TARANTO – La mancata iscrizione della Prisma Taranto al prossimo campionato di Serie A2 maschile apre un confronto pubblico con l’Amministrazione comunale sulla disponibilità del PalaMazzola e sui tempi legati alla restituzione dell’impianto dopo i Giochi del Mediterraneo.
Il club aveva motivato la rinuncia alla Serie A2 con le problematiche relative all’impiantistica cittadina, indicando nell’assenza di certezze sulla disponibilità del palazzetto un elemento decisivo per l’impossibilità di programmare la stagione nei tempi necessari. Una ricostruzione respinta dal Comune di Taranto, che con una nota ufficiale ha contestato l’interpretazione della società.
“In merito alle dichiarazioni diffuse dalla Prisma Volley, con le quali si attribuisce al presunto ritardo degli Enti competenti la mancata iscrizione al campionato di Serie A2 maschile 2026/2027, l’Amministrazione Comunale di Taranto ritiene doveroso ripristinare la verità dei fatti”, si legge nel comunicato dell’ente.
Secondo l’Amministrazione, l’argomentazione relativa all’assenza di certezze sul PalaMazzola sarebbe “del tutto priva di fondamento”. Il Comune sostiene di aver adottato una linea di apertura per tutelare lo sport di vertice e garantire la continuità delle attività. Nella nota viene precisato che, in attesa della definizione del bando per l’assegnazione della gestione definitiva del palazzetto al termine dei Giochi del Mediterraneo, sarebbe stata garantita alla Prisma Volley la disponibilità dell’impianto per l’intera stagione sportiva.
Il Comune richiama inoltre il modello già proposto e accettato da altre realtà sportive del territorio, citando il caso del Taranto Calcio, e sottolinea che i vertici del club sarebbero stati “tempestivamente e compiutamente edotti di questa facoltà”. Per l’Amministrazione, dunque, non vi sarebbe stato “alcun ostacolo oggettivo che pregiudicasse l’iscrizione al campionato”.
La replica del club è arrivata con una nota firmata dal presidente Tonio Bongiovanni, che ha escluso la volontà di alimentare polemiche, ma ha rivendicato la necessità di intervenire dopo la presa di posizione del Comune.
“Non era nostra intenzione fare polemiche con alcuno ma visto che all’Amministrazione comunale di Taranto preme ristabilire la verità dei fatti è nostro dovere concorrere a ciò”, scrive Bongiovanni.
Il presidente della Prisma Taranto ribadisce che il problema non sarebbe stato soltanto la disponibilità futura del palazzetto, ma soprattutto la tempistica con cui sarebbero state definite modalità e condizioni per l’utilizzo dell’impianto. Secondo il club, l’approvazione del regolamento di concessione delle strutture sportive comunali, avvenuta nel Consiglio comunale del 18 maggio 2026, sarebbe arrivata troppo tardi per consentire una programmazione tecnica e organizzativa adeguata a un campionato di Serie A2.
“Affermare che il ritardo nella tempistica e nelle modalità individuate dagli enti competenti per l’utilizzo del PalaMazzola non ha consentito alla nostra società di poter programmare la partecipazione al campionato di serie A2 di volley maschile nei tempi e nei contenuti tecnici ed organizzativi idonei e consoni all’importanza del predetto campionato ed alle aspettative societarie e degli appassionati di volley del nostro territorio, significa semplicemente che l’approvazione del regolamento di concessione delle strutture sportive comunali tra cui il PalaMazzola, avvenuto nel corso del consiglio comunale del 18 maggio 2026, è stato un atto tardivo nella tempistica”, prosegue la nota.
La società sostiene di aver comunque provato a verificare la possibilità di costruire una squadra per la Serie A2, ma senza risultati ritenuti adeguati. “Preme sottolineare che pur in nettissimo ritardo abbiamo pure effettuato il tentativo tecnico ma senza esiti minimamente soddisfacenti”, si legge ancora.
Nel comunicato il presidente ricostruisce anche le interlocuzioni con il Comune, individuandole in due incontri con il direttore generale Marco Lesto. Il primo, in data 30 aprile, sarebbe stato sollecitato da Michelangelo Giusti e avrebbe coinvolto le società sportive interessate all’utilizzo del PalaMazzola. In quella sede, secondo la ricostruzione della Prisma, alla domanda sulla possibilità di ottenere entro la data di iscrizione il modulo necessario per attestare la disponibilità del campo di gioco per le partite ufficiali, la risposta sarebbe stata negativa, poiché il palazzetto non sarebbe stato ancora nella disponibilità del Comune.
Sempre secondo il club, in quell’incontro sarebbero state ipotizzate tempistiche di utilizzo prima a fine dicembre e poi, dopo richieste più stringenti, a fine ottobre, ma comunque con l’incognita di eventuali imprevisti.
Il secondo incontro, avvenuto il 13 maggio, avrebbe avuto al centro l’imminente approvazione del regolamento di concessione delle strutture sportive e alcune ipotesi di gestione temporanea dopo la riconsegna degli impianti al termine dei Giochi del Mediterraneo. Anche in quella sede, sostiene la Prisma, sarebbe stato evidenziato come le tempistiche fossero ormai molto ridotte e come fosse difficile riprendere una programmazione tecnica e organizzativa già compromessa dai ritardi.
Il club richiama inoltre la scadenza del 3 giugno 2026, ore 12, per la formalizzazione della rinuncia all’iscrizione, sottolineando che eventuali difficoltà successive avrebbero potuto comportare penalità economiche rilevanti.
La parte più netta della replica riguarda l’assenza, secondo la società, di garanzie formali successive agli incontri. “Dopo tali incontri interlocutori non abbiamo avuto altre notizie né incontri. Non abbiamo avuto alcuna garanzia né implicita né esplicita. Peraltro qualora l’Amministrazione Comunale avesse operato in tal senso le modalità sarebbero dovute essere formali e dirette. Ciò non è mai avvenuto né sono state prospettate in alcuna forma soluzioni logistiche di alcun tipo”, scrive Bongiovanni.
La nota si chiude con una considerazione che sintetizza la posizione del club: “Abbiamo registrato solo silenzio ed assenza. Le imprese e lo sport, in particolare, hanno bisogno di atti concreti non di generiche buone intenzioni”.
Resta dunque aperto il caso tra la Prisma Taranto e l’Amministrazione comunale. Da una parte il Comune sostiene di aver garantito la disponibilità del PalaMazzola per la stagione sportiva, pur nelle more della gestione definitiva dell’impianto. Dall’altra il club afferma che le tempistiche e l’assenza di atti formali non abbiano consentito di costruire nei tempi necessari un progetto tecnico e organizzativo adeguato alla partecipazione alla Serie A2 maschile.










