Superlega | 03 novembre 2026, 19:08

Calendari FIVB, Sirci replica a Swiderski: "I giocatori non sono limoni da spremere"

Redazione Volleyball.it

Gino Sirci risponde al presidente della Federazione polacca Sebastian Swiderski sul nuovo calendario internazionale 2028-2032. Il patron di Perugia contesta l'idea che lo spazio per i club possa diventare più ampio e rilancia: "I giocatori sono il capitale delle società, vanno tutelati. Trenta club europei sono già contrari a questa proposta".

Calendari FIVB, Sirci replica a Swiderski: "I giocatori non sono limoni da spremere"

PERUGIA – La battaglia sul calendario internazionale 2028-2032 continua e Gino Sirci risponde direttamente a Sebastian Swiderski, presidente della Federazione polacca, intervenuto dopo le dichiarazioni della scorsa settimana del patron di Perugia.

La video intervista

Sirci parte da un punto sul quale, almeno in linea generale, riconosce una convergenza: la tutela della salute dei giocatori. Ma proprio da qui rilancia la propria critica alla proposta FIVB.

"Penso che il presidente Swiderski, i club polacchi e anche quelli italiani debbano comportarsi prima di tutto come buoni padri di famiglia. Questi giocatori li stiamo spremendo troppo, quasi come limoni".

"Lo spazio per i club non aumenta"

Sirci contesta in particolare l'idea che il nuovo calendario possa allungare il periodo a disposizione dei club.

"Non mi venga detto che il campionato sarà più lungo. Nel quadriennio 2028-2032 lo spazio dedicato ai club sarà di 33 settimane nel primo anno, 36 nel secondo, 31 nel terzo e 31 nel quarto".

Secondo il presidente di Perugia, quindi, le società continueranno a essere fortemente penalizzate: "I club non possono accettare un calendario di questo tipo, imposto dalla FIVB, che è anche un concorrente diretto dei club".

"I giocatori sono il capitale delle società"

Sirci invita poi le società polacche a valutare il problema soprattutto dal punto di vista economico e patrimoniale.

"I club devono considerare che il loro asset, il loro capitale, sono i giocatori che hanno sotto contratto".

Il rischio degli infortuni, sottolinea, ricade direttamente sulle società: "Se succede qualcosa a un giocatore, se si infortuna, poi viene a chiedere lo stipendio al club, non alla Federazione. Sono i club che ne rispondono economicamente".

Da qui la necessità, secondo Sirci, di gestire diversamente i carichi: "I giocatori devono essere risparmiati e gestiti. Trentatré settimane così intense, con in mezzo viaggi e competizioni internazionali, possono diventare pericolose anche dal punto di vista dello stress psicologico".

Il presidente porta anche l'esempio del campionato polacco, che immagina ancora più complesso se disputato con 14 squadre: "Avrebbero quattro partite in più rispetto a noi e sarebbero costretti a giocare praticamente ogni quattro giorni".

"Trenta club europei sono con noi"

Sirci conferma che, fino a questo momento, le società polacche non hanno aderito al fronte di opposizione che sta cercando di costruire. "Abbiamo contatti con trenta club europei che hanno aderito alla nostra idea di opporsi a questo calendario, anche valutando il tema della disponibilità dei giocatori".

I club polacchi, invece, per ora non fanno parte di questo gruppo: "Secondo me devono ancora guardare bene il calendario. Io li invito a farlo con attenzione".

Sirci cita quindi la posizione italiana: "In Italia non sono contrari soltanto i club maschili e femminili. Anche il presidente federale Giuseppe Manfredi si è opposto a questo nuovo calendario perché lo considera penalizzante anche per l'attività delle Nazionali".

La conclusione è netta: "Questo calendario non va bene ai club, ai giocatori, agli allenatori, agli sponsor e neppure alla Federazione italiana".

"Vogliamo creare un blocco europeo"

Il passo successivo sarà provare a trasformare le adesioni raccolte in una vera opposizione coordinata. "Vogliamo unirci con questi club europei e creare un blocco contro questo provvedimento".

Sirci continua a vedere nella componente economica la principale ragione della riforma: "Secondo il mio punto di vista tutto questo viene fatto soprattutto per una questione di soldi".

E utilizza un'immagine particolarmente dura: "Se facciamo passare l'idea che la pallavolo sia diventata soltanto una macchina per fare soldi, diamo un'immagine molto brutta. Questa macchina rischia di diventare una slot machine che alla fine farà perdere tutti".

Il possibile no dei giocatori

Resta aperto anche il tema più delicato: cosa potrebbero fare gli atleti qualora il calendario venisse approvato.

Sirci ritiene che il confronto sia già iniziato: "I giocatori stanno ragionando con i procuratori e con i loro rappresentanti. Dopo la nostra conferenza stampa ho visto reazioni spontanee e, parlando con gli atleti, non ne trovo uno favorevole a questo calendario".

Il problema, secondo il patron di Perugia, resta lo stesso: troppo lavoro e troppo poco recupero.

"Si lavora troppo e non si riposa mai. Le settimane restano quelle, ma invece di avere una stagione ordinata bisogna andare magari a Ningbo, Barcellona, negli Stati Uniti o in Sud America, con tutti i viaggi che questo comporta".

La soluzione proposta da Sirci è mantenere una separazione netta tra le due attività: "Facciamo come abbiamo sempre fatto: prima la stagione dei club, la si porta a termine, poi inizia quella delle Nazionali. Secondo me è molto più organico".