MODENA – La Volleyball Nations League 2026 sta offrendo anche un'importante fotografia dell'evoluzione del ruolo femminile all'interno degli staff tecnici delle nazionali di vertice. Dietro a questa crescita c'è una precisa strategia della FIVB, che ha deciso di sostenere concretamente la presenza delle donne nelle panchine internazionali.
La federazione mondiale ha infatti introdotto una misura specifica per incentivare l'inserimento di allenatrici negli staff delle nazionali femminili partecipanti alla VNL. Le federazioni che registrano almeno una coach donna ricevono un supporto economico dedicato e, soprattutto, ottengono la possibilità di schierare una figura tecnica aggiuntiva in panchina.
In pratica, il numero dei componenti dello staff tecnico accreditabili passa da cinque a sei unità, offrendo maggiore flessibilità organizzativa e allo stesso tempo creando nuove opportunità professionali per le donne nel volley di alto livello.
I risultati dell'iniziativa sono già visibili. Nella prima settimana della VNL femminile 2026 ben 13 delle 18 nazionali partecipanti hanno inserito almeno un'allenatrice all'interno del proprio staff tecnico.
Tra i nomi più noti figurano vere e proprie icone della pallavolo mondiale. Il Brasile si affida a Fofão (tra le varie medaglie oro olimpico a Pechino 2008), una delle palleggiatrici più vincenti della storia. Gli Stati Uniti hanno inserito Tayyiba Haneef-Park (due argenti olimpici, un argento mondiale), protagonista con la maglia a stelle e strisce per oltre un decennio. Il Giappone ha scelto Shizuka Mishima, mentre la Cina ha puntato su Yang Hao, ex schiacciatrice simbolo della nazionale asiatica, oro olimpico ad Atene 2004.
Nello staff della Serbia compare Jelena Blagojević, bronzo olimpico, duevotle oro europeo, mentre la Polonia si affida all'esperienza di Agnieszka Rabka. La Germania può contare su un nome di assoluto prestigio internazionale come Logan Tom, due volte medaglia olimpica e una delle giocatrici più rappresentative del volley statunitense.
Completano il quadro Carolyn O'Dwyer per il Canada, Karmen Kocar per la Repubblica Ceca, Onuma Sittirak per la Thailandia, Candida Arias per la Repubblica Dominicana, Sabrina Dridi per la Francia, Henrianne Verhoek per l'Olanda e la statunitense Logan Tom per la Germania, due argenti olimpici e un argento mondiale.
Non tutte le federazioni hanno aderito subito all'iniziativa. Tra le nazionali che nella prima settimana non presentavano allenatrici registrate figurano Turchia, Italia, Belgio, Ucraina e Bulgaria.
La scelta della FIVB rappresenta un segnale significativo in uno sport che, soprattutto a livello femminile, continua a vedere una presenza limitata di donne nei ruoli tecnici di alto livello. Se in campo le atlete sono protagoniste assolute, sulle panchine e negli staff la componente femminile resta ancora minoritaria rispetto a quella maschile.
L'obiettivo della federazione internazionale sembra quindi essere quello di accelerare un cambiamento culturale attraverso incentivi concreti e non soltanto dichiarazioni di principio. La risposta registrata nella prima settimana della VNL suggerisce che molte federazioni abbiano accolto positivamente il progetto.
Resta ora da capire se questa iniziativa riuscirà a produrre effetti duraturi anche oltre la Volleyball Nations League, favorendo una presenza sempre più stabile delle donne negli staff tecnici delle nazionali e, più in generale, della pallavolo internazionale.
Allenatrici presenti negli staff VNL 2026
Brasile – Fofão
Stati Uniti – Tayyiba Haneef-Park
Giappone – Shizuka Mishima
Cina – Yang Hao
Serbia – Jelena Blagojević
Polonia – Agnieszka Rabka
Germania – Logan Tom
Canada – Carolyn O'Dwyer
Repubblica Ceca – Karmen Kocar
Thailandia – Onuma Sittirak
Repubblica Dominicana – Candida Arias
Francia – Sabrina Dridi
Olanda – Henrianne Verhoek
Nazionali senza allenatrici registrate nella prima settimana
Italia, Turchia, Belgio, Ucraina, Bulgaria.











