MODENA – Le nuove interpretazioni regolamentari introdotte dalla FIVB continuano a far discutere. Dopo le prime giornate della Volleyball Nations League 2026, diversi protagonisti del torneo hanno espresso dubbi e perplessità sulla gestione dei cosiddetti "colpi sporchi" e, più in generale, sull'uniformità delle decisioni arbitrali.
Le dichiarazioni sono state raccolte dal canale TikTok "JTMVBALL" e fotografano un malcontento piuttosto diffuso tra gli atleti, non tanto per il principio della modifica regolamentare quanto per la difficoltà di interpretazione e applicazione delle nuove direttive.
Tra i più critici c'è Mattia Bottolo, che evidenzia la mancanza di chiarezza nelle valutazioni arbitrali. "Penso che sia terribile, perché in un dato momento nessuno sa quando un determinato colpo è valido o quando non rientra nell'interpretazione dell'arbitro. In ogni partita si verificano situazioni in cui questa interpretazione è diversa. Forse è una buona decisione, perché qualcuno abusava di quel colpo e spesso invece di spingere finiva con un'invasione, ma penso che ci voglia tempo per capirlo".
Sulla stessa linea anche il francese Trevor Clevenot, che sottolinea come il problema principale sia rappresentato dai tempi di adattamento. "Il problema non sono i cambiamenti nelle regole del gioco, ma il fatto che non c'è tempo perché i giocatori e gli arbitri possano prepararsi. Loro e noi abbiamo bisogno di tempo. Se questi cambiamenti si riveleranno buoni, lo scopriremo tra un po'. Per ora non voglio mettermi a fare politica".
Ancora più diretto il giudizio di Francesco Sani. "Non ci capisco niente. A volte un contatto è valido, un attimo dopo lo stesso contatto non lo è più. Dobbiamo essere tolleranti verso certi colpi o severi con tutti questi contatti. Le decisioni dell'anno scorso sulle regole erano migliori. Ora stiamo allungando la partita, perché dopo ogni seconda decisione scoppiano controversie e litigi. Nessuno ci capisce niente".
Anche il tedesco Erik Röhrs invita però alla pazienza, riconoscendo le difficoltà di una fase di transizione. "Capisco che gli arbitri abbiano bisogno di altro tempo per trovare una linea comune tra i contatti permessi e quelli proibiti. Cerco di capirli. È una situazione nuova. Spero che dalla seconda settimana andrà meglio. Meno discussioni, più pallavolo".
Più severa la posizione di Kamil Rychlicki, che individua proprio negli arbitri il principale elemento di confusione. "Penso che siano più che gli arbitri a doversi adattare alla nuova situazione. Perché secondo me sono loro a creare il caos per ora, in cui nessuno sa davvero quale colpo sia permesso e quale verrà considerato errore. Capisco che negli ultimi anni questi colpi fossero usati troppo spesso, ma introducendo cambiamenti dovremmo avere spiegazioni chiare, meglio con esempi, su cosa è permesso ora e cosa no".
Interessante anche il punto di vista del francese Mathis Henno, che ammette come alcune caratteristiche tradizionali del gioco transalpino siano state direttamente colpite dalle nuove interpretazioni. "Sono francese e il mio stile consiste nel spingere e rispingere spesso la palla. Ora non è più così semplice. Noi, la squadra francese, usiamo molto spesso questa pallavolo sporca. Ora è limitata".
Tra le dichiarazioni più nette c'è infine quella di Luca Porro. "Per me è troppo. Capisco che siano queste le nuove regole, ma non si può giocare così. In particolare i ricevitori e gli attaccanti non possono. Non è pallavolo".
Le testimonianze raccolte nelle prime settimane della VNL mostrano dunque un tema destinato probabilmente a restare al centro del dibattito ancora per diverse settimane. Se l'obiettivo della FIVB era quello di limitare alcuni gesti tecnici considerati eccessivamente permissivi nelle ultime stagioni, la sensazione condivisa da molti giocatori è che serva ancora maggiore chiarezza per uniformare le interpretazioni e ridurre le contestazioni che stanno caratterizzando numerose partite di questa fase iniziale della stagione internazionale.











