Time Out SuperLega va in onda dalle ore 21 sulle home page di Targatocn.it, La Voce di Alba.it e Volleyball.it, oltre che sulle rispettive pagine Facebook e sui canali YouTube di Volleyball.it e Targatocn. Una serata da non perdere per tutti gli appassionati della grande pallavolo italiana.
Lavia, voto MVP.
Rientro con numeri subito importanti: 14 punti in attacco al 41% e 4 muri. In più si prende anche il titolo di MVP. Segnale positivo, perché torna a incidere senza bisogno di giri lunghi. Belle notizie.

Verona, voto Oro.
Dopo la Coppa Italia, il ritorno in campionato è anche un colpo d’occhio: look stravagante, tra biondo e platino, che sembra più un “biondo d’oro”. D’oro come la medaglia appena messa al collo in Coppa e, soprattutto, d’oro come il momento: perché oggi, per stato di forma e solidità, questa squadra dà davvero l’idea di poter essere anche la favorita per lo scudetto. p.s. Al calvissimo Soli è andata bene...

Padova e Cisterna, voto scommesse vinte.
Hanno puntato su giovani titolari, scegliendo una strada che comporta sempre una quota di rischio. Per Padova è quasi una linea identitaria, per Cisterna anche una necessità di bilancio. Alla fine il risultato è doppio: salvezza raggiunta e giocatori valorizzati sul campo, con minuti veri e responsabilità reali.

Grottazzolina, voto favola finita.
Dopo due anni in Superlega arriva la retrocessione in A2: i marchigiani lasciano il massimo campionato al termine di una stagione travagliata. L’assenza di un bomber di peso stabile (Petkovic) è costata cara e, alla resa dei conti, i numeri raccontano un’annata sempre in affanno: muri, ricezioni perfette, saldo attacchi vincenti, con le principali voci statistiche rimaste in negativo, tutte cifre in rosso.
CEV, voto Fax...
Due settimane (e passa) di “sito ufficiale” fuori gioco proprio mentre si stanno giocando i turni decisivi per la qualificazione ai playoff della coppa principale: un disservizio che, in un contesto tipo Champions League di calcio o Eurolega di basket, farebbe rumore e aprirebbe un caso. Qui invece si va avanti come se nulla fosse: il paradosso è che chi pretende standard e requisiti dai club, in questa fase, sembra non riuscire a garantirli nemmeno a sé stessa.











