ISTANBUL (Turchia) – Nella trasmissione turca Voleybol Nesli, condotta da Emre Yazıcıo con l’ex nazionale Neslihan Demir, il tema “wild card” per la Champions League è tornato al centro della discussione prendendo spunto dal caso Zeren Spor.
Nel corso della puntata, Demir si è soffermata su un’indiscrezione che circola in Turchia: "Zeren avrebbe già una wild card di tre anni, valida per tutta la durata della sponsorizzazione". Da qui il dubbio, posto in modo diretto dalla stessa ex campionessa: se il club di Ankara dovesse qualificarsi sul campo (ad esempio chiudendo la stagione al terzo posto), la wild card verrebbe comunque “attivata” per garantire una squadra turca in più nella competizione?

"Se Zeren finisce terza, quella wild card conta oppure va in Champions comunque come terza? Si attiva la wild card oppure no? Se Zeren si qualifica sul campo, allora la wild card diventa un posto extra per la Turchia, magari per la quarta?" si è chiesta Demir, sottolineando come il meccanismo, visto dall’esterno, appaia poco chiaro. In studio si è arrivati a un’ipotesi di lavoro: nel caso in cui Zeren centrasse la Champions tramite il piazzamento, il “bonus” potrebbe scorrere alla quarta classificata, ma non oltre: "Alla quarta sì, alla quinta niente".
Un passaggio che, però, non riguarda solo la Turchia. Su un tema come quello delle wild card – che incide direttamente sugli accessi alla principale competizione europea – sono particolarmente sensibili tutti i club, compresi quelli italiani, che in questa stagione hanno vissuto da vicino l’impatto delle scelte CEV: in Italia, ad esempio, l’ingresso in Champions League attraverso invito è stato acquisito da Novara.

Il nodo centrale è la percezione di un sistema ancora poco leggibile: se una wild card può diventare un “posto extra” per una federazione nel caso in cui il club invitato si qualifichi anche sul campo, allora la partita non è solo sportiva ma anche regolamentare e politica. Ed è proprio su questo aspetto che, in Europa, molti club – non solo turchi – mostrano perplessità: l’idea delle wild card, secondo diverse società, rischia di alterare l’equilibrio della qualificazione meritocratica e di creare incertezze su chi, e con quali criteri, abbia davvero accesso alla Champions League
La riflessione aperta da Demir ha poi toccato inevitabilmente la corsa europea di club come Eczacıbaşı e Galatasaray, entrambe con ambizioni Champions. "È un caos, un caos davvero strano" ha sintetizzato l’ex campionessa, evidenziando come l’incastro tra qualificazioni sportive e inviti (o wild card) rischi di rendere ancora più complicata la lotta per i posti disponibili.
Nella foto Mustafa-Yigit-Zeren, numero uno dello Zeren











