PERUGIA – Due partite vinte su due, entrambe con la capacità di indirizzare i momenti decisivi della sfida. La Sir Susa Scai Perugia arriva a Gara 3 della finale scudetto di Superlega Credem Banca con un vantaggio importante nella serie contro la Cucine Lube Civitanova, ma soprattutto con dati statistici che raccontano una maggiore continuità rispetto alla formazione marchigiana.
Il primo elemento che emerge è la qualità offensiva degli umbri. In Gara 1, vinta 3-0 al PalaBarton Energy, Perugia ha chiuso con il 55% in attacco contro il 46% della Lube, scavando il solco soprattutto nella gestione dei palloni ad alta pressione. In Gara 2, pur calando leggermente al 48%, la squadra di Angelo Lorenzetti ha comunque mantenuto una maggiore lucidità nei finali di set, espugnando l’Eurosuole Forum 3-1 dopo avere perso il primo parziale.
La continuità offensiva di Wassim Ben Tara sta diventando uno dei temi centrali della serie. L’opposto tunisino ha realizzato 15 punti in Gara 1 e 23 in Gara 2, per un totale di 38 punti nelle prime due sfide di finale. Ancora più significativo il dato sulla positività: 50% in attacco nella prima partita e 56% nella seconda, numeri da riferimento assoluto per un opposto impegnato con volumi elevati. In Gara 2 ha aggiunto anche quattro muri e un ace, confermando un impatto completo sul match.
Accanto a lui, Perugia sta trovando grande equilibrio anche in banda. Oleg Plotnytskyi ha chiuso Gara 1 con 11 punti e Gara 2 con 18, ma soprattutto con percentuali molto solide: 48% offensivo nella seconda sfida, senza errori diretti in attacco e con appena due muri subiti su 31 palloni giocati. Un dato che certifica la qualità della gestione del colpo da parte dello schiacciatore ucraino.
Diverso il discorso per Kamil Semeniuk. I suoi 13 punti di Gara 2 rappresentano comunque un contributo importante, ma il 34% offensivo, con tre errori e quattro muri subiti, racconta una partita meno fluida rispetto a quella di Ben Tara e Plotnytskyi. Anche in questo caso, però, Perugia ha mostrato una differenza sostanziale rispetto alla Lube: pur non avendo tutti gli attaccanti ad altissima efficienza, riesce comunque a distribuire il peso offensivo senza dipendere da un solo terminale.
Dal lato marchigiano, invece, la serie sta evidenziando alti e bassi molto marcati. In Gara 1 soltanto Alexander Nikolov è andato in doppia cifra con 10 punti e il 43% in attacco. Ancora più complicata la prova di Eric Loeppky, fermo al 23% offensivo con appena tre attacchi vincenti su tredici tentativi. In Gara 2 la Lube ha avuto una risposta più concreta da Mattia Bottolo, autore di 16 punti con il 45%, mentre Loeppky ha reagito con una prova molto più pulita: 55% in attacco, nessun errore diretto e soltanto due muri subiti.
Resta invece più problematico il dato di Nikolov nella seconda sfida. I 14 punti complessivi non bastano a mascherare il 34% offensivo, con quattro errori e cinque muri subiti. Per una squadra che vive molto sulla qualità dei suoi schiacciatori, il rendimento dell’attaccante bulgaro sarà uno dei temi chiave di Gara 3.
Interessante anche il confronto nei fondamentali secondari. La Lube ha prodotto più muri in Gara 2, ben 13 contro i 9 umbri, e ha ricevuto meglio con il 58% di positiva contro il 39% di Perugia. Eppure non è bastato per riaprire la serie. Il motivo sta soprattutto nella gestione degli errori e nella qualità dei palloni decisivi.
Perugia, infatti, pur sbagliando molto dai nove metri – 15 errori in battuta in Gara 1 e 21 in Gara 2 – continua a trovare un equilibrio complessivo grazie alla propria efficienza offensiva. In Gara 2 gli umbri hanno regalato 27 punti diretti alla Lube tra errori in attacco, battuta e altri fondamentali, ma hanno comunque mantenuto un cambio palla più stabile nei momenti pesanti del match.
La squadra marchigiana, invece, ha concesso 20 errori punto in Gara 1 e 26 in Gara 2, pagando soprattutto i passaggi a vuoto nei finali di secondo, terzo e quarto set domenica scorsa.
La sensazione statistica, dopo le prime due partite, è che la finale stia premiando la maggiore continuità offensiva di Perugia. La Lube è riuscita a produrre dati importanti in singoli fondamentali – il muro in Gara 2 sopra tutti – ma non ancora a trasformarli in controllo reale della partita.
Questa sera, in Gara 3, Civitanova sarà chiamata soprattutto ad aumentare l’efficienza dei suoi attaccanti principali e a ridurre il numero di palloni sprecati nelle fasi decisive. Perugia, invece, proverà a chiudere la serie affidandosi ai numeri che finora l’hanno portata avanti 2-0: l’efficacia di Ben Tara, la continuità di Plotnytskyi e una gestione dei momenti chiave che, finora, ha fatto la differenza.











