuni automatismi per accompagnare il suo nuovo ruolo.

"I complimenti devo girarli anche alle mie compagne, perché non è semplice neanche per loro". Il riferimento va in particolare a Orro e al lavoro della seconda linea.

"Alessia ha recuperato dei palloni incredibili dalle mie ricezioni, anche quando erano molto staccate o schizzavano via. Le altre ragazze devono attaccare più palloni alti e in ricezione devono coprire più campo rispetto al solito".

Per questo, insiste Antropova, quanto sta funzionando non può essere considerato il risultato di un percorso individuale. "È proprio un lavoro di squadra. Faccio davvero tanti complimenti anche a loro e speriamo di continuare così".

"Sacrificio? Deve essere ripagato dalla gioia"

Nel corso dell'intervista, Antropova viene invitata anche a riflettere sul significato della parola sacrificio, inevitabilmente legata alla disponibilità mostrata nell'accettare un cambio di ruolo così importante. La risposta va oltre il semplice aspetto sportivo.

"Il sacrificio porta via energie, ma credo che il nostro lavoro sia in gran parte anche questo. Allo stesso tempo, però, ci dà tantissima gioia".

Per Antropova è proprio l'equilibrio tra fatica e gratificazione a dare un senso agli sforzi. "Quando queste due cose non sono più bilanciate, secondo me bisogna chiedersi se abbia ancora senso continuare. Se qualcosa richiede tanti sacrifici e non viene più ripagato, diventa difficile. Per il momento, comunque, non mi lamento".

Ora i quarti: Repubblica Ceca o Svezia

Con la qualificazione acquisita, l'Italia attende ora di conoscere l'avversaria dei quarti di finale tra Repubblica Ceca e Svezia.

Antropova non nasconde che seguirà la partita. "La guarderei perché mi interessa, anche semplicemente perché è bella pallavolo e non abbiamo niente da fare. Poi una delle due sarà la nostra prossima avversaria".

Entrambe rappresentano comunque insidie già conosciute dalle azzurre. "Giocare contro la Repubblica Ceca in casa è sempre difficile, l'abbiamo incontrata durante la VNL. La Svezia invece l'abbiamo affrontata qualche partita fa. Sarà comunque una partita diversa, soprattutto per il peso che avrà".

E sulla possibile nuova sfida con Isabelle Haak, Antropova chiude sorridendo: "Spero che Bella non batta il suo record".