MODENA - L'11 agosto di due anni fa, a Parigi, l’Italia di Julio Velasco superava gli Stati Uniti 3-0 e vinceva il primo oro olimpico nella storia della pallavolo italiana. Un trionfo diventato il punto di partenza di un ciclo straordinario. Una emozione accesa che ha in parte cancellato l'amarezza di aver vissuto le final idi Atlanta 1996 e Rio 2016.
Ci sono date che finiscono sui calendari e altre che entrano nella memoria. Per la pallavolo italiana, l’11 agosto 2024 appartiene alla seconda categoria.
Due anni fa, alla South Paris Arena, l’Italia femminile superava gli Stati Uniti con un nettissimo 3-0 (25-18, 25-20, 25-17) e conquistava il primo oro olimpico della storia del volley azzurro. Non soltanto il primo titolo delle donne e la loro prima medaglia ai Giochi, ma il primo gradino più alto del podio raggiunto dalla pallavolo italiana alle Olimpiadi.
Una giornata attesa per decenni, diventata improvvisamente reale quando l’ultimo pallone statunitense si è spento fuori dal campo. Poi le braccia al cielo, la corsa, le lacrime, gli abbracci e Julio Velasco circondato dalle sue giocatrici. Immagini che, a distanza di due anni, conservano intatta la loro forza.
L’Italia arrivò alla finale senza essere mai stata realmente in difficoltà. Contro le campionesse olimpiche in carica giocò una partita quasi perfetta, togliendo agli Stati Uniti il ritmo, la fiducia e qualsiasi possibilità di cambiare l’inerzia dell’incontro.
Paola Egonu chiuse con 22 punti, Myriam Sylla ne mise a terra 10 e Caterina Bosetti 9. Ma quella finale non fu il trionfo di una singola campionessa. Fu la rappresentazione più completa della forza di un gruppo.
Alessia Orro guidò il gioco con lucidità e coraggio. Egonu trasformò anche i palloni più complicati in punti. Bosetti e Sylla garantirono equilibrio tra ricezione, difesa e attacco. La capitana Anna Danesi e Sarah Fahr dominarono al centro della rete. Monica De Gennaro raccolse tutto ciò che sembrava destinato a cadere.
Accanto alle titolari c’erano Ekaterina Antropova, Carlotta Cambi, Gaia Giovannini, Marina Lubian, Loveth Omoruyi e Ilaria Spirito. Atlete che contribuirono alla costruzione del successo durante gli allenamenti, nella preparazione delle partite e ogni volta che furono chiamate in campo.
Alle loro spalle uno staff di enorme esperienza: Julio Velasco, Massimo Barbolini, Lorenzo Bernardi e Juan Manuel Cichello, con il lavoro quotidiano di medici, fisioterapisti, preparatori e scout. L’oro di Parigi fu la vittoria di tutte e di tutti.
Diciotto set vinti, uno soltanto perso
La marcia olimpica dell’Italia era cominciata il 28 luglio con il successo per 3-1 sulla Repubblica Dominicana. Il secondo parziale di quella partita, perso 26-24, sarebbe rimasto l’unico set ceduto dalle Azzurre in tutto il torneo.
Nella fase a gironi arrivarono quindi il 3-0 sull'Olanda e quello sulla Turchia. Nelle gare a eliminazione diretta la squadra di Velasco alzò ulteriormente il livello: 3-0 alla Serbia nei quarti, 3-0 alla Turchia in semifinale e 3-0 agli Stati Uniti nella partita per l’oro.
In tre incontri consecutivi l’Italia sconfisse le detentrici dei tre titoli più importanti: la Serbia campione del mondo, la Turchia campione d’Europa e gli Stati Uniti campioni olimpici.
Il bilancio conclusivo racconta una superiorità impressionante: sei vittorie, diciotto set conquistati e uno soltanto perso. Una delle campagne olimpiche più dominanti nella storia della pallavolo femminile.
La rivoluzione del “qui e ora”
Julio Velasco aveva assunto la guida della nazionale femminile nel finire del 2023, inizi 2024. Gli bastarono pochi mesi per restituire serenità, identità e convinzione a una squadra ricca di talento, ma reduce da stagioni complicate.
Prima arrivarono la qualificazione olimpica, il successo nella Volleyball Nations League 2024 e il primo posto nel ranking mondiale. Poi Parigi.
Velasco lavorò sulla capacità di rimanere nel presente. Il suo “qui e ora” diventò il manifesto della nazionale: non pensare al passato, non anticipare il futuro, occuparsi soltanto del pallone da giocare.
L’Italia arrivò ai Giochi indicata da molti come favorita, un’etichetta che il tecnico respinse più volte. Non servivano proclami, ma attenzione, lavoro e disponibilità al sacrificio. Le azzurre trasformarono quella filosofia in una pallavolo feroce e ordinata, nella quale ogni giocatrice accettava di lavorare per la compagna.
Dopo la semifinale, Alessia Orro parlò degli “occhi della tigre” con cui la squadra aveva affrontato la fase decisiva. Velasco descrisse invece il “grande fuoco” che vedeva nelle sue atlete. Egonu, dopo il trionfo, riuscì anche a scherzare sulle celebri “due rullate al giorno” imposte dal commissario tecnico durante la preparazione.
Parole differenti per raccontare la stessa trasformazione: quella di una squadra che aveva imparato a convivere con il proprio talento senza sentirne il peso.
Cinque italiane nella squadra ideale
La dimensione collettiva del successo venne confermata anche dai riconoscimenti individuali. Paola Egonu fu nominata MVP e miglior opposto del torneo olimpico. Alessia Orro ricevette il premio di miglior palleggiatrice, Myriam Sylla quello di miglior schiacciatrice, Anna Danesi fu scelta tra le migliori centrali e Monica De Gennaro come miglior libero.
Cinque Azzurre nella formazione ideale dei Giochi: un dato che certificò la qualità espressa dall’Italia durante l’intera manifestazione.
Per De Gennaro, alla quarta partecipazione olimpica, quell’oro rappresentò il coronamento di una carriera straordinaria. Per Egonu fu la consacrazione sul palcoscenico più importante. Per Orro, Danesi, Fahr, Sylla, Bosetti e tutte le altre, la ricompensa di un cammino nel quale non erano mancati momenti difficili, critiche e delusioni.
La medaglia d’oro fu anche l’ultima conquistata dall’Italia a Parigi 2024. Portò a dodici il numero dei successi azzurri e contribuì a chiudere l’Olimpiade con 40 medaglie complessive, eguagliando il primato stabilito a Tokyo.
Non la fine, ma l’inizio
Il valore di quella vittoria è diventato ancora più evidente con il passare del tempo. Parigi non è rimasta un’impresa isolata, ma si è trasformata nella pietra angolare di uno dei cicli più importanti della pallavolo internazionale.
Dopo la VNL e l’oro olimpico del 2024, l’Italia ha conquistato anche la Volleyball Nations League 2025 e il Campionato Mondiale 2025, superando la Turchia al tie-break nella finale di Bangkok.
Quattro grandi trofei in poco più di un anno. Le azzurre sono diventate la prima nazionale femminile dai tempi della grande Cuba a detenere contemporaneamente il titolo olimpico e quello mondiale.
La loro serie di successi consecutivi si è fermata a quota 39 nel giugno 2026, dopo oltre due anni senza sconfitte: la striscia vincente più lunga registrata nella pallavolo internazionale. Poche settimane fa, a Macao, è arrivato anche il bronzo nella VNL 2026, conquistato battendo la Cina 3-1.
L’Italia resta campione olimpica, campione mondiale e una delle grandi potenze del volley. Alcune protagoniste di Parigi hanno concluso o ridotto il proprio percorso in nazionale, altre continuano a rappresentarne l’ossatura, mentre nuove giocatrici sono entrate in un gruppo che ha ormai imparato a vivere stabilmente ai vertici.
Il pallone della finale, firmato dalle Azzurre, e la maglia indossata da Paola Egonu sono oggi conservati al Museo Olimpico del CIO di Losanna. Non sono soltanto cimeli sportivi. Sono la testimonianza materiale di un giorno in cui una generazione ha abbattuto l’ultima barriera.
Due anni dopo, l’11 agosto 2024 non appartiene soltanto all’amarcord. Vive nei titoli conquistati successivamente, nell’autorevolezza raggiunta dall’Italia e nelle bambine che, guardando quelle immagini, hanno cominciato a sognare una maglia azzurra.
Prima di Parigi, l’oro olimpico era il grande traguardo mai raggiunto dalla pallavolo italiana. Da quel giorno è diventato storia.
Il percorso
Il percorso olimpico fu un crescendo:
28 luglio: Italia-Repubblica Dominicana 3-1 (25-19, 24-26, 25-21, 25-18)
1° agosto: Italia-Olanda 3-0 (29-27, 25-18, 25-19)
4 agosto: Italia-Turchia 3-0 (25-14, 25-16, 25-21)
6 agosto, quarti: Italia-Serbia 3-0 (26-24, 25-20, 25-20)
8 agosto, semifinale: Turchia-Italia 0-3 (22-25, 19-25, 22-25)
11 agosto, finale: Stati Uniti-Italia 0-3 (18-25, 20-25, 17-25)












