Superlega | 02 novembre 2026, 16:53

Calendario FIVB: Świderski difende la riforma e risponde a Sirci

Redazione Volleyball.it

Il presidente della federazione polacca sostiene il progetto per il ciclo 2029-2032: più settimane per i club e attività delle nazionali distribuita nell’anno. Restano punti da correggere e il nodo della salute degli atleti.

Sebastian Świderski, presidente della PZPS

Sebastian Świderski, presidente della PZPS

POLONIA - Sul nuovo calendario FIVB arriva una voce di segno diverso rispetto alla protesta dei club italiani. Sebastian Świderski, presidente della federazione polacca, conferma il proprio sostegno alla proposta e replica alle obiezioni di Gino Sirci: per il numero uno della PZPS la discussione deve tenere insieme gli interessi delle società e quelli dell’intera pallavolo, senza fermarsi al punto di vista di una singola lega.

Secondo le indicazioni polacche il progetto descritto per il ciclo 2029-2032, successivo ai Giochi di Los Angeles, sarebbe ancora oggetto di consultazione. L’ipotesi prevede lo spostamento delle competizioni per nazionali che assegnano i titoli in una finestra invernale, fra dicembre e gennaio, lasciando alla VNL lo spazio estivo. Sarebbe un cambiamento rispetto alla separazione fra stagione dei club e attività delle rappresentative concentrata d’estate.

La replica a Sirci: Guardare oltre il singolo club

Świderski in una inrtervista rilasciata a Damian Gołąb  sul portale polacco Interia Sport non nega il diritto del presidente di Perugia di contestare la proposta, ma rifiuta che quella posizione venga considerata rappresentativa di tutto il movimento: "Il presidente Sirci guarda attraverso il prisma del proprio club. Sostiene che i maggiori ascolti della pallavolo si registrino a Natale. Può darsi. Non nego al presidente Sirci il diritto di avere una propria opinione su questo tema, ma va sottolineato che non ogni voce, per quanto autorevole, è la voce dell’intero ambiente e di tutte le leghe. Dobbiamo guardare globalmente, non individualmente".

Le giuste preoccupazioni italiane riguardano soprattutto l’interruzione dei campionati nel cuore della stagione. Sirci teme una perdita di pubblico, sponsor e risorse, con un progressivo indebolimento delle società, e ha lanciato l’appello #NoClubsNoVolley. Alla questione economica si aggiunge quella sportiva: Angelo Lorenzetti richiama il rischio di infortuni, mentre Kamil Semeniuk sottolinea le difficoltà di preparazione fisica e mentale in un programma già molto fitto.

La posizione polacca: Più spazio per l’attività

Il presidente della PZPS legge invece nella riforma una possibilità di distribuire meglio gli impegni: "Il nostro ambiente ha detto che questa è una versione migliore del calendario. Forse non tutto, perché c’è sempre qualcuno che ha una propria opinione e guarda alle proprie esigenze anziché a quelle dell’intera disciplina. Sostengo questo progetto perché i club avranno più possibilità".

Nel suo ragionamento pesano i lunghi periodi senza attività: gli atleti delle nazionali possono restare lontani dai club per cinque o sei mesi, mentre le rappresentative maggiori, terminati gli impegni di settembre, restano poi ferme fino alla fine di maggio. Una diversa suddivisione dell’anno, sostiene Świderski, potrebbe rendere più continua la presenza di entrambe le componenti.

La sua risposta ai dubbi sui tempi di preparazione passa anche dai numeri: "La domanda per chi si oppone a questo progetto è: si è davvero concentrato sul calendario e ha letto attentamente la proposta? Se qualcuno dice che dopo la nazionale non avrà tempo per prepararsi, sta leggendo male questo calendario. Oggi abbiamo il problema di un calendario limitato a 29-30 settimane e dobbiamo giocare il mercoledì. Con il nuovo progetto abbiamo 35 settimane. Bisogna parlarne all’interno del movimento e spiegare i dettagli del calendario, magari indicare come utilizzarli. Vedo che questo progetto viene letto in modo binario, ma non è esattamente così".

Secondo l’ipotesi illustrata, la stagione di lega terminerebbe nella seconda metà di maggio e la successiva potrebbe cominciare già alla fine di agosto. Świderski si aspetta obiezioni da parte degli allenatori, ma ritiene che una pausa estiva più breve permetterebbe di ripartire da una condizione diversa rispetto a quella successiva a una lunga interruzione.

Il suo sostegno non è però incondizionato. Uno dei punti che cambierebbe è il Mondiale per Club, che preferirebbe all’inizio della stagione anziché alla fine: "Questo calendario ha alcuni difetti sui quali bisogna lavorare; per noi, però, sembra migliore per la suddivisione dell’attività fra nazionale e club".

Bednaruk: Due motori per la crescita della pallavolo

Anche Jakub Bednaruk, ex giocatore e allenatore e oggi opinionista di Polsat Sport, si esprime prevalentemente a favore del cambiamento, pur riconoscendo gli interessi delle società: "I club difenderanno il proprio mercato e i propri contratti. È naturale. Ma grazie allo sviluppo della pallavolo in tutto il mondo anche i club hanno più denaro. Il sistema si alimenta in entrambe le direzioni: la pallavolo mondiale è trainata da due motori, non soltanto dai club. Io sono favorevole al 70 per cento e contrario al 30".

Bednaruk vede nella pausa anche una possibile occasione per disciplinare meglio il mercato, introducendo una finestra dedicata alle trattative, sul modello del calcio. È una soluzione da lui auspicata, non una regola già approvata. Ricorda inoltre il peso di mercati come Turchia e Giappone, che indica fra i sostenitori del cambiamento, e invita a non liquidare subito la proposta con un giudizio definitivo.

Il punto comune da tutelare: La salute degli atleti

Per Świderski, qualunque eventuale riforma richiederebbe comunque un confronto più stretto fra tutte le parti: "Bisogna tenere la situazione sotto controllo, ma ognuno dovrebbe sedersi a studiare questo calendario e approfondirlo seriamente. È certo che, se il nuovo sistema entrerà in vigore, sarà necessaria una collaborazione ancora migliore tra club, leghe e federazioni. Bisognerà conciliare gli interessi di tutti e, soprattutto, ascoltare e prendersi cura della salute delle giocatrici e dei giocatori".