Europei Maschili | 14 settembre 2026, 14:31

Eurovolley: Sani e il rito pre-battuta, "Le manate di Michieletto? Fanno male"

Luca Muzzioli

Francesco Sani racconta il suo primo Europeo con l'Italia, il ruolo da specialista al servizio e il curioso rituale prima di entrare in campo. Ora a caricarlo è Alessandro Michieletto: "Ha due mani grandi quanto la mia schiena".

Francesco Sani

Francesco Sani

MODENA – Tre partite, tre vittorie e qualificazione agli ottavi già conquistata. L'Italia prosegue il proprio cammino agli Europei Maschili 2026 e Francesco Sani, alla sua prima esperienza nella rassegna continentale, racconta il momento degli azzurri e il proprio ruolo all'interno del gruppo.

La video intervista nel QG degli azzurri a Campogalliano

Tre vittorie su tre e qualificazione agli ottavi già ottenuta. Questo vi permette di giocare con maggiore tranquillità? "Tranquillità è una parola un po' grossa. In competizioni come questa abbiamo visto che ogni squadra può mettere in difficoltà le altre. Anche ieri, nel secondo set, ci siamo forse rilassati un po' troppo e abbiamo subito. Poi c'è da conquistare la migliore posizione possibile in vista degli ottavi a Torino, quindi nelle prossime partite dovremo restare molto concentrati".

Ora arrivano Cechia e Slovenia, due delle squadre più forti del girone. Cosa ti aspetti? "Sono due squadre che stanno giocando bene. Una delle due la conosco molto bene perché ci sono il mio allenatore e un mio compagno di club. Però dobbiamo affrontarle entrambe con la stessa volontà e la stessa grinta mostrate finora. Mi aspetto due partite di alto livello e non vedo l'ora di giocarle".

Siete in cinque schiacciatori. Che Europeo sarà per te? "Per me è una nuova esperienza, è il mio primo Europeo e sono felicissimo di esserci. Il mio contributo alla squadra lo conosciamo: entrare al servizio quando serve e cercare di tirare forte. Se poi dovesse esserci la possibilità di avere più spazio, ovviamente sarebbe bellissimo. Ma in questa squadra ognuno ha il proprio ruolo e io cerco di essere pronto per qualsiasi cosa serva".

Nel poco tempo libero come vivi il torneo? "Sono in stanza con Luca Porro. Ci stiamo guardando uno show dai tempi delle finals in Cina, che lui non aveva mai visto e gli ho fatto conoscere io. Poi stiamo insieme alla squadra e cerchiamo anche di staccare un po'".

Milano e la fase finale sono già nei vostri pensieri? "Il nostro focus non è ancora su Milano. Prima c'è Torino, anzi prima ancora ci sono le prossime partite. È chiaro che arrivare alle finali in casa è il nostro obiettivo e ciò che ci spinge ogni giorno ad allenarci al massimo, però dobbiamo stare attenti a non guardare troppo avanti".

Quindi anche voi seguite la filosofia del "qui e ora"? "Sì, cerchiamo di concentrarci sulla gara che abbiamo davanti e non troppo su quelle lontane. L'obiettivo finale è chiaro, ma come focus di partita le prendiamo una alla volta".

Il tuo ruolo spesso ti porta in campo in momenti molto delicati, magari soltanto per una battuta. Come vivi questa responsabilità? "La pressione si sente, nessuno può dire di non sentirla. Però da tempo ho molta fiducia nel mio servizio e sento che anche l'allenatore ne ha tanta. Quando sto per entrare i compagni in panchina si caricano e abbiamo anche una routine pre-battuta. So che quel momento arriverà, quindi non è una sorpresa e posso prepararmi sia fisicamente sia mentalmente".

De Giorgi spesso ti utilizza proprio nei punti decisivi. "Sì, gli piace mettermi dentro quando conta, magari sul 20 pari o in situazioni del genere. Mentalmente è probabilmente la parte più importante, ma adesso riesco a viverla bene".

Hai un rituale particolare prima di entrare al servizio? "Quando il coach mi dice che alla prossima nostra battuta entrerò io, durante l'azione precedente ho sempre qualcuno dietro che mi dà due schiaffi sulla schiena per caricarmi. Adesso lo fa Ale Michieletto, che è tornato, e devo dire che fa male perché ha due mani grandi quanto la mia schiena. Prima c'era Laurenzano ed era un po' meno doloroso. Adesso forse dobbiamo trovarne uno nuovo".