IRAN - La guerra in Iran travolge anche il mondo della pallavolo. A raccontarlo in prima persona è Luis Elian Estrada Mazorra, giocatore cubano con esperienze anche in Italia (a Modena nelle stagioni 2019/20 e 2020/21), arrivato nel Paese per disputare la parte finale della stagione e ora bloccato tra Iran e Turchia nel tentativo di rientrare in Europa.
La sua vicenda, riportata anche dalla pagina Facebook CubanSp1ke, si intreccia con il conflitto armato che ha portato alla sospensione a tempo indeterminato del campionato iraniano di pallavolo. Estrada, rientrato da un infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi per oltre un anno, avrebbe dovuto unirsi allo Yazd, club in cui in passato hanno militato anche Robertlandy Simón e Javier Concepción. Problemi amministrativi hanno però impedito la definizione dell’accordo, mentre nel frattempo la situazione geopolitica è precipitata.
Nel video pubblicato sui social, il pallavolista descrive una situazione drammatica: "Giuro su Dio, non avrei mai pensato di vivere una situazione del genere nella mia vita."
Il giocatore spiega di trovarsi in una sorta di limbo burocratico: "Non posso passare per la Turchia senza visto e non posso tornare in Iran perché mi hanno già timbrato il passaporto come se fossi uscito dal Paese. Il manager della mia squadra e il mio secondo agente mi hanno detto di provare, perché non avevo nulla da perdere."
Dopo aver lasciato Yazd e raggiunto Teheran, Estrada ha percorso oltre 2.000 chilometri verso il confine turco, con l’obiettivo di arrivare a Istanbul e prendere un volo per Alicante, in Spagna, dove risiede. Ma alla frontiera è rimasto bloccato.
"Stanotte dormirò su questa sedia. Sono più di 24 ore che non dormo. Ho viaggiato più di 20 ore in macchina. Mi sto alimentando con noodles e tè."
L’atleta ha contattato le ambasciate cubane in Iran e in Turchia, in attesa di una lettera ufficiale che possa consentirgli il transito: "Ho bisogno solo di una lettera dell’ambasciata di Cuba in Turchia o in Iran che dica: lasciate passare quest’uomo con questo passaporto, sta scappando dalla guerra in Iran."
Le difficoltà sono anche tecniche: "In Iran non c’è internet per poter fare il visto online."
Il video si chiude con parole che sintetizzano la fatica e la paura di queste ore: "Guardate le occhiaie che ho. Questo non lo merita nessuno, non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico."
In Iran si troverebbe anche José Massó, impegnato con il Paykan di Teheran, ma al momento non risultano aggiornamenti diretti sulle sue condizioni.
La testimonianza di Estrada riporta il volley dentro un contesto in cui la priorità non è più una partita o un contratto, ma la possibilità di attraversare una frontiera in sicurezza e tornare a casa.











