Gara 3 Semifinale - Play Off SuperLega Credem Banca
Rana Verona - Cucine Lube Civitanova 2-3 (25-22, 28-26, 22-25, 19-25, 12-15)
Rana Verona: Vitelli 4, Christenson 3, Mozic 5, Zingel 3, Ferreira Souza 21, Keita 21, D'Amico (L), Planinsic 0, Staforini (L), Sani 8, Bonisoli 0, Glatz 0, Nedeljkovic 12. N.E. Valbusa. All. Soli.
Cucine Lube Civitanova: Boninfante 3, Bottolo 13, Gargiulo 8, Loeppky 17, Nikolov 22, Podrascanin 10, Bisotto (L), D'Heer 0, Orduna 0, Balaso (L), Kukartsev 0, Duflos-Rossi 0. N.E. Hfaiedh, Tenorio. All. Medei.
ARBITRI: Lot, Goitre.
NOTE - durata set: 26', 31', 28', 27', 26'; tot: 138'.
VERONA - Partita lunga, sporca, nervosa. Una di quelle che si spezzano e si ricompongono più volte, fino a diventare una prova di resistenza mentale oltre che tecnica. Alla fine è la Lube a spuntarla, grazie a un muro più solido nel momento giusto, a un gioco più presente al centro e a una maggiore lucidità nei frangenti decisivi. Decisivi anche i numeri: 10 ace a 6 per i marchigiani, mentre dall’altra parte pesano gli eccessivi 31 errori al servizio e 9 in attacco, che hanno tolto continuità e ritmo.
Serata complicata per Keita e Mozic, con Soli che prova a trovare soluzioni alternative inserendo Sani, ma senza stabilità. La Lube, invece, cresce progressivamente nella lettura a muro (13 contro 10) e gestisce meglio i momenti caldi, soprattutto nel finale e al tie-break.
La serie ora si sposta a Civitanova: gara 4 è alle porte, con la Lube avanti 2-1.
I PIÙ - La partita cambia con la crescita a muro della Lube (13 contro 10), fondamentale che indirizza i momenti chiave. Più coinvolto anche il gioco al centro dei marchigiani, che dà equilibrio e soluzioni in più all’attacco. A fare la differenza anche il servizio: 10 ace contro i 6 degli avversari.
I MENO - Serata no per Keita e Mozic, con Soli che prova a tamponare inserendo Sani, ma senza trovare continuità. Pesano tantissimo i numeri: 31 errori al servizio e 9 in attacco, un conto troppo salato per portarsi a casa la partita.
SESTETTO - Soli schiera Christenson-Darlan in diagonale palleggiatore-opposto, al centro Zingel e Vitelli, Keita e Mozic in posto4, libero Sfanforini. in campo Boninfante palleggiatore con Loeppky a completare la diagonale, Gargiulo e Podrascanin come centrali, gli schiacciatori Bottolo e Nikolov, infine Balaso libero.
LA PARTITA - Set sporco, confuso, a tratti proprio brutto da vedere. Ritmo spezzato, tanti errori e poca continuità: la Lube si accende solo nel finale, trascinata da Nikolov, ma lo strappo iniziale dei padroni di casa basta e avanza per chiudere 25-22.
I gialloblù spingono forte al servizio, anche troppo: aggressivi sì, ma più fallosi della Lube. Dall’altra parte, invece, tanta fatica a entrare davvero nel set: fase break evanescente e fondamentali poco incisivi. Parziale acceso, a tratti quasi mistico, dove l’inerzia cambia volto più volte. È Rana Verona a partire forte, ricalcando l’avvio del primo set (10-5), ma questa volta la Lube Cucine reagisce: due ace di Bottolo, Nikolov in pipe e Gargiulo firmano il sorpasso (13-17). Il set però si ribalta ancora. Verona ritrova ritmo e controllo, approfittando anche di due errori in attacco dei marchigiani che valgono le prime palle set. Bottolo prova a riaprirla ancora, ma nel finale è decisivo l’ingresso di Nedeljkovic: tre punti consecutivi del neo entrato chiudono i conti sul 28-26.

Un set che nessuno sembrava voler vincere davvero: equilibrio costante, tanti errori e poche vere continuità, con qualche fiammata isolata a muro. Un parziale bruttino, senza troppi giri di parole. A deciderlo è proprio un muro, quello di Gargiulo su Sani (in campo stabilmente dal set precedente al posto di Mozic), che consegna il 22-25 alla Lube.
Il muro torna protagonista anche nella quarta frazione, ma il livello del gioco si abbassa. Soli prova a mescolare le carte, senza trovare però l’impatto dei set precedenti. Civitanova è più centrata e concreta, pur in un parziale spezzettato da qualche errore di troppo al servizio (soprattutto in casa scaligera), che toglie ritmo e intensità al match. Senza grandi sussulti, è la Lube a gestire meglio il finale e a chiudere con autorità 19-25.
Tie-break vietato ai deboli di cuore. Alla fine la spunta l’esperienza, e in quello la Lube ne ha da vendere. La partita si accende sull’8-9: tocco a muro, richiesta di video check e da lì si scatena il caos. Nervi tesi, proteste e ritmo spezzato, con Soli unico ammonito. Nei punti successivi Civitanova regge l’urto con Bottolo e Nikolov, mentre dall’altra parte il braccio si accorcia nei momenti decisivi.
L’errore dai nove metri di Keita chiude i conti.











