MACERATA - Prima delle promozioni e dei campionati nazionali, ci furono un campetto a Colleverde e alcuni genitori decisi a offrire ai figli un luogo in cui giocare. La Pallavolo Macerata celebra il 3 novembre i 42 anni di un percorso iniziato nel 1984 con la Polisportiva Montalbano Colleverde. A riannodare i fili di quella storia è uno dei fondatori, Arturo Angelozzi.
"La società l’ho fondata io, Adrio Giacomini e principalmente un altro socio, ma ora sono l’unico sopravvissuto", ricorda Angelozzi. Il punto di partenza non era la ricerca di un risultato di prestigio, ma un'esigenza concreta delle famiglie del quartiere.
"L’idea è nata per far giocare i nostri figli. Siamo partiti veramente in un campetto dietro la sede storica della società a Colleverde. Ci era venuto in mente di provare a creare un ambiente sano per loro e iniziammo con un campionato giovanile nel nostro quartiere".
Quel primo impegno fu un campionato Under 15. L'attività della polisportiva comprendeva anche un gruppo di cicloturismo: lo sport era quindi un'occasione di incontro e partecipazione, oltre che di allenamento e competizione. Con il tempo si sviluppò il settore giovanile e arrivarono nuovi passaggi nell'organizzazione della società.
Nel 1990 l'integrazione dell'Arena Volley segnò una tappa della crescita. Il cammino proseguì attraverso la Montalbano Arena, fino all'adozione del nome Pallavolo Macerata nell'ottobre 2017, rafforzando l'identificazione con la città. Denominazioni e categorie cambiarono, mentre il lavoro sul territorio continuò ad accompagnare l'attività sportiva.
Le promozioni portarono dalla Serie C alla B1 tra il 2014 e il 2015, in un percorso che comprese la vittoria del campionato di C e della Coppa Marche e il passaggio in B2. Nel 2018 arrivò l'approdo in Serie A2; nel 2024 il ritorno nella seconda categoria nazionale, al termine di una stagione di A3 conclusa con il successo a Mantova.
Oggi Angelozzi segue con interesse la squadra guidata da coach Giannini e il lavoro di chi porta avanti il progetto. La possibilità di essere presente è diminuita, non l'attenzione per la società e per le persone che le dedicano tempo.
"Non riesco purtroppo molto a partecipare per motivi di salute che non mi permettono di essere molto attivo, ma vedo una buona attività, parecchi ragazzi e genitori che si danno da fare con estrema efficienza e passione".
Il ricordo delle origini si intreccia così con quello delle promozioni: un'attività iniziata per stare insieme è diventata un legame duraturo, alimentato dai progressi del club e dalle soddisfazioni raccolte sul campo.
"All’inizio devo ammettere che era solamente un passatempo, ma poi una passione autentica che ancora oggi mi scorre nel sangue. Specialmente poi quando la società è progredita, con tutte le promozioni e le gioie provate".











