Champions League | 16 maggio 2026, 22:27

Champions League: Lorenzetti “C’è già un po’ di malinconia, ma questa finale va giocata da protagonisti”

Luca Muzzioli

Angelo Lorenzetti, una Champions all'attivo

Angelo Lorenzetti, una Champions all'attivo

TORINO – La Sir Susa Vim Perugia conquista la finale della Champions League Final Four 2026 superando il PGE Projekt Warszawa, ma nelle parole di Angelo Lorenzetti c’è già anche un velo di malinconia per una stagione che si avvicina alla conclusione.

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"Quando sono partito per Torino, oltre alla felicità di essere qui, c’era già un po’ di malinconia" – ha raccontato il tecnico umbro – "Quando finisce l’ultima palla ai giocatori magari resta la stanchezza, ma a me dispiace sempre un bel po’. È una bella malinconia."

Prima ancora di pensare alla finale, Lorenzetti ha voluto sottolineare l’importanza del traguardo già raggiunto: "Questa Final Four è divisa in due. La prima finale è quella per andare al Mondiale per Club."

Un risultato che l’allenatore considera fondamentale anche per il valore che può avere a livello di visibilità per una società come Perugia: "Questi club hanno bisogno di visibilità. Bisogna ricordarsi che a questi presidenti nessun dottore prescrive di investire soldi con poca esposizione mediatica."

Poi un ringraziamento speciale ai giocatori che lasceranno Perugia a fine stagione: "Sono soprattutto grato ai ragazzi che l’anno prossimo non ci saranno. Prima di partire avevamo parlato del concetto di eredità. È qualcosa che riguarda l’uomo, le famiglie, i genitori, ma anche nello sport esiste. E loro questa eredità l’hanno abitata molto bene, da protagonisti."

La semifinale contro Varsavia ha coinciso anche con un altro traguardo simbolico: la centesima partita di Perugia in Champions League. Un numero che Lorenzetti sente particolarmente.

"A volte Perugia viene guardata con un po’ di puzza sotto il naso" – ha ammesso – "Forse lo facevo anche io quando ero avversario. Ma frequentandola ho capito che non è meritato. Se certe cose le fanno altri vengono celebrate, qui spesso vengono date per scontate."

Il tecnico ha voluto dare valore alla continuità costruita in questi anni: "Arrivare in finale con bravura e anche con un po’ di fortuna è un valore. Dare continuità a questo gruppo, che l’anno prossimo cambierà, è qualcosa di importante e non va dato per scontato."

Adesso Perugia può inseguire un’impresa storica: chiudere la stagione da campione d’Italia, d’Europa e del mondo. "Per un altro giorno siamo ancora campioni di italia, d'Europa e campioni del mondo in carica e intanto ce lo teniamo stretto" – ha sorriso Lorenzetti – "Poi vedremo. Dall’altra parte ci sono squadre fortissime, ma questa è una finale di Champions e bisogna giocarla da protagonisti."

Il tecnico ha poi analizzato anche il passaggio a vuoto nel finale del terzo set contro Varsavia: "Loro hanno accelerato molto in battuta e sono stati bravi a piazzarne tre molto pesanti. Noi magari potevamo fare qualcosa in più in una ricezione, ma soprattutto quando pensi di essere arrivato alla fine e devi rimettere dentro energia non è così semplice."

In quel momento, però, Perugia ha trovato risorse anche dai suoi uomini chiave, come Oleh Plotnytskyi: "Quello che ha fatto Ole è stato bello. Quando magari fai un giro d’attacco non positivo e poi diventi protagonista in un altro fondamentale, quello è un completamento del giocatore. La perfezione non esiste."

Infine uno sguardo alla finale e alle possibili avversarie turche: "Sono due squadre molto differenti. Zawiercie per noi sarebbe complicata perché molto solida, mentre l’altra è una squadra che in battuta può non farti vedere la palla. In questa manifestazione ci sono grandissimi giocatori che magari non hanno ancora vinto la Champions e quando vai avanti con gli anni sai che le occasioni diminuiscono. Per questo daranno tutto."