Superlega | 08 febbraio 2026, 14:00

Del Monte Coppa Italia: Soli, "servono umiltà e attaccamento al fare" dopo il 3-0 su Perugia

Luca Muzzioli

L'urlo di Fabio Soli

L'urlo di Fabio Soli

BOLOGNA – Dopo il netto successo in semifinale contro Sir Susa Scai Perugia, Fabio Soli analizza una prestazione costruita sull’equilibrio dei fondamentali e sulla capacità di tenere alto il livello contro una delle squadre più vincenti degli ultimi anni. Il tecnico di Verona guarda già avanti alla finale, chiedendo alla sua squadra continuità mentale, umiltà e concentrazione sul “fare”.

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Coach, che peso hanno avuto quei numeri iniziali, dai muri alle percentuali offensive? "È stata una semifinale di Coppa Italia contro una delle squadre che negli ultimi tre-quattro anni ha vinto molto più di quanto abbia lasciato sul campo in partite come questa. Per competere a questi livelli devi fare cose molto buone, tenere altissimi i tuoi punti di forza, che per noi sono la battuta e l’attacco. Poi devi provare a portare il più in alto possibile, per le capacità che abbiamo, muro, difesa e ricezione, che di solito non ci vengono benissimo perché siamo più votati ad altri fondamentali."

Quindi la chiave è stata la completezza della prestazione? "Le partite come queste le vinci giocando un po’ dappertutto molto bene. Oggi siamo riusciti a farlo. Anche perché incontravamo una Perugia che sapevamo essere in grande forma, probabilmente la più in forma di tutte in questo momento, reduce da una striscia di vittorie molto lunga."

Ora la finale: c’è una favorita? "Complimenti ai ragazzi, ma adesso non voglio sentire parlare di favoriti. È una finale contro una squadra molto abituata a giocarle, che conosco molto bene e con cui ho esperienza diretta, anche per i tanti giocatori protagonisti dall’altra parte del campo. Sono capaci di trovare grandi risorse nei momenti di difficoltà."

Si aspetta una partita ancora più complicata? "Sì, mi aspetto una partita, se possibile, ancora più complessa di quella di oggi. Ci saranno pensieri nella testa di alcuni giocatori che non hanno grande esperienza in questi eventi e voglio che quei pensieri siano simili a quelli di oggi: grande umiltà e attaccamento al fare. È questo che, secondo me, ci ha permesso di performare."

Che tipo di lavoro avete fatto dopo la sconfitta con Civitanova? "Penso che tanti discorsi vadano fatti dentro quel quadrato che ci permette di migliorarci quotidianamente. Non ne abbiamo fatti tantissimi. Abbiamo perso contro una squadra che ha giocato benissimo: Civitanova ha fatto una partita molto importante in casa nostra. Veniva da un periodo non semplice e noi ci siamo semplicemente ritrovati in palestra."

Su cosa vi siete concentrati in settimana? "Abbiamo lavorato su alcuni dettagli che proviamo a migliorare dall’inizio dell’anno. Abbiamo cercato di capire cosa fosse necessario per la partita di oggi e nello spogliatoio ci siamo detti di entrare in campo provando a collegare i nostri desideri con quello che poi è l’essere dentro al campo, cioè il nostro fare."

È innegabile che l’intensità di questa semifinale sia stata superiore all’altra. Come si gestisce il confronto con una squadra costante come Trento? "È vero: la costanza è una loro caratteristica, l’incostanza una nostra. Dobbiamo semplicemente riposare, resettare, recuperare tutte le energie possibili e tornare in campo con un’umiltà gigantesca, da squadra che questi momenti non li ha ancora vissuti come il nostro avversario, Itas Trentino. Poi provare di nuovo a dare tutto quello che abbiamo, con le nostre imperfezioni, con il nostro sorriso e con la nostra energia."