TORINO – Un debutto da ricordare. Per Enzo Barbaro, alla prima Coppa Italia da amministratore delegato della Lega Pallavolo Serie A Femminile, il bilancio dell’edizione 2026 è chiaro: sold out, record di pubblico per una partita di club femminile e un segnale forte sul futuro del movimento.
“È una soddisfazione enorme,” ha spiegato Barbaro. “Abbiamo costruito questo evento in pochissimo tempo: la decisione è arrivata appena due mesi fa e all’inizio c’era anche un po’ di timore. Poi ci siamo detti: se non lo facciamo adesso, quando?”
La scommessa Torino
La scelta dell’Inalpi Arena non è stata casuale, né semplice. “E' il momento d’oro della pallavolo italiana,” ha proseguito Barbaro, “e Torino, con tutto quello che questo impianto rappresenta in termini di visibilità e prestigio, era la location migliore possibile. È stata una scommessa importante anche dal punto di vista economico, ma completamente ripagata.”
Due giorni di pubblico esaurito, entusiasmo costante e un dettaglio che ha colpito più di ogni altro l’AD della Lega: “Non mi era mai capitato di vedere il palazzetto pieno anche durante le premiazioni. Significa che la gente aveva fame di volley, voleva restare fino all’ultimo istante. Abbiamo colto nel segno.”
Immagine, contenuti e futuro della Lega
Barbaro ha poi allargato lo sguardo al lavoro svolto dalla Lega nei giorni della Final Four. “La copertura è stata straordinaria: il lavoro sui contenuti, sugli influencer, sulla comunicazione digitale. Stiamo già dando un’immagine chiara di quello che vuole essere il futuro della Lega Pallavolo Serie A Femminile.”
Un futuro che passa anche dalla competitività internazionale del campionato italiano. “Mantenere questo livello è fondamentale: aiuta i club, aiuta a trattenere le grandi atlete in Italia. Il nostro è il campionato più bello del mondo e deve continuare ad esserlo.”
“Ora camminiamo con le nostre gambe”
Non meno significativo il valore organizzativo dell’evento, il primo gestito direttamente dalla Lega dopo anni di partnership con società che in questo fanno scuola. “È vero, questa è stata una delle prime grandi manifestazioni costruite interamente da noi,” ha spiegato Barbaro. “Abbiamo una struttura più solida, un’agenzia che ci supporta, ma l’evento lo pensiamo e lo realizziamo noi. Questo cambia il coinvolgimento e dà una soddisfazione enorme.”
La chiusura è già una dichiarazione di intenti: “È il momento di correre con le nostre gambe. Farlo subito in un contesto così importante ci ha dato un segnale chiaro: possiamo farcela e possiamo continuare su questa strada.”










