Europei Femminili | 31 agosto 2026, 20:04

Europei Femminili: Velasco dopo la Bulgaria, "L'eccezione è vincere sempre, la regola è che qualche volta perdiamo anche noi"

Redazione Volleyball.it

Julio Velasco promuove l'Italia dopo il 3-0 sulla Bulgaria negli ottavi e sottolinea la capacità delle azzurre di restare concentrate anche contro un'avversaria inferiore. Il Ct risponde anche alle parole di Terzić e riflette sul ciclo vincente della Nazionale: "Dopo che vinci tutto è difficile ripetersi".

Europei Femminili: Velasco dopo la Bulgaria, "L'eccezione è vincere sempre, la regola è che qualche volta perdiamo anche noi"

BRNO (Rep.Ceca) – L'Italia supera la Bulgaria per 3-0 negli ottavi di finale degli Europei Femminili 2026 e conquista l'accesso ai quarti. Julio Velasco lascia il campo soddisfatto soprattutto per l'atteggiamento mostrato dalle azzurre, capaci di affrontare ogni pallone con la stessa concentrazione nonostante il divario emerso nel corso della partita.

"Gli errori ci sono sempre e ci saranno sempre. All'inizio loro hanno difeso palloni difficilissimi e hanno attaccato bene dopo la difesa. Noi abbiamo corretto alcune cose".

Ciò che ha convinto maggiormente il Ct è stata la capacità di non innervosirsi quando la Bulgaria riusciva a trovare punti e continuità. "Non deve sorprenderci e non deve darci fastidio quando una squadra inferiore ci fa punto, perché quello sarebbe un errore di presunzione. Bisogna continuare a giocare la palla dopo e restare sul pezzo".

Ed è esattamente quanto, secondo Velasco, l'Italia è riuscita a fare. "Abbiamo giocato ogni pallone come se fosse una finale. Questo è molto importante, perché ci fa crescere, ci dà confidenza e sicurezza".

"Crescita individuale e crescita di squadra devono andare insieme"

Velasco sottolinea come il progresso di questa Italia passi da due binari paralleli: "Le ragazze stanno crescendo individualmente e come squadra. Sono sempre queste due cose insieme a far crescere veramente un gruppo".

Per il Ct, infatti, nessuna delle due dimensioni può bastare da sola: "La crescita soltanto come squadra non è sufficiente: serve anche quella individuale. E viceversa, crescere individualmente non basta se poi la squadra non è ordinata e non sa bene cosa fare".

Contro la Bulgaria, uno degli aspetti migliori è stato proprio quello di aver corretto rapidamente gli errori. "Quando facevamo un errore era chiaro quale fosse e non abbiamo commesso lo stesso errore due volte di seguito".

Velasco cita anche la qualità della ricostruzione. "Le palle alzate, non soltanto da Alessia ma anche dalle altre giocatrici, hanno permesso di attaccare bene. Sono tutte piccole cose che in uno sport nel quale molti set si vincono o si perdono per due palloni diventano fondamentali".

La risposta a Terzić: "A noi non interessa"

Nel dopo gara viene affrontato anche il tema delle dichiarazioni rilasciate dal Ct della Serbia Zoran Terzić nei giorni precedenti. Velasco non entra nella polemica.

"Non mi interessa. Secondo me lo ha fatto per innervosirci".

Il messaggio trasmesso alle giocatrici è stato altrettanto netto. "Ho detto alle ragazze che a noi non interessa né quello che si scrive sui social, né quello che dice un allenatore, nemmeno quello che dicono le nostre mamme".

Velasco utilizza proprio l'esempio familiare per spiegare il rischio di trasformare le aspettative in pressione. "A volte una mamma, con tutte le migliori intenzioni, manda un WhatsApp e dice: 'Allora oggi vinciamo, no?'. E tu rispondi: 'Sì mamma, ci proveremo'. Ma anche questo può creare ansia, perché introduce l'obbligo di vincere".

Il gruppo, secondo il tecnico, ha ormai imparato a isolarsi da tutto ciò. "Le ragazze sono molto brave e molto intelligenti. A noi interessa soltanto l'avversario che abbiamo davanti e giocare una palla alla volta fino alla fine. Se qualcuno vuole usare certe dichiarazioni, sono affari suoi. A me non cambia niente".

"Dopo che vinci tutto, ripetersi è difficile"

Velasco allarga poi il discorso al percorso compiuto dalla Nazionale nelle ultime stagioni. "Sono stato molto fortunato. Il primo anno, quello nel quale forse avrei dovuto semplicemente fare esperienza con una Nazionale femminile di questo livello, abbiamo vinto tutto, addirittura perdendo un solo set alle Olimpiadi".

Poi è arrivato un altro successo di peso. "L'anno successivo abbiamo vinto il Mondiale, soffrendo tantissimo in semifinale e in finale. Sono state due partite tremende".

Proprio per questo il tecnico considerava particolarmente delicata la stagione successiva. "Quest'anno, secondo me, poteva essere molto difficile, come mi era già successo con la Nazionale maschile. Dopo che vinci tutto è complicato ripetersi".

Velasco sottolinea però la qualità del gruppo. "Queste ragazze sono molto brave. Non solo perché lavorano, perché anche i giocatori della Nazionale maschile lavoravano dopo il 1990. A volte però ci sono cose che non hanno una spiegazione precisa: ti alleni bene e magari il rendimento cala comunque".

Con questa Italia, finora, il calo è stato minimo. "Noi praticamente non l'abbiamo avuto, o lo abbiamo avuto pochissimo".

"Il normale è perdere qualche partita"

Velasco chiude con una riflessione che ridimensiona inevitabilmente l'idea di un'Italia obbligata a vincere sempre. "La cosa normale è perdere qualche partita e qualche manifestazione. Non è normale vincere sempre".

Il concetto era già stato trasmesso direttamente alle giocatrici. "Ho detto loro che l'eccezione sono state le Olimpiadi. La regola è che qualche volta perdiamo anche noi".

Ripetere continuamente cicli dominanti, ribadisce il Ct, è estremamente difficile. "I cicli delle squadre che vincono tutto sono molto difficili da ripetere. Questo, però, è un gruppo che mi aiuta molto ed è molto facile lavorare con loro".