Superlega | 23 marzo 2026, 15:28

After Hours: Da Verona-Milano a Modena-Piacenza, la Superlega entra nel vivo. E in A2 occhio ai playoff

Redazione Volleyball.it

After Hours: Da Verona-Milano a Modena-Piacenza, la Superlega entra nel vivo. E in A2 occhio ai playoff

MODENA – La 22ª puntata di After Hours – La SuperLega di notte ha accompagnato il momento più caldo della stagione, tra gara 3 e gara 4 dei quarti di finale playoff di Superlega e il rush finale della Serie A2. Una serata ricca di spunti, tra verdetti già emessi, serie ancora aperte, infortuni, giovani in crescita e un campionato che si avvicina alle sue settimane decisive.

Il quadro dei playoff di Superlega si è definito solo in parte. Perugia ha chiuso 3-0 la serie con Monza, Verona ha eliminato Milano in gara 4 conquistando la semifinale contro Civitanova, mentre Modena e Piacenza si giocheranno tutto in gara 5 dopo il 3-2 gialloblù in Emilia. Ed è proprio da qui che è partito il racconto della trasmissione.

Tra i primi ospiti, Gabriele Di Martino e Matteo Staforini, protagonisti della serie tra Milano e Verona. Di Martino ha riconosciuto con onestà il valore degli avversari: “Ieri ha meritato Verona, hanno fatto meglio e hanno meritato anche di andare in semifinale”. Il centrale milanese ha spiegato come la squadra abbia pagato anche la stanchezza accumulata in una stagione segnata da continui problemi fisici: “Giocando ogni tre giorni è normale che accumuliamo un tipo di stanchezza, soprattutto avendo un roster diminuito quest’anno”. Da qui anche il lungo elenco degli infortuni che hanno accompagnato la stagione di Milano, da Rotti a Otsuka, passando per Fernando Kreling e altri stop che hanno ridotto le rotazioni disponibili.

Sull’altro fronte, Matteo Staforini, premiato MVP di gara 4, ha insistito sull’approccio mentale di Verona: “Sapevamo che il pericolo poteva essere veramente alto” e per questo la squadra aveva chiesto a se stessa “un focus ancora maggiore”. Il libero ha sottolineato anche la crescita in una fase non sempre considerata il punto forte degli scaligeri: “Sono contento di quello che abbiamo messo in campo anche in una fase che di solito non è un nostro forte, che è quella della fase break muro-difesa”. Una crescita che, secondo lui, è stata determinante contro una Milano capace di far emergere anche i difetti degli avversari.

Il tema dei giovani è tornato più volte anche parlando proprio dei lombardi. Di Martino, riferendosi a Tommaso Ichino, ha detto chiaramente: “Penso sia veramente molto futuribile”, riconoscendogli qualità importanti ma anche la necessità di accumulare esperienza. La riflessione si lega a quella già espressa nelle ultime ore dalla dirigenza milanese, convinta che alcuni elementi del vivaio meritino maggiore attenzione anche in prospettiva azzurra.

La trasmissione ha poi dato spazio a Trento con Nicola Pesaresi, chiamato a raccontare una stagione resa durissima dagli infortuni. Il libero ha scelto un termine più misurato rispetto a quello usato da Bruno Da Re, ma il senso è rimasto simile: “È stata una stagione intensa per via di tanti infortuni”. Pesaresi ha però ricordato anche ciò che di buono è stato fatto nella prima parte dell’anno: “Nel girone d’andata abbiamo fatto davvero bene e forse anche sopra alle nostre aspettative”. Sulle condizioni di Daniele Lavia e Alessandro Michieletto, il quadro resta prudente: Lavia è rientrato ma ha poi accusato un problema agli addominali, mentre per Michieletto servirà ancora tempo per verificare l’evoluzione della microfrattura.

In collegamento è arrivato poi Ninni De Nicolo, dirigente di Piacenza, che ha parlato a poche ore da una settimana delicatissima, divisa tra semifinale europea e gara 5 contro Modena. De Nicolo ha confermato di essersi aspettato una serie lunga: “Secondo me sarebbe stata una serie molto lunga e così è stato”. Ma il suo intervento si è allargato anche al mercato internazionale e alla concorrenza sempre più dura con l’estero. Il dirigente biancorosso ha spiegato che oggi la pressione arriva da diversi paesi, con un distinguo preciso: il Giappone viene percepito come più rispettoso dei contratti, mentre altri contesti, in particolare la Turchia, stanno investendo cifre elevatissime. Sul fronte sportivo, De Nicolo ha ribadito di credere molto nel percorso di alcuni giovani, ricordando anche come su Mandiraci la società avesse puntato già da tempo.

Il racconto di Modena-Piacenza è stato completato dall’intervento di Jacopo Massari, che ha descritto un gruppo felice ma lucido dopo la vittoria in gara 4: “Siamo sicuramente molto contenti della vittoria perché oggi era dentro-fuori”, ma con la consapevolezza che tutto si deciderà soltanto nella prossima sfida. Massari ha spiegato che nel tie-break la squadra è stata brava a cancellare il brutto finale del quarto set e a ripartire come se fosse una finale nella finale: “Siamo stati molto bravi nel quinto a dimenticarci un po’ tutto e partire come se fosse veramente per noi una piccola finale”. Sul piano tecnico ha confermato che uno dei temi decisivi della serie è la gestione dell’attacco con palla staccata da rete: “Chi riesce a fare cambio palla subito sicuramente poi riesce a stare attaccato”.

Dalla Serie A2 sono arrivati i contributi di Riccardo Goi di Ravenna e Matteo Pedron di Macerata. Goi ha raccontato il successo sofferto sul campo di Fano come una vittoria utile anche in prospettiva playoff: “È importante sicuramente abituarsi a questo tipo di partite anche per i playoff”. Parlando dell’identità di Ravenna, ha confermato che il club resta una tappa importante per la crescita dei giovani: “È un posto dove comunque si lavora bene, tranquilli, dove si fanno le cose come devono essere fatte”. E su Manuel Zlatanov il giudizio è stato netto: “È un ragazzo raro”, soprattutto per la testa con cui sta affrontando questa fase della carriera. Pedron, invece, ha chiarito subito che Macerata non si accontenta della semplice qualificazione: “Partecipare non ci si accontenta”.

Nel finale, interrogato sulle possibili finaliste di A2, Goi ha indicato Pineto e Prata di Pordenone, pur avvertendo che nei playoff potrebbero non mancare sorprese, soprattutto su campi tradizionalmente difficili come Macerata o Lagonegro.